Tappe di crescita

Le conquiste, graduali ma importantissime, del bambino dalla nascita fino agli anni della scuola.

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Dicono che un essere umano impari più nei primi mesi di vita che nel resto della sua esistenza. Sembra assurdo, ma è davvero così. Perché è proprio nei primi anni che il bambino capisce le regole per sopravvivere prima e per stare al mondo poi.
Ecco nel dettaglio il calendario dei progressi del piccolo.


 

  • ALLA NASCITA: il bambino è già perfettamente in grado di piangere e di succhiare il latte dal seno materno o dal biberon. Inoltre, nonostante il senso della vista non sia ancora completamente messo a punto, è in grado di seguire gli oggetti che si muovono nel suo campo visivo e di piegare la bocca in quelli che potrebbero, a torto, essere scambiati per sorrisi. Non è in grado di sollevare la testa che, sdraiato, tiene ruotata su un lato con le braccia e le gambine flesse.
  • DA 1 A 3 MESI: lentamente, il piccolo impara a sollevare, anche se per pochi istanti, la testina che si trova allineata con il corpo. Agita le braccia e cerca di afferrare, spesso senza riuscirci, gli oggetti. Inizia a sorridere a mamma e papà e, i piccoli più agili, provano già a compiere i primi tentativi di rotolare.
  • DA 4 A 6 MESI: il bebè impara ad afferrare gli oggetti e a portarseli in bocca che diventa un organo fondamentale per l'esplorazione del mondo. È perfettamente in grado di esprimere i suoi stati d'animo (gioia, fame, sete, sonno, rabbia, insofferenza…) e per quanto riguarda i movimenti del corpo impara a stare seduto (con un appoggio), a tirare su la testa, a rotolare sui fianchi per portarsi dalla posizione supina a quella testa in giù. Cominciano intorno ai 6 mesi le prime esplorazioni del proprio corpo.
  • DA 7 A 9 MESI: i bambini più precoci iniziano a gattonare, si tratta solo di tentativi, già intorno ai 7 mesi. Perfettamente padrone dell'uso delle mani, poi, il piccolo afferra gli oggetti, li porta alla bocca, li passa da una parte all'altra. Sempre più frequenti i suoi sorrisi mentre cominciano ad articolarsi i primi vocalizzi che, piano piano, si trasformeranno in parole di senso compiuto. Intono agli 8 mesi i bimbi sanno già stare seduti da soli, sporgersi in avanti e rimanere in piedi per qualche secondo attaccati a un sostegno. Per i genitori è questo il periodo di maggiore soddisfazione: il bambino passa da un'alimentazione a base esclusivamente di latte a una quasi normale. Capisce i discorsi della mamma e, in molti casi, sa far ciao con la manina. Appare sempre più interessato dal mondo che lo circonda che diventa il suo campo di esplorazione della realtà. In questa fase il piccino ha bisogno di cure e attenzioni particolari: innanzitutto per tenerlo lontano dai guai (gattona, tocca tutto e tutto porta alla bocca). Poi perché debitamente stimolato e aiutato da chi gli sta intorno inizia il suo distacco dalla fase di 'neonato'.
  • DA 10 A 12 MESI: a questa età molti bambini già camminano su due gambe senza bisogno di sostegno, nonostante i continui ruzzoloni. Il passaggio dal 'gattonamento' alla posizione eretta è piuttosto repentino tanto che spesso i genitori ne rimangono piacevolmente stupiti. Dal punto di vista alimentare, lo svezzamento, a parte qualche alimento ancora interdetto, è praticamente completato e con un cucchiaino in mano il piccino è anche capace di portarsi da solo il cibo alla bocca. Alcuni bambini precoci articolano le prime parole (mamma, papà, nonno, nonna, ciao…). Il loro vocabolario è destinato ad arricchirsi velocemente con nuovi termini e nel giro di qualche mese dalle prime parole il bambino saprà farsi perfettamente capire. Aiutarlo a spiegarsi a parole e non a gesti è quasi un obbligo.
  • DAI 12 AI 15 MESI: a quest'età quasi tutti i bambini sanno camminare da soli anche per lunghi tratti. Molti di loro parlano già correttamente, taluni mangiano e devono da soli senza rovesciare il contenuto dalle posate e dai bicchieri (che devono essere piuttosto grandi, in plastica e con grossi manici per facilitare la presa).
  • DA 1 ANNO E MEZZO A 2 ANNI: il piccolo impara a salire le scale afferrando la ringhiera, sa afferrare una palla e tirarla, tiene in mano penne e matite e si cimenta nei suoi primi 'capolavori', usa frasi sempre più complesse e ha un vocabolario di circa una ventina di parole tra le più comuni (mamma, papà, nonna, nonno, pipì, pupù, fame, sete, ciao, bimbo, bimba…). Intorno ai 2 anni, possibilmente durante i mesi estivi, si può cominciare ad abituare il bambino a usare il vasino per i suoi bisogni, procedendo in modo graduale e senza forzature.
  • DA 2 A 3 ANNI: è questo il periodo della completa presa di coscienza di sé come essere umano. Il piccolo sa dire il suo nome, la sua età, capisce la differenza tra un maschietto e una femminuccia, parla abbastanza speditamente, sale e scende le scale da solo, disegna, gioca. È questa anche l'età dei primi capricci, delle prime prese di posizione, dell'autoaffermazione dell'io. Il bambino ha bisogno di affermare la sua autonomia e 'no' diventa la sua parola chiave per farlo. Il dialogo, in questi casi, serve a poco. Mamma e papà devono imparare a farsi obbedire con autorevolezza, ma senza rabbia. L'amore e la fiducia nei genitori non deve mai venire meno agli occhi del piccino.
  • DAI 3 AI 4 ANNI: i movimenti del piccolo sono perfettamente fluidi. Ormai cammina da solo, sale e scende le scale senza problemi, corre, saltella (anche su un piede solo), si muove in modo abbastanza armonico. Sono gli anni della scuola materna. Il disegno diventa un mezzo per comunicare ed esplorare il mondo. Il bambino impara a stare in mezzo agli altri, capisce che ci sono delle regole di convivenza sociale e comincia lentamente ad accettarle e a farle sue.
  • DAI 4 AI 5 ANNI: gli anni dell'asilo sono molto importanti perché preparano il bimbo alle difficoltà e alle conquiste che lo attendono a scuola. Il passaggio fondamentale di questi anni è la trasformazione dei concetti da astratti in concreti che gli servirà, poi, per non avere problemi con la scrittura e la lettura. Molti bimbi sono i bimbi che già a quest'età sanno scrivere il proprio nome e leggere le lettere più semplici.

     


  • Commento inserito da ina il 13 marzo 2012 alle ore 15:36

    non capisco come sia possibile che tra 12 e i 15 mesi il bambino parli correttamente, e tra l'anno e mezzo e i 2 sa dire una ventina di parole (pipì, pupù, ecc..)

  • Commento inserito da F il 14 aprile 2011 alle ore 14:48

    SE LE MAESTRE SONO DISPERATE,NON è CERTO PER UN"FAMMI VEDERE"QUELLO è DEL TUTTO NORMALE,MA DA MAESTRA TI DICO CHE SUCCEDONO COSE BEN PIù SERIE.SIAMO NELL'ERA DEI REALITY E GARANTISCO CHE I GENITORI LI GUARDANO CON LORO E 1000 ALTRE PORCATE TRASMESSE.L'INTERPRETAZIONE DEI BAMBINI REINTERPRETATA NEL GIOCO SIMBOLICO SPESSO VA BEN OLTRE IL VOLER SCOPRIRE LA PROPRIA SESSUALITà.POSTO IL FATTO CHE UNA MAESTRA DEVE ESSERLO SOPRATTUTTO PRIMA PER I GENITORI E NON SENTIRSI DISPERATA DI FRONTE A CERTE COSE,MA DEVE PIUTTOSTO ESSERE PREPARATA.

  • Commento inserito da Valeria il 17 settembre 2010 alle ore 10:06

    non dargli troppa importanza, quando poi si sono easplorati smettono, è naturale.

  • Commento inserito da roberta il 28 luglio 2010 alle ore 21:49

    non ci trovo nulla di sbagliato, si chiama sessualità

  • Commento inserito da Sono Anna il 20 marzo 2009 alle ore 11:33

    Ho un bambino di 5 anni all'asilo fanno delle esplorazioni un pò strane tra maschietti del tipo fammi vedere come è il tuo etc. le maestre sono disperate e preoccupate per questa nuova generazione e non è facile spiegare al bambino quello che fa anche perchè ti cambia sempre il discorso. Grazie Anna

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