Allarme vista

Riapre la scuola e la Commisione Difesa Vista lancia l'allarme: l'attenzione delle mamme italiane per la salute degli occhi dei loro bambini é ai minimi storici. Le visite oculistiche non sembrano più 'strettamente necessarie'.

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di Alessia Altavilla

Recenti studi hanno evidenziato che il 70% dei genitori non ritiene le visite oculistiche strettamente necessarie e solo il 30% dei bambini tra i 3 e i 5 anni viene sottoposto a controlli periodici. Inoltre, ad aggravare il quadro, la notizia che il 34% dei bimbi che presentano problemi oculistici non corregge il difetto.
Eppure, data l'enorme importanza che la vista riveste nella creazione di relazioni sociali e nel generale stato di salute di un individuo, dovrebbe essere cura dei genitori far controllare la vista ai propri figli prima di iniziare la scuola.


L'impegno scolastico comporta degli importanti consumi di energia psicofisica. Pertanto la condizione di buona salute generale, costituisce un requisito fondamentale e l'efficienza visiva ne é una componente essenziale, afferma il professor Francesco Loperfido, consulente della Commissione Difesa Vista e responsabile del servizio di Oftalmologia generale presso l'Unità  Operativa di Oculistica dell'Ospedale San Raffaele di Milano.

 
PROBLEMI SCOLASTICI? CONTROLLA LA VISTA!

Studi comprovati hanno da tempo dimostrato come esista un rapporto direttamente proporzionale tra il vederci bene e l'andare bene a scuola. L'apprendimento viene facilitato quando si utilizzano bene entrambi gli occhi, quando le informazioni visive si combinano con quelle provenienti dagli altri sensi e questo ‘insieme' consente di intraprendere azioni rapide, precise e risposte corrette. Ecco dunque che sottoporre i propri figli a controlli mirati é fondamentale, sottolinea Loperfido, dal momento che visite regolari e tempestive consentono di evidenziare problemi comuni e diffusi, come la miopia portando alla luce altri eventuali problemi: ipermetropia, astigmatismo, strabismo.


 

 
SEGNALI D'ALLARME

In particolare se il bambino non é mai stato sottoposto a controlli oculistici periodici, di fronte ad alcuni segnali, é bene aguzzare le antenne ed, eventualmente, fissare un appuntamento con uno specialista:
mal di testa, bruciore agli occhi, annebbiamenti della vista da vicino o da lontano, ancor prima che il difetto visivo sia rilevabile, atteggiamenti posturali scorretti, la penna o la matita impugnate con eccessiva forza.
In tutti questi casi, una visita specialistica é pressochè obbligatoria, per verificare non solo se il bambino vede bene da vicino e da lontano, ma anche per esaminare l'efficienza visiva globale, la capacità  di focalizzare i dettagli sia efficiente, la buona coordinazione binoculare che determina la percezione stereoscopica.
In caso di assenza di problemi, una visita l'anno é sufficiente per tutto il periodo delle scuole primarie e secondarie di primo grado. In caso contrario, sarà  il medico a stabilire la periodicità  dei controlli in base al disturbo riscontrato.

 

 
A VOLTE LA DISLESSIA.

Controlli mirati e tempestivi consentirebbero anche di evidenziare problematiche più complesse come la dislessia, un disturbo che secondo recenti statistiche riguarda almeno il 5% della popolazione scolastica, di cui ancora si parla poco e, soprattutto, poco si fa per individuare e aiutare chi ne soffre.
Difficoltà  di lettura e di apprendimento e problematicità  nel pronunciare le doppie, per esempio, possono essere sia la spia di un ipermetropismo o astigmatismo sia un segnale della dislessia appunto, spiega Loperfido. Di quest'ultima di solito ci si accorge solo con il passare degli anni quando le difficoltà  nella lettura persistono.
Nei dislessici già  accertati (dallo specialista neuropsicologo infantile) si sta tentando con dei filtri colorati opportuni di migliorare la frequenza e la velocità  di lettura aggiunge Loperfido. n conclusione é opportuno comunque che tutti i bambini in età  scolare vengano sottoposti a un controllo oculistico: nei dislessici tali test saranno utili perchè aiuteranno a evidenziare, ed eliminare, l'eventuale sovrapposizione di un difetto visivo che ne complicherebbe - ulteriormente - le capacità  di apprendimento.

 

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