Primo mese: la scelta dello specialista

L'ostetrica, il ginecologo o il medico di base? Struttura pubblica o studio privato? La scoperta di una gravidanza (il più delle volte inattesa) porta con sé delle scelte da compiere. Tra le tante la scelta dello specialista da cui farsi seguire.

di Manuela Magri

Se la gravidanza è stata cercata e programmata (anche utilizzando strumenti quali stick ovulatori, misurazione della temperatura basale, osservazione del muco…), è probabile che la futura mamma, alla vista del test positivo, sappia già a chi rivolgersi (generalmente, al proprio ginecologo).
Se, invece, come spesso succede, la gravidanza è improvvisa, la positività del test, oltre a sorprendere (il più delle volte felicemente) la coppia, potrebbe gettare la donna nel panico. La domanda, infatti, che più di frequente ricorre in questi casi è: … E adesso?.


Niente paura. Uno stato d’ansia in una situazione del genere non è solo comprensibile, ma quasi auspicabile. Implica, infatti, la presa di coscienza di fronte all’enormità dell’evento, la consapevolezza che la propria vita sta per cambiare definitivamente e che da questo momento in poi ogni scelta va fatta in funzione del benessere proprio e del bambino.



 
COME SCEGLIERE LO SPECIALISTA PER LA GRAVIDANZA

Non esiste una scelta migliore di un’altra per ciò che concerne la figura ideale che possa accompagnare la coppia durante i nove mesi di gestazione. Ciascuno ha le proprie esigenze e conosce la propria situazione personale (fisica, emotiva, economica…) e dovrà decidere cercando, per quanto possibile, di soddisfare i propri bisogni.

L’ostetrico-ginecologo: è la figura professionale più completa, in grado di affrontare qualsiasi aspetto medico relativo a gravidanza, parto, post partum ed eventuali complicanze. Sono, soprattutto, la comodità, quindi, e la necessità di mettere a tacere eventuali ansie e paure, più o meno motivate, a dettare una simile scelta. Il ginecologo, poi, si rivela particolarmente utile in caso di gravidanza a rischio, gravidanza gemellare, aborti precedenti…

Il medico di base: il medico di base è indispensabile per la prescrizione delle impegnative o per la richiesta di eventuali farmaci che possano esservi prescritti in gravidanza (progesterone, eparina, aspiri netta…). Inoltre, un buon medico di base vi fornirà all’inizio tutte le indicazioni necessarie per muovervi nelle prime settimane, indicandovi che gli esami che dovrete eseguire, quali centri effettuano questa o quella ecografia, la dieta che dovrete seguire…

L’ostetrica: l’approccio dell’ostetrica alla gravidanza è, generalmente, molto diverso rispetto all’approccio di un medico, specialista o meno. L’ostetrica, infatti, nel percorso che compie con i futuri genitori verso il parto, tiene conto non solo degli aspetti medici, ma di tutti quei cambiamenti che si verificano nella donna e nel suo approccio alla quotidianità.
Chi si rivolge all’ostetrica, di solito, sta cercando una gravidanza quanto più naturale possibile, affrontata tramite consigli utili e suggerimenti più che esami del sangue ed ecografie. L’ostetrica è, inoltre, una figura fondamentale al momento del parto dal momento che, non sempre, il proprio ginecologo è presente in sala parto o durante il travaglio.

 

 
ASSISTENZA SANITARIA PUBBLICA O PRIVATA?

La scelta tra assistenza pubblica o privata è spesso condizionata da ragioni economiche. Talvolta, però, può succedere che una donna decida comunque, indipendentemente dalla sua disponibilità finanziaria, di farsi seguire presso un ospedale pubblico o il consultorio.

Il medico privato: spesso, chi opta per il proprio ginecologo come figura professionale di riferimento durante la gravidanza, di rimando sceglie per lo studio privato. Il vantaggio, naturalmente, è l’opportunità di essere seguiti da un solo specialista (o, eventualmente, da un suo collega) e di potersi organizzare le visite secondo le proprie esigenze di orario e tempi. Di contro, potreste essere obbligati a scegliere la struttura dove partorire in base a quella presso la quale opera il vostro ginecologo oppure a non essere seguite da lui durante il parto.

L’assistenza pubblica: che optiate per una struttura ospedaliera (in questo caso, scegliete in base alla vostra comodità e al tipo di parto che vorrete effettuare) o per un consultorio familiare avrete il vantaggio di venire a contatto con più figure di riferimento e sarete sicuri (per quanto riguarda l’ospedale) di avere una faccia conosciuta a fianco al momento del parto. Inoltre, è molto probabile che dovrete effettuare presso una struttura pubblica esami particolari (villocentesi, amniocentesi, monitoraggi….) oltre a eventuali corsi pre-parto. Potrebbe essere comodo “essere già presenti” all’interno della struttura come pazienti prima di questi momenti particolari e delicati.

 

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