Feste di fino anno. E se i genitori non potessero partecipare?

Come comportarsi qualora si fosse impossibilitati a prendere parte alla tradizionale festa di fine anno scolastico? Cosa dire ai bambini? E' giusto sentirsi in colpa?

Articoli Correlati

di Alessia Altavilla

Un classico della letteratura (e della filmografia) dell'infanzia: festa (o saggio) di fine anno scolastico, bambino che aspetta trepidante mamma e papà, genitori impossibilitati a partecipare, ferita profonda nel piccolo, capace di condizionare tutto il suo futuro.
E' davvero così?


In parte sì. Per un bimbo la scuola è parte della sua quotidianità. Condiziona profondamente il suo vissuto. Impatta sul suo presente.
Le feste di fine anno scolastico rappresentano un'occasione per mettere tutto in comune (scuola, famiglia, amici, divertimento, impegno...) in un terreno neutrale: quello, appunto, di una palestra, un palcoscenico, un cortile.
Non c'è bambino al mondo che non desideri che mamma e papà lo vedano mentre recita, balla, canta, interpreta... E non c'è genitore che non soffra all'idea di perdersi la recita/festa/saggio del figlio.

Per gli uni e per gli altri, quello della riunione di fine anno è un modo per dimostrare e ricevere amore, far vedere quanto si è bravi, ottenere complimenti che vanno ad accrescere l'autostima e il senso di fiducia verso la famiglia.

Purtroppo, però, talvolta, mamma e papà sono costretti a dire no. Per ragioni lavorative, di salute, perché la data della festa si accavalla a quella di un altro bambino.
Come comportarsi, dunque?
Di seguito alcuni consigli e un piccolo suggerimento per gestire i sensi di colpa.
  1. Niente false promesse:
    Se già sapete che non potrete prendere parte all'evento, non ingannate il bambino. Ditegli immediatamente che non potrete esserci, spiegategli i motivi e fate in modo che capisca che non c'è alcuna mancanza di volontà nella vostra assenza. Se poi riuscirete a parteciapre alla festa, il piccolo non potrà che gioirne. In caso contrario, non coltiverà false speranze e non si sentirà ingannato.
  2. Spiegazioni chiare e puntuali:
    Se proprio non doveste riuscire a intervenire, siate quanto più chiare possibili sulle motivazioni. Date le vostre spiegazioni (soprattutto se il bimbo è molto piccolo e non tutti i meccanismo della vita quotidiana gli sono chiari) e accertatevi dei sentimenti del bimbo. Spiegategli più chiaramente possibile che è un suo diritto sacrosanto essere arrabbiato o triste. E che anche voi lo siete almeno quanto lui.
  3. Trovate un'alternativa:
    Magari non riuscite ad arrivare in tempo per la festa. Potreste, però, provare a esserci per ritirare il bimbo. O per gli ultimi 5 minuti di spettacolo. E se anche questi tentativi fossero vani, provate a organizzare una serata in famiglia di festeggiamenti. La vostra assenza peserà, comunque, al bambino. Ma in questo modo non si sentirà abbandonato e capirà meglio che la vostra mancanza non è stata causata da cattiva volontà.
  4. Coinvolgete nonni, zii, parenti più prossimi:
    Mamma e papà sono, naturalmente, insostituibili. Se, però, fossero presenti i nonni o gli zii, il bambino comunque percepirebbe la presenza della famiglia e il suo calore intorno a sé e non si sentirebbe molto diverso da tutti gli altri.
  5. Accavallamento di date:
    E se non riusciste a intervenire a causa di un accavallamento di date tra fratelli? In linea di massima, non esiste un bambino che ha più diritti di un altro. Detto questo, l'emotività di ciascuno è diversa e ci sono persone più o meno fragili. Difendete i meno fragili. Avendo cura di riservare la stessa identica attenzione anche all'altro bambino. In modo totale ed esclusivo. Se riuscite, dividetevi. La prima ora alla festa del primo, la seconda alla festa dell'altro.

SENSI DI COLPA
Non occorre sentirsi in colpa. Il dispiacere per l'impossibilità a prendere parte alla festa sono umani e giustificati. Il senso di colpa potrebbe portarvi su cattive strade (per esempio, potreste sentirvi autorizzate a 'comprare' il bambino assecondandolo in tutto, comprandogli quello che chiede, dandogliele tutte vinte).
Non è questo quello di cui ha bisogno e non è così che lo renderete felice. I bambini soffrono di più degli adulti perché non comprendono tutte le motivazioni delle scelte che avvengono intorno a loro. Al contempo, però, hanno anche gli strumenti per comprendere davvero un genitore in buona fede che fa di tutto per esserci, in questa e in mille altre occasioni.
Non temete. Se davvero avrete sempre dato il tutto per tutto per far sentire amato vostro figlio, a prescindere dal tempo giornaliero che riuscirete a dedicargli, non sarà certo l'assenza di un giorno a compormmettere il suo sviluppo.

Ricetta della settimana

Forse ti potrebbe interessare

Scandinavia

Gli Scandinavi lo fanno meglio

Punto di riferimento per il design, il sistema scolastico, il welfare, la cultura hygge, gli Scandinavi stanno imponendo ovunque anche il modello educativo e genitoriale come il migliore del mondo. Ecco le 6 ragioni per le quali in Nord Europa i bambini sarebbe più felici e i genitori più sereni.

continua »
Troppi-giocattoli

5 motivi per smettere di comprare giocattoli

Il giocattolo è il pane quotidiano del bambino. La maggior parte degli esperti, però, sottolinea come i bimbi che ne hanno pochi crescano meglio e siano più sereni. Ecco come liberarsi del superfluo.

continua »
Alfabeto-Montessori

Attività creative per insegnare a scrivere ai bambini

Seguendo il metodo Montessori, ecco alcune attività ludiche e creative allo stesso tempo da proporre ai bambini per insegnar loro a leggere. 

continua »
rugbytots

Avete mai sentito parlare di rugbytots?

Nato in Inghilterra 11 anni grazie all'idea di Max Webb, il rugbytots è un programma di motricità che si avvale della palle ovale come strumento destinato ai bambini in età prescolare.

continua »

Cerca altre strutture






Ricetta della settimana

I piú cliccati

Seguici sui network