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Infertilità di coppia: cause e prevenzione

Secondo una recente rilevazione, le coppie che, dopo un anno di rapporti sessuali regolari e non protetti, non riescono ad avere un figlio, sono circa il 30% (più o meno 100.000 coppie ogni anno).
A esserne colpiti, soprattutto i Paesi industrializzati (tra i quali l’Italia) dove l’età media dei partner (più elevata rispetto al passato), lo stress della vita quotidiana, uno stile di vita non corretto (fumo, alcol, droghe, farmaci…), la presenza di agenti ambientali inquinanti, peggiorano la situazione rispetto ad altre realtà.
A queste cause vanno, poi, ad aggiungersi la presenza di eventuali malattie sessuali non diagnosticate e la mancata o tardiva diagnosi della patologia.
Ecco perché il Ministero della Salute a promosso, nel mese di dicembre, una campagna di sensibilizzazione e prevenzione finalizzata a informare la popolazione promuovendo l’adozione di stili di vita salutari.

GLI ESAMI PER LEI

  • Screening micro-biologico genito-urinario: ricerca di batteri e miceti presenti a livello uretrale, vaginale e cervicale ed eventuale trattamento farmacologico di infezioni da germi patogeni.
  • Post coital test: valutazione del rapporto fra ambiente cervico-vaginale e spermatozoi in prossimità dell’ovulazione.
  • Isterosalpinografia: valutazione radiologica della morfologia uterina, della pervietà e conformazione tubarica.
  • Valutazione basale della sfera genitale interna: valutazione delle caratteristiche della struttura uterina e degli annessi.
  • Monitoraggio ecografico della funzionalità ovarica: controllo ecografico eseguito nella prima metà del ciclo mestruale (fase follicolare) al fine di evidenziare l’attività ovarica, l’eventuale sviluppo follicolare e il monitoraggio di terapie di stimolazione.
  • Isterosonografia: valutazione della sfera genitale interna, della morfologia della cavità uterina, della pervietà e del decorso delle tube, sotto guida ecografica, previa inserimento di un mezzo di contrasto (soluzione fisiologica) in utero.
  • Isteroscopia: valutazione sotto visione diretta della morfologia e delle caratteristiche della cavità uterina.
  • Laparoscopia: valutazione mini-invasiva della cavità addominale con particolare interesse per la sfera genitali.

    GLI ESAMI PER LUI

  • Spermiogramma: esame del liquido seminale per la valutazione della fertilità.
  • Spermiocoltura: esame colturale del liquido seminale per valutare eventuali infezioni della sfera genitale.
  • Urinocoltura: esame colturale delle urine per valutare eventuali infezioni urinarie.
  • Sswim-up: serve per incrementare la motilità degli spermatozoi.
  • Penetrak: serve per valutare la capacità degli spermatozoi di penetrare nel muco bovino, simile al muco di donna.
  • Mar-test: esame che permette di rilevare la presenza di anticorpi antispermatozoo.
  • Ricerca di spermatozoi nelle urine: permette di rilevare la presenza di spermatozoi nelle urine nei casi in cui vi sia eiaculazione retrograda.
  • Post coital test: permette di rilevare la presenza di spermatozoi nel muco vaginale e cervicale dopo il rapporto sessuale e stabilirne la concentrazione e la motilità.
  • Biochimico: serve per valutare la qualità degli spermatozoi.
  • Visita uro-andrologica: valutazione clinica del paziente eventualmente correlata da dosaggi ormonali, color doppler scrotale, ecografica prostatica transrettale.

    Una diagnosi precoce (da effettuarsi, comunque, dopo 12 mesi di tentativi regolari e non protetti) consente di intervenire in modo tempestivo, evitando di protrarre il problema troppo a lungo con gravi conseguenze (soprattutto psicologiche) sulla vita di coppia e sul rapporto tra i partner.

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      2010-01-07
    Manuela Magri

     






    Commenti su questo articolo (6)


    Commento inserito da MARY il 7 gennaio 2010 alle ore 15:35

    IO E MIO MARITO CI STIAMO PROVANDO DA QUASI 3 ANNIE FORSE CI SIAMO IL TUTTO STA NEL TR OVARE IL MEDICO GIUSTO
    Commento inserito da Vera il 8 gennaio 2010 alle ore 20:31

    Io e mio marito non ci siamo mossi per tempo, l'infertilità si è protratta troppo a lungo ed ora le conseguenze psicologiche citate nell'articolo presentano il conto. Forse una adeguata campagna di sensibilizzazione vari anni fa ci avrebbe aiutato.
    Commento inserito da Roberta il 10 gennaio 2010 alle ore 21:23

    Mio marito ed io facciamo parte del 30% delle coppie sterili. Dopo delusioni e periodi neri, il nostro desiderio di essere "famiglia", era troppo grande e così da due anni,grazie all'adozione internazionale, siamo genitori di un tenerissimo e amorevole bambino.
    Il viaggio è stato lungo, ma siamo stati appagati dal suo amore e dalla sua gioia.
    Il mio messaggio è di non perdere mai la speranza.
    Commento inserito da Marina il 11 gennaio 2010 alle ore 22:02

    Io e mio marito abbiamo una bimba di 3 anni e mezzo, arrivata al primo tentativo. 7 mesi fa abbiamo iniziato a provare e sono rimasta subito incinta ma a distanza di 10 giorni dagli esami positivi l'abbiamo perso. Da allora non siamo più riusciti, adesso però sappiamo che esami fare. GRAZIE
    Commento inserito da annalisa il 28 febbraio 2010 alle ore 01:29

    ciao, secondo me, molte coppie fanno fatica a "cercare" un figlio; anche per un fattore psicologico emotivo...
    con più ci si pensa con più non arriva, e quando meno se lo aspetta...arriva la cicogna!!!
    AUGURI A TUTTE.
    Commento inserito da franca il 7 marzo 2010 alle ore 17:11

    non pensarci è la prima
    cosa da fare


     

        
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