Tuo figlio non racconta nulla? Cambia approccio!

Cosa hai fatto a scuola?. Nulla. Cosa hai mangiato a pranzo?. Non me lo ricordo. Com'è andata dai nonni? Bene. Scene di normale alienazione tra genitori e figli. Mamma e papà cercando di carpire i segreti della giornata dei piccoli e loro muti come pesci. Che fare?

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di Alessia Altavilla

Instaurare un dialogo con i bambini non è affatto semplice. A 2 anni come a 12 o a 17.
Posti di fronte a domande dirette, infatti, la maggior parte dei piccoli tende a non rispondere, a divagare, a dare risposte vaghe e generiche. Non è che i bambini vogliano nascondere la loro vita a mamma e papà. E' che semplicemente quel tipo di interrogatorio così diretto e pressante non li interessa, non li coinvolge, non li stimola.


Come saperne, quindi, di più sulla loro vita?
Esistono diversi metodi. 
Sicuramente quello meno indicato è fare loro domande precise.


FACCIAMO FINTA CHE...
Con i bambini più piccoli, diciamo in età prescolare, il gioco del Facciamo finta che funziona molto bene. Facciamo finta che tu sei la maestra e io la bambina... I bimbi tendono in questo caso a ripetere i gesti e le parole degli insegnanti, immedesimandosi in loro e comportandosi con i genitori-bambini come maestre ed educatori si comportano con loro.
Da questo gioco è possibile, per esempio, ricavare tantissime informazioni sulla loro vita a scuola, sul loro rapporto con i compagni e con gli insegnanti, sui momenti del pranzo, del gioco, dei laboratori creativi...

CHE GIORNATA SFINENTE!
Se volete che i vostri bambini parlino, dovrete essere voi per primi a raccontare la vostra giornata.
A tavola, quando tutta la famiglia è riunita, è un ottimo momento per farlo. Spegnete la televisione e iniziate a raccontare cosa avete fatto al lavoro, cosa avete mangiato, dove siete state, cosa vi ha raccontato Tizio e cosa Sempronio...
In questo momento, non solo otterrete l'attenzione dei più piccoli, ma probabilmente otterrete che loro stessi si incuriosiscano della vostra vita e, in cambio dei vostri racconti, vi regalino i loro. In fondo la conversazione non è un interrogatorio, ma uno scambio di esperienze!

MOMENTI DI INTIMITA' CONDIVISA
Con i bambini più grandi è più difficile utilizzare degli escamotage per farli parlare. Con loro si dovrà agire apertamente, a carte scoperte.
Non interrogateli, dunque, quando sono appena usciti da scuola, stanchi e con il solo pensiero di tornare a casa e giocare.
Non fatelo mentre stanno guardando la televisione o giocando al loro gioco preferito.
Ritagliatevi un momento solo vostro: prima di andare a nanna, durante la colazione...
Siate diretti nelle domande. Ma chiarite subito che non state facendo un interrogatorio. Solo vi farebbe piacere sapere cosa fa il bambino fuori di casa, come vive, cosa gli capita.

INVITATE A CASA I LORO AMICI E COMPAGNI
Sembrerà strano, ma i bambini tendono a raccontare di più quando sono in compagnia dei loro compagni e amici. Questi ultimi, infatti, si sentiranno in dovere, anche solo per educazione, di rispondere e tra i vostro figlio e l'amico si creerà un clima di supporto per cui ciascuno racconta la sua parte, spalleggiando l'altro.
Invitate, quindi, i loro compagni a casa, fateli fermare a mangiare e, quando sono più grandi a dormire. Fate in modo che vostro figlio e i suoi amici si fidino di voi. Create un clima di condivisione e fiducia reciproca. Senza per questo diventare negli 'amici' dei vostri figli.

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