Come aiutare i bambini a creare relazioni di amicizia

Per lo sviluppo sociale del bambino è importante che sin da piccolo impari a relazionarsi con i coetanei e costruire con loro rapporti sani di amicizia e legami di fiducia. Ecco alcuni consigli per aiutare i bimbi in questo percorso di crescita.

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di Alessia Altavilla

I bambini riescono a rapportarsi facilmente con i loro coetanei dal momento che non possiedono tutte le sovrastrutture mentali che impediscono agli adulti di rivolgere la parola o scambiare un sorriso con chi sta loro accanto.
Se, quindi, il bimbo incontrato al parco un pomeriggio diventa immediatamente 'l'amichetto del parco', è anche vero che la costruzione di un'amicizia stabile e solida è un processo faticoso anche per loro. Proccesso che, come tutte le cose, va insegnato e incoraggiato.



In età prescolare i piccoli iniziano a comprendere che esiste un mondo intorno a loro fatto di bambini loro simili con cui per curiosità soprattutto sono naturalmente spinti a rapportarsi.
All'asilo si cominiciano da avere le prime amicizia, l'amica o l'amico del cuore, il compagno preferito.

Ben lungi dall'ipotesi di costruire amicizie durature, i bambini prendono atto della possibilità di condividere esperienze positive con altri e vivono sulla loro pelle l'esperienza delle incomprensioni, dei litigi, della rabbia.
Le vere scelte relazionali, però, si compiono nell'età della scuola, quando i bimbi decidono autonomamente e consapevolmente con chi condividere le loro giornate, il tempo speso a scuola e il tempo libero.
E' fondamentale, in questa fase, che mamma e papà aiutino a incoraggino le relazioni sociali dei bambini, banalmente invitando a casa i compagni di classe, organizzando gite e uscite di gruppo, facendo da collante tra i figli e le loro conoscenze.
Sempre in questo momento, è importante che i genitori insegnino ai bambini che la qualità di un'amicizia vale più del numero di amici che si hanno e che l'amicizia va coltivata tutti i giorni.

MAMMA E PAPA' DEVONO INTERFERIRE CON LE AMICIZIE DEL PROPRI FIGLI?
Sì e no. I genitori, come dicevamo sopra, sono importanti perché possono contribuire a facilitare le relazioni tra i bambini. Devono, però, sempre tenere a mente due cose:
  • Aiutare i bambini a relazionarsi tra loro non significa sostituirsi a loro. La spinta a incontrare il compagno o la compagna, a invitarlo a pranzo o a cena, a vedersi aldifuori dell'ambito scolastico deve, sempre e comunque, avvenire dal bambino
  • I genitori devono controllare che il proprio figlio non sia schiacciato dalla personalità dell'altro e sia capace, pur nella condivisione, di mantenere una propria autonomia di pensiero e azione. Questo è fondamentale in adolescenza. I bambini che sin da piccoli hanno sviluppato un'autonomia comportamentale e una sicurezza relazionale che, comunque, li porta sempre a decidere con la loro testa sulle modalità di comportamento, difficilmente in adolescenza si lasceranno davvero traviare dalle cosiddette 'cattive compagnie'.

IL RUOLO DELLA TECNOLOGIA NELLE RELAZIONI DEI BAMBINI DI OGGI
Almeno per tutto il periodo della scuola elementare i bambini non hanno bisogno di alcun supporto per creare e mantenere relazioni amicali. I genitori che a 8/9 anni sostengono che ai figli serva il cellulare per mantenersi in contatto con gli amici mentono. Alle medie, però, questa battaglia è persa in partenza. Ed è bene che mamma e papà lo capiscano quanto prima possibile. Esattamente come noi usavamo il telefono e passavo attaccati alla cornetta ore e ore dei nostri pomeriggi a parlare del nulla con compagni e compagne, così i bambini di oggi usano le chat e i social network per creare e mantenere relazioni. L'educazione ai social network è un discorso complesso che va affrontato nel modo corretto. Demonizzare i social network impedendo ai propri figli di usarli per paura che possano incappare in chissà quale mostro è un comportamento sbagliato. Che non tiene conto dell'evoluzione dei tempi.

 

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