Fratelli e sorelle: stessa educazione, caratteri diversi

 Perché fratelli e sorelle, che pure hanno avuto gli stessi genitori, uguale educazione, stesso background socio-culturale, hanno caratteri e comportamenti completamente diversi? Risponde la dottoressa Chiara Corte Rappis che ci spiega come questo possa succedere e come, anzi, sia assolutamente normale.

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di Dottoressa Chiara Corte Rappis

Questo mese vorrei parlare di un argomento che affronto spesso con i genitori, perché fa parte di quel bagaglio di tante domande che quasi tutte le mamme e i papà con più di un figlio, mi hanno posto e mi pongono in consultazione.
Come è possibile che due o più figli educati nello stesso modo siano tanto diversi fra loro?



Innanzitutto, ciascuno di noi è unico e irripetibile, cosa che dovrebbe rappresentare un punto di forza dal momento che nessun essere umano è uguale all'altro.
Questo fatto, invece, sembra costituire un motivo di ansia per i genitori, preoccupati che i comportamenti e gli atteggiamento di un figlio siano diversi da quelli dei suoi fratelli. Come è possibile, si chiedono, dal momento che l’educazione è stata uguale per tutti?


Già dal momento del concepimento ogni bambino è unico perché è portatore di un suo specifico bagaglio naturale. Al terzo mese di gravidanza il nascituro è ricettivo a tutto ciò che avviene nell’ambiente esterno anche se non vi partecipa direttamente. Il nascituro è in grado di cogliere tutti gli stimoli che gli provengono dall’esterno.
Nei nove mesi di gravidanza su di lui/lei vengono costruiti pensieri e fantasie specifiche.
L’ingresso del piccolo nato nel mondo avviene, poi, formalmente attraverso la scelta di un “nome”, che ne caratterizza già il modo in cui i genitori l’hanno pensato, amato, voluto.
Con questo nome incontra il mondo e inizia così la sua avventura esperenziale all’interno del nucleo familiare.
I genitori stessi pensano e sentono di aver educato ugualmente tutti i figli, ma non accade proprio così, perché con il primo figlio saranno più vigili verso ciò che succede loro, poiché rappresenta un’avventura tutta nuova, che come tutte le novità viene vissuta diversamente da ciò che già si conosce o si è vissuto precedentemente.

Anche l’età dei genitori è una variabile importante da considerare, così come vanno tenuti presenti tutti i possibili accadimenti vitali che non si possono prevedere o calcolare e che interessano tutte le coppie in attesa di un bimbo. Inoltre, il piccolo nato si impone immediatamente ai genitori con un suo modo tutto unico di interagire e questo produce ogni volta risposte inedite degli stessi mamme e papà, nonni, zii, ambito familiare e successivamente dell’ambito relazionale sempre più largo.

Davanti allo stesso accadimento familiare, fratelli e sorelle possono viverlo diversamente, elaborarlo anche in modo opposto, perché ciascuno di loro ha un suo specifico linguaggio emotivo e simbolico. Oltre al bagaglio naturale, ci sono poi tutte le esperienze che ogni bambino deve affrontare e sostenere per crescere che saranno, probabilmente, diverse da quelle attraversate dai sui fratelli e che necessiteranno di sue risposte individuali.
Ciascuno di noi è dunque un misto di bagaglio naturale, relazionale ed esperenziale talmente unico da rendere impossibile qualsiasi calcolo prevedibile, ed è forse proprio questo l’aspetto bello, inedito e tutto da scoprire che ci regala l’esistenza.

Per scrivere o contattare la dottoressa Chiara Corte Rappis è possibile scrivere all'indirizzo chiara.corterappisATyahoo.it oppure telefonare al numero 349-7898300. Per maggiori informazioni, è possibile anche consultare il sito www.spazioeterotopico.it

  • Commento inserito da guarnieri elisabetta il 13 dicembre 2013 alle ore 20:40

    grazie mille molto interessante! mi spiega perché al terzo figlio affermo sempre più convinta che questi sia comunque figlio unico!

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