La morfologica

È l’esame più importante del secondo semestre di gravidanza e si effettua, generalmente, tra la 19° e la 23° settimana di gestazione. Serve per valutare la salute del feto ed eventuali malformazioni morfologiche.

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di Alessia Altavilla

È l’ecografia più importante del secondo trimestre di gravidanza. Si esegue, di norma, tra la 19° e la 23° settimana di gestazione e, come dice il nome stesso, serve per escludere (o accertare) la presenza di eventuali malformazioni morfologiche del feto.
A meno che non siano stati eseguiti esami invasivi precedentemente (villocentesi o amniocentesi), la morfologica è spesso anche l’ecografia attraverso la quale mamma e papà possono venire a conoscenza del sesso del loro bambino.


 
UN’INDAGINE A 360°

Sebbene il periodo compreso tra la 19° e la 23° settimana sia il momento migliore per eseguire l’ecografia morfologica dal momento che il feto è nelle migliori condizioni per essere studiato, nulla vieta di ritardare questo esame di qualche settimana tenendo presente, però, che la legge vieta l’interruzione di gravidanza dopo questo periodo anche in presenza di gravi patologie.
In estrema sintesi, con la morfologica si valutano:


 
  • le dimensioni del feto e tutti i suoi organi interni
  • il punto di impianto della placenta e la sua struttura
  • la qualità e la quantità del liquido amniotico
  • il collo dell’utero

     

     
    LO STUDIO DEL FETO E DEI SUOI ORGANI

    Rimane, comunque, lo studio del feto lo scopo principale della morfologica. Oltre, infatti, alla biometria fetale (lunghezza, lunghezza del femore, circonferenza cranica e circonferenza addominale che, insieme, aiutano a determinare il peso del bambino….) vengono analizzati, con la maggiore attenzione possibile, tutti i suoi organi interni. Nello specifico vengono presi in esame:
     

  • il cervello di cui si misurano i ventricoli laterali, il cervelletto e la cisterna magna. Queste valutazioni servono per determinare il corretto sviluppo delle strutture neurali ed escludere l’idrocefalia.
  • La colonna vertebrale per escludere la presenza o meno di patologie quali spina bifida, meningocele, mielomeningocele.
  • La cassa toracica per valutare il corretto posizionamento dei polmoni e del cuore al suo interno e l’integrità del diaframma.
  • Il cuore con le sue 4 camere cardiache, i vasi e il battito.
  • La struttura facciale, molto importante perché consente di valutare il corretto posizionamento degli occhi escludendo malformazioni al cristallino.
  • L’apparato scheletrico con la misurazione degli arti inferiori e superiori.
  • La zona addominale che consente di valutare il posizionamento degli organi interni.
  • L’apparato urinario e gli organi genitali.

     

     
    SIGLE “MORFOLOGICHE

    Dopo l’esame, alla futura mamma viene rilasciata una cartella all’interno della quale sono indicati tutti i valori sopra riportati espressi, il più del volte, per mezzo di sigle. Per l’esattezza:
     

  • DBP è la distanza tra le due orecchie del feto
  • CC è la circonferenza cranica
  • CA è la circonferenza addominale
  • FL è la lunghezza del femore
  • DTC è la misurazione corrispondente al cervelletto
  • LO è la lunghezza dell’omero
  • EFW è il peso del feto
  • AFI è la quantità di liquido amniotico

     

     
    ALTRI ESAMI ASSOCIATI ALLA MORFOLOGICA

    Spesso l’ecografia morfologica viene associata ad altri esami atti a valutare lo stato di salute della mamma e del bambino. Tra questi, il più diffuso, è la cosiddetta flussimetria fetale, un esame non invasivo che valuta il passaggio di sangue tra il feto e la placenta attraverso il cordone.
    Il momento migliore per eseguire questo test è durante la 22° settimana.

     


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