L'attaccamento del bambino alla mamma

Il rapporto mamma-figlio sviluppato durante l’infanzia può influenzare le future relazioni di coppia del bambino rendendolo ansioso, sfuggente o equilibrato

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di Valeria Signori

Ogni mamma vuole il bene del proprio bambino e cercherà di trasmettere sin dai primi giorni tutto l’amore e il calore di cui è capace per assicurare il benessere al suo cucciolo.
Nonostante la consapevolezza che una mamma dà sempre il meglio di sé, sarà capitato a molte di incontrare momenti o fasi di dubbio, in cui ci si mette in discussione e ci si chiede “Sto facendo bene?”, “Che mamma sono?”.


Molte risposte a queste domande si possono trovare in alcuni studi di ambito psicologico e in particolare in quelli di Bowlby e Ainswort, che hanno evidenziato come l’instaurazione di un legame di attaccamento “sicuro” tra mamma e bambino influenzi il sano sviluppo di quest’ultimo e la sua capacità di affrontare emozioni e relazioni in età adulta.


 
IL RUOLO DEL GENITORE

Le indicazioni che seguono sono soltanto degli spunti di riflessione sul proprio “essere mamma” e su alcuni eventuali punti di debolezza. E’ importante sottolineare che comunque essere una madre con un attaccamento  “insicuro” con il proprio bambino non significa essere cattivi genitori o non amare i propri figli, ma semplicemente avere un comportamento non completamente funzionale per affrontare alcune situazioni educative.
Secondo gli studiosi sopra indicati il ruolo di un genitore dovrebbe essere quello di fornire una base sicura: il bambino cioè deve avere la consapevolezza di essere sostenuto e di avere a fianco qualcuno a cui rivolgersi nel momento del bisogno. La presenza di un adulto di questo tipo a fianco (che non per forza deve essere la madre) è il prerequisito che consente al bambino di esplorare, di imparare e di crescere.
In base al tipo di legame tra il bambino e la persona che prevalentemente si prende cura di lui e alla capacità di quest’ultima di essere una “base sicura” per il piccolo, è possibile identificare tre stili di attaccamento
 
I TRE STILI DI ATTACCAMENTO DEL BAMBINO ALLA MAMMA
 

1.  - attaccamento di tipo sicuro: il bambino sente di avere dalla figura di riferimento protezione, senso di sicurezza, affetto. Questo schema viene promosso da un genitore che sia facilmente disponibile, sensibile ai segnali del bambino e amorosamente pronto a rispondere alle sue esigenze emotive (paure, capricci, frustrazioni, ecc). Nei test di laboratorio (di solito per studiare il tipo di attaccamento madre e bambino vengono posti sotto osservazione in una stanza giochi)  i bambini sicuri sono quelli che esplorano l'ambiente e giocano sotto lo sguardo vigile della madre, interagendo con lei. Se la madre abbandona la stanza,  il bambino è turbato, ma al suo ritorno si tranquillizza e si lascia consolare

2. attaccamento di tipo insicuro (tipologia “evitante”): sorge in quei bambini la cui mamma li spinge presto a diventare “degli ometti”, che cioè imparano a essere autosufficienti sin da piccoli, a evitare piagnistei e l’espressione di emozioni e sentimenti negativi. Un esempio di comportamenti indicativi di un attaccamento di questo tipo tra genitore e bambino è costituito dalle risposte seguenti ai capricci del piccolo, tendenti a minimizzare le frustrazioni del bimbo e a responsabilizzarlo: E’ ridicolo che non vuoi andare all’asilo. Sono stanca di questo comportamento, non sei più un neonato. Agisci da grande!  Non è un caso, quindi, che è stato osservato che i bambini appartenenti a questa categoria esplorano l'ambiente di gioco ignorando la madre, sono indifferenti alla sua uscita dalla stanza e non si lasciano avvicinare al suo ritorno

3. attaccamento di tipo insicuro (tipologia “ansiosa-ambivalente”): questi bambini risultano stesso più piagnucolosi e ansiosi rispetto alle media. In questo caso i bambini sentono che la madre non è sempre pienamente disponibile: il genitore a volte li ascolta e li supporta, altre volte è nervoso o lunatico e non dà loro abbastanza attenzione. Questi bimbi quindi non sanno mai se fidarsi o meno e questo crea in loro più paure e incertezze, rispetto agli altri casi. Questo attaccamento è favorito dall’uso di minacce d abbandono come mezzo di controllo (es. “Se non fai il bravo, la mamma non ti vuole più”). Per questa ragione tali bambini sono inclini alla paura di separazione, tendono ad aggrapparsi alla mamma e a fare spesso capricci e scenate per attirare la sua attenzione (ad esempio il piccolo tenderà a non allontanarsi dalla mamma per paura di non trovarla più e quando questa lo lascia all’asilo e lo va poi a riprendere si mostrerà arrabbiato con il genitore).

 


Quella che però molti genitori non sanno è che l’attaccamento sviluppato durante l’infanzia può avere un forte impatto anche sulle relazioni di coppia… Il modo in cui ricerchiamo l’attenzione e la vicinanza del nostro partner può avere radici proprio nel rapporto che avevamo sviluppato da bambini (e che stiamo riversando anche con i nostri cuccioli).
In una recente libro, che sembra fatto apposta per le “romantiche” e le amanti di psicologia, (Dimmi come ami e ti dirò chi sei, di Heller- Levine, ed.TEA), è possibile scoprire il proprio “profilo” nella vita amorosa e divertirsi a capire se si è ansiosi e affettuosi come un koala, sfuggenti e liberi come un’anguilla oppure equilibrati e sicuri come un delfino.

Per una maggiore consapevolezza su come migliorare le proprie relazioni, anche un percorso di counseling (inviduale o in coppia), può essere utile.

 

 

 

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