Storia della bambina che dà da mangiare ai corvi

Gabi Mann ha 8 anni. Da 4 anni, tutti i giorni, dà da mangiare ai corvi che si fermano nel giardino della sua casa di Seattle. Dal canto loro, i corvi, la ringraziano portandole piccoli regali. Che, chissà, potrebbero diventare la collezione di un museo davvero fuori dal comune!

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di Alessia Altavilla

Dare da mangiare a uccellini, pesciolini, papere, cani, gatti…. è una delle attività che maggiormente divertono i bambini. Quanti se ne vedono, infatti, intorno ai laghetti dei parchi, seduti sui moli delle città di mare, appollaiati sulle panchine cittadine a nutrire con briciole di pane, semini, pezzetti di merenda…. animali di tutte le forme e dimensioni? Il “gioco” è così divertente che nei parchi naturistici americani (ma non solo), le guardie forestali sono state costrette a mettere dei cartelli per ammonire i visitatori dal “nutrire gli animaletti selavitici”.
D’altra parte, è anche vero che le ultime campagne delle associazioni che tutelano uccelli e volatili (la LIPU in testa), incoraggiano la popolazione a trasformare balconi, terrazzi e giardini in birdgarden, ossia uno spazio all’aperto dove attrarre e accogliere gli uccelli (e altri animali selvatici).


Insomma, questa è la storia di una bambina, che un po’ per gioco un po’ per caso, si è trovata a dar da mangiare ai corvi che transitavano nel giardino della sua casa di Seattle.
Anno dopo anno, per ben 4 anni, questa bambina e la sua mamma facevano trovare ai corvi qualcosa da mettere sotto al becco. E i corvi, anno dopo anno, hanno cercato di sdebitarsi con chi si prendeva cura di loro.

Lei si chiama Gabi Mann, ora ha 8 anni. E la sua storia sta facendo il giro del web. Perché è una storia tenera. Ma perché da questa storia potrebbe nascere qualcosa di molto molto particolare.
In 4 anni, Gabi ha raccolto di tutto. I doni che i corvi le hanno portato erano piccole viti, bulloni, chiavi, orecchini, bottoni, spille, portachiavi, anelli, ciondoli, pietre, graffette, mollette, persino una piccola lampadina e una targhetta con scritto la parola “migliore”….
Un tesoro in miniatura che per una bimba di quell’età rappresenta un vero e proprio patrimonio da conservare e custodire gelosamente. E che, infatti, Gabi ha custodito e conservato gelosamente in una scatola, catalogandolo come fossero piccoli reperti museali.
E chissà che un giorno, questi piccoli oggetti apparentemente di scarso valore, ma che raccontano come tra esseri umani e animali possa esistere un rapporto speciale, non diventino davvero pezzi da collezione di un museo ad hoc. Per insegnare ai bambini l’amore e il rispetto della natura.

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