Perché alcuni bambini rifiutano i cibi solidi?

Lo svezzamento, ossia il passaggio da un'alimentazione esclusivamente liquida a una solida, implica, dal punto di vista psicologico, l'accettazione da parte del bambino (e del genitore) dell'atto aggressivo come necessario per raggiungere l'autonomia. Qualora questa necessità aggressiva venga negata, può accadere che il bimbo inizi a rifiutare la pratica del masticare. 

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di Associazione Pollicino

Il rifiuto di masticare il cibo da parte di alcuni bambini è un comportamento che non si inserisce in un determinato quadro diagnostico ma è trasversale alle categorie diagnostiche dell’infanzia.
La chiusura della bocca di fronte ad alimenti solidi non necessariamente è un NO al cibo in generale; spesso, infatti, si tratta di bambini che accettano quotidianamente cibi privati della loro consistenza (frullati, cibi sminuzzati, schiacciati ecc…).


É mportante sottolineare che questo comportamento può riguardare, saltuariamente, anche bambini sani che si trovano in situazioni di difficoltà transitoria.

In una visione psicoanalitica questo tipo di inibizione o rifiuto si inserisce nella comunicazione primaria che si struttura in età neonatale tra mamma-bambino. Per poter masticare, il bambino deve essere sufficientemente pronto ad aggredire un po’ l’altro che gli offre il cibo, deve essere pronto a sperimentare questa carica aggressiva.

L’aggressività del bambino, generata dal venire meno dell’esperienza piacevole della suzione, comporta sempre una minaccia; espressioni di aggressività generano nel genitore che li intercetta una sorpresa necessaria per permettere la crescita del bambino.

Lasciare il seno materno è vissuto dal bambino come un’azione di potere, un vero e proprio attacco alla propria madre. Il mordere e il masticare implicano la disintegrazione di un oggetto esterno; è, dunque, dall’associare il mordere il cibo al mordere la propria mamma che può nascere un conflitto interiore nel piccolo.
Il destino di questo atteggiamento “aggressivo” del bambino, tuttavia, dipende notevolmente dalla risposta della madre.
Quando l’aggressività incontra una risposta arrabbiata o addolorata, può inibirsi; può accadere che il bambino retroceda rispetto all’ espressione dell’aggressività e possa non riuscire a sviluppare, per esempio, il riflesso della masticazione, non in termini organici ma per un blocco della circolazione dell’ aggressività nel nucleo familiare.

Vi può anche essere, nel bambino, il timore di una ritorsione da parte dei genitori per le sue espressioni aggressive o di ferire il cuore del genitore. Questi vissuti possono far si che il bambino inibisca il riflesso alla masticazione.
Lo svezzamento, dunque, comporta una fatica per i bambini, rinunciare all’appagamento passivo per conquistare una modalità di funzionamento più attiva. Lo svezzamento riguarda l’accesso a questa nuova componente della relazione con l’altro e la disponibilità dell’altro a concedere l’autonomia e la carica aggressiva del bambino.

Per maggiori informazioni:
Associazione Pollicino e Centro Crisi Genitori Onlus
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