La stanza del reuccio

Giocare, scrivere, studiare, invitare gli amici. La cameretta è il regno dei bambini. Dove sono padroni di fare e disfare. E che devono imparare a tenere ordinata.

Un mondo a parte. Un regno del quale sentirsi padroni assoluti. Un universo parallelo rispetto al resto della casa in cui giocare, studiare, socializzare, piangere, ridere, sognare, crescere.
Così in linea di massima i bambini vivono e concepiscono la loro stanza e così è giusto che la sentano. Come un qualcosa di loro, da personalizzare e in cui far emergere la propria personalità.


Non sempre è facile: mamma e papà impongono delle regole, troppo spesso, purtroppo, stabiliscono uno stile, stile che non sempre corrisponde alle aspettative dei figli, cercano di estendere il loro controllo su un territorio che non gli appartiene.
Nulla di più sbagliato. I bimbi devono poter decidere in merito alla loro cameretta e le loro decisioni non solo devono essere prese in considerazione, ma accettate e, per quanto possibile, soddisfatte.

Con tutto ciò, in camera dei bambini non deve e non può regnare l'anarchia. I piccoli possono decidere come disporre i mobili, dove conservare i giocattoli, di che colore tinteggiare le pareti o cosa appendere al muro. Ma devono anche imparare che ogni potere ha un prezzo e che in questo caso il prezzo ha a che fare con l'ordine, l'igiene, la pulizia e il decoro.


Riteniamo che ci siano genitori che, in un certo senso, potremmo definire 'intolleranti', che gridano per un libro fuori posto, che sbraitano per i vestiti lasciati sulla sedia, che non tollerano le pieghe sul copriletto.
Nello stesso tempo, ci sono anche genitori un po' troppo incuranti, che permettono ai figli di vivere nel più totale 'abbandono' (biancheria di mesi accumulata sul pavimento, merendine lasciate a metà in ogni angolo della casa, pezzi di giocattoli sparsi ovunque…).
In entrambi i casi, comunque, si tratta di comportamenti sbagliati che andrebbero ridimensionati. Un po' di disordine nella stanza dei bambini non solo è normale, ma addirittura auspicabile perché, in un certo senso, testimonia la presenza del piccolo in quell'ambiente, il suo rapportarsi con le cose e con il mondo. D'altro canto, invece, il completo abbandono, il disordine, la sporcizia, sono segnali di disinteresse, di mancanza di rispetto, da parte del piccino, delle cose che gli appartengono e, di conseguenza, degli altri.
Ecco perché è importante che mamma e papà, pur non intromettendosi eccessivamente nella gestione della stanzetta del figlio, gli insegnino ad averne cura, abituandolo a tenere in ordine giocattoli, libri, vestiti e, non appena cresce, a occuparsene anche sotto il punto di vista 'igienico' (spolverare, passare l'aspirapolvere, raccogliere la biancheria sporca e metterla nel cestone…).

Dal momento, poi, che le stanze dei bambini si trasformano spesso in depositi in cui si accumulano gli oggetti inutili di una vita, senza farlo al loro posto, è anche bene che i genitori abituino il piccolo a scartare ciò che non gli serve più buttandolo o mettendolo da parte (eventualmente, in un grosso baule o in uno scatolone da tenere in cantina). In questo modo, per altro, i bimbi guadagneranno spazio prezioso per giocattoli nuovi e per giocare/studiare da soli o in compagnia di compagni e amichetti.
Se, poi, i bambini sono più d'uno, per quanto possibile, cercare di separare l'ambiente in zone distinte, ciascuna delle quali dovrebbe rispecchiare la personalità di chi la vive imparando ad avere rispetto, però, per i giochi e lo spazio dell'altro e cercando di tenere ordinata la propria parte e gli spazi in comune.

  • Commento inserito da Mario Paolo il 22 luglio 2015 alle ore 15:51

    Mio figlio è molto ordinato perchè altrimenti sa che finisce a "calci in culo". Il piccino vive in una stanza che è di proprietà di mamma e papa ed ogni cosa, a partire dalle sue stesse mutande sono state acquistate da mamma e papà. Pertanto il rispetto e l'ordine devono essere sua prerogativa finchè non avrà soldi suoi da spendere per acquistarsi ciò che vouole.

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