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In fila per il nido

Se un tempo l'asilo nido era considerato dai più una sorta di parcheggio per infanti dove venivano lasciati i bimbi, figli di donne lavoratrici che non potevano prendersene cura direttamente o affidarli alla sorveglianza di una tata o di una baby sitter a domicilio, oggi questo tipo di struttura è sempre più vista come un luogo di forte stimolazione per il neonato a cui viene data la possibilità di uscire in modo graduale dal guscio familiare, imparando a socializzare con altri bambini e ad aprirsi verso il mondo esterno.
L'idea, infatti, che siano proprio i primi anni del bebè i più importanti per il suo sviluppo fisico ed emotivo si è, finalmente, affermata ovunque e i nidi si sono attrezzati (corpo docenti specializzato, strutture e servizi ad hoc, possibilità di prendere parte a particolari laboratori per neonati e workshop per genitori...) per poter corrispondere a queste nuove esigenze della famiglia. Sempre più numerosi, quindi, i servizi messi a disposizione, dalle palestre per cimentarsi in specifici eserci di psicomotricità all'utilizzo dell'inglese e della musica come strumenti di comunicazione, dalla presenza di piscine o mini piscine per corsi di acquaticità neonatale a corsi di formazione per genitori desiderosi di partecipare attivamente alla vita del loro piccolino (corsi di massaggio neonatale, di comunicazione non verbale...).

Nella scelta, quindi, è fondamentale orientarsi verso quelle strutture in grado di garantire una serie di comfort per il bebé e di servizi per le famiglie (anche se, purtroppo, per lo meno per quanto riguarda le strutture pubbliche/comunali, la mancanza di posti e l'elevata richiesta, rendono praticamente impossibile la scelta, costringendo i genitori a lunghissime liste d'attesa che, spesso, portano a un nulla di fatto).
Ecco, comunque, qualche indicazione di massima per orientarsi tenendo anche presente che le rette dei nidi pubblici, per i redditi medio-alti, sono spesso piuttosto elevate, di poco inferiori rispetto a quelle dei privati, e che perciò vale, talvolta la pena, di prendere in considerazione entrambe le possibilità.


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  2007-06-22
Alessia Altavilla

 



 


    
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