La Regione Lazio contro i ginecologi obiettori

Un passo avanti a tutela della Legge 194 è stato compiuto dalla Regione Lazio e dal presidente Nicola Zingaretti: per lavorare presso i consultori i ginecologi non potranno più esercitare il diritto di obiezione contro l’aborto e saranno costretti a prescrivere la pillola dei cinque giorni dopo a chi ne farà richiesta.

di Manuela Magri

Una piccola rivoluzione in campo ginecologico a tutela della legge 194 che consente alla donna, nei casi previsti dalla legge, di poter ricorrere all'interruzione volontaria di gravidanza in una struttura pubblica nei primi 90 giorni di gestazione e tra il quarto e il quinto mese solo per motivi di natura terapeutica. Da quanto si legge dal decreto legislativo firmato dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, un ginecologo obiettore impiegato presso un consultorio non potrà più negare a chi ne fa richiesta il rilascio della documentazione necessaria per... Leggi tutto

  • Commento inserito da Manuela Magri (redazione) il 30 luglio 2014 alle ore 14:29

    Cara mamma,

    sei libera di fare quello che credi e ci mancherebbe. Ma non di insultare.

    Io non sopprimo bambini (non sono medico, né ginecologo, né ostetrica...). Mi limito a riportare notizie.

    Per altro, non sono io ad aver fatto la legge e non sono io il presidente della regione lazio.

    Quindi, gentilmente, ti pregherei di moderare i termini che usi.



    Rispondo anche a Luana:

    ipocrisia di che tipo, scusa?

  • Commento inserito da mamma il 28 luglio 2014 alle ore 17:57

    Non mi sembra proprio che l'articolo sia riportato senza commenti! Mi sembra decisamente a favore di questa decisione. Concordo con le ultime commentatrici: non è certo un passo avanti e a chi piace ( o trova giustificabile) sopprimere bambini per coerenza non dovrebbe lavorare in un sito chiamato bambinopoli.

  • Commento inserito da Luana il 23 luglio 2014 alle ore 23:35

    Pensavo di iscrivermi a questo blog... Ma nemmeno per sogno! Coerenza zero... Ipocrisia non calcolabile....

  • Commento inserito da Giorgio Celsi il 17 luglio 2014 alle ore 20:59

    Il compito del medico(leggi il Giuramento di Ippocrate) non è certo quello di sopprimere bambini indifesi nel grembo materno e un blog come il vostro che dovrebbe tutelarli non dovrebbe esultare per il fatto venga limitato il diritto di obiezione di chi vuole tener fede al suo giuramento di medico, visto che l'aborto non è un diritto ma un "delitto". Che il Signore abbia misericordia di




    voi.

  • Commento inserito da Elena il 3 luglio 2014 alle ore 21:27

    Un passo avanti? E questo sito si chiamerebbe "Bambinopoli"? Complimenti per la coerenza!

  • Commento inserito da monica il 3 luglio 2014 alle ore 14:41

    non credo questo sia un passo avanti.. credo che il consultorio dovrebbe favorire il sostegno alla madre e alla vita del suo bimbo invece si va sempre più dal verso opposto... e verso la soluzione più semplice...e chi ne rimette è la Vita di un bimbo, miracolo straordinario e la mamma che non sa (e nessuno lo spiega) cosa determina in lei un aborto, soprattutto dal punto di vista psicologico e nella parte di sè più intima...


    i medici non possono essere obbligati a fare delle scelte su una questione etica così importante proprio perchè si parla di vita umana!!


    mi spiace che il vostro articolo sia chiaramente di parte!

  • Commento inserito da Andrea il 1 luglio 2014 alle ore 11:01

    Se un medico testimone di Geova vi rifiutasse una trasfusione in nome della sua religione e della sua etica, voi come la prendereste? Sosterreste ancora il diritto all'obiezione? Sì. Mi direte. Perché ciascuno è libero di pensarla come crede. Ma se gli obiettori contrari alle trasfusioni fossero la maggior parte di quelli presenti in ospedale? Sareste ancora così d'accordo?

    In Italia la legge sull'aborto esiste. Se decidi di diventare ginecologo lo sai ancora prima di iniziare il tuo percorso di studi. Sei consapevole di quello che questo comporta.

    L'obiezione dovrebbe essere vietata per legge.

    L'interesse della collettività non può essere sottoposto alla coscienza del singolo!

  • Commento inserito da Manuela Magri (redazione) il 30 giugno 2014 alle ore 10:06

    Mi spiace che la pensiate così. Non in merito alla legge, ma in merito all'articolo.

    Noi abbiamo riportato la notizia, senza orpelli o commenti aggiuntivi. La nostra opinione personale, la mia nella fattispecie, non è presente. Né in un senso né nell'altro.

    I fatti, però, sono quelli descritti.

    Riteniamo che non sia questa la sede per esprimere un giudizio sull'operato del Presidente della Regione Lazio, né sulla legge 194.

    Non possiamo, d'altra parte, sottrarci nel segnalare la notizia, che ci pare, comunque, di un certo valore, dal momento che potrebbe rappresentare una svolta, stabilite voi se positiva o negativa, in materia di aborto e obiezioni di coscienza.

  • Commento inserito da georgia greco il 28 giugno 2014 alle ore 15:14

    Anch'io rimango sbigottita di fronte all'articolo da voi segnalato.In particolare la superficialità e la chiusura di vedute di chi approva la negazione del diritto di un medico di rifiutare di uccidere un essere umano.

    In nome di un diritto ne vengono lesi altri due!

  • Commento inserito da Gilberto Aluigi il 27 giugno 2014 alle ore 11:13

    incuriosito dal vostro sito "bambinopoli", pensavo di trovare articoli in favore dei bambini e conseguentemente della vita. Purtroppo leggendo l'articolo di Manuela Magri ho cambiato idea

  • Commento inserito da Asia il 26 giugno 2014 alle ore 16:08

    Se a voi questa sembra civiltà che uno sia costretto ad acconsentire a uccidere un essere umano. A me sembra allucinante.






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