Bambini e cibo: nutriamo il cuore dei bambini

La dottoressa Cristina Savatteri ci spiega come molti dei disturbi alimentari dei bambini derivino da una sbagliata interiorizzazione del cibo nella primissima infanzia. 

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di Dottoressa Cristina Savatteri

La relazione dei bambini con il cibo è un tema molto importante per ogni famiglia.
L’alimentazione, infatti, affonda le sue radici in aspetti psicologici, culturali e ambientali.


In un'epoca come la nostra, purtroppo, il rischio che disordini alimentari non affrontati per tempo si trascinino anche durante l'adolescenza o in età adulta è altissimo.
Il ruolo che il cibo, con tutti i suoi significati simbolici, ha nelle nostre vite affonda le sue radici nel rapporto con la propria madre: attraverso l'allattamento, infatti, la mamma soddisfa non solo un'esigenza nutrizionale, ma anche affettiva, trasformando il latte in un veicolo di stimoli affettivi.

Ognuno di noi ha una sua “storia familiare aull'alimentazione”: il momento dello svezzamento, le storie che si raccontano su come abbiamo iniziato a mangiare i cibi solidi, le strategie messe in atto per farci mangiare un tipo di cibo...
Ecco, tutto ciò crea un investimento psicologico nel nostro rapporto con il cibo: la relazione con il cibo per il bambino dopo lo svezzamento tiene conto dell’investimento psicologico e relazionale che ha avuto nella prima infanzia.
Frasi come “se mangi fai contenta la mamma” oppure “se non mangi ti metto in castigo” sono esempi di condizionamento psicologico che il piccolo struttura come schemi per relazionarsi con il cibo (il cibo come forma di ricatto o scambio) e che possono trasformarsi nell'ossatura degli eventuali disordini alimentari in adolescenza.
Se, per esempio, il bambino sente che il cibo nella relazione con la madre è una forma di appagamento di ciò che sta chiedendo attraverso il pianto, farà sua l'idea che si debba mangiare per colmare un vuoto.
Tale schema mentale può perdurare sino all’età adulta e crea una relazione “distorta” con la nostra alimentazione che affonda le radici in questa relazione madre-bambino.

Spesso nei colloqui con le famiglie, i genitori lamentano situazioni di alimentazione disordinata  (tipico il caso del bambino obeso che pur essendo a dieta ferra non riesce a dimagrire). Cerco, quindi, loro di spiegare che è necessario che il percorso alimentare dei bimbi deve essere accompagnato da un percorso di senso sul rapporto con il cibo in modo che questi ultimi possano cambiare l'idea interiorizzata nella prima infanzia: in altre parole, è fondamentale nutrire il cuore dei bambini con affetti, presenza e, soprattutto, ascolto delle loro richieste e disagi nel loro percorso di crescita.

La dottoressa Cristina Savatteri, psicologa e psicoterapeuta, lavora con i bambini e le loro famiglie con particolare attenzioni per le problematiche riguardanti lo sviluppo e i percorsi di crescita, i disturbi dell'apprendimento, i disagi emotivi e le difficoltà  di crescita.
Per maggiori informazioni o per fissare eventuali appuntamenti é possibile contattarla all'indirizzo cristisavaATlibero.it

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