Diventare mamma tra fantasie e aspettative

Dal bambino immaginario al bambino reale. Le fantasie della futura mamma rispetto al nascituro servono per predisporla al nuovo ruolo che l'attente. Al contempo, però, quando il bimbo sarà nato, il confronto tra immaginazione e realtà può suscitare delusioni.

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di Associazione Pollicino

Ciascuna donna, sin da bambina, si domanda se un giorno sarà madre, che madre sarà e se assomiglierà alla propria. Essere madre non è quindi scontato, né immediato, è una conquista lenta che si ottiene anche grazie al proprio bambino.
La gravidanza è un periodo di attesa che viene vissuto diversamente da ogni madre. Ciò che spesso accade è che l’immaginazione e i desideri materni si trasformino in rappresentazioni riguardo il proprio bambino e il proprio futuro di madre; fioriscono sogni, desideri, fantasie e aspettative che esprimono sia speranze che paure sul bambino e sul futuro che lo aspetta. Si tratta di un processo prezioso e necessario per la costruzione del proprio ruolo e della propria identità di madre.



Nel periodo che precede il parto la donna inizia a fantasticare rispetto al proprio futuro ed alle proprie aspettative, rappresentando il figlio nella propria mente. Questa raffigurazione viene definita bambino immaginario e riguarda le caratteristiche fisiche, caratteriali e relazionali che la madre attribuisce al futuro figlio; è una costruzione immaginaria che ha origine nello specifico desiderio di gravidanza e che serve alla madre per elaborare e riconoscere le proprie aspettative ed emozioni.
Ciò consiste in uno spazio mentale intimo in cui la madre si concede di pensare al suo bambino, affiancando le proprie rappresentazioni alla costruzione dello spazio fisico che accoglierà il nascituro (culla, fasciatoio, vestitini, cameretta).


Il momento della nascita determina, quindi, una rottura: la venuta al mondo del bambino reale deve confrontarsi con le fantasie e le aspettative della madre e, a volte, tale confronto può suscitare una delusione nella neo-mamma. La realtà si impone pian piano nell’immaginazione ed è necessario far spazio, nella mente della mamma, alla relazione reale con il nuovo arrivato. In altre parole, il nascituro si presenta con caratteristiche che spesso possono essere molto diverse da quelle immaginate e fantasticate dalla madre.
Nonostante, quindi, questo lavoro dell’immaginazione predisponga la madre a rappresentare il bambino e ad accoglierlo, è necessaria, dopo la nascita, l’integrazione tra il bambino ‘immaginato’ e quello reale che, disattendendo alcune aspettative materne, si presenta ai genitori non solo come figlio ma come ‘nuova persona’.

Per maggiori informazioni:
Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus
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