Si chiamano
agriasilo e sono asili al 100%, rispondenti in tutto e per tutto ai
requisiti richiesti dalla normativa vigente che regola, appunto, l'apertura e la gestione di simili strutture per l'infanzia.
Rispetto, però, agli asili nido tradizionali sorgono in contesti rurali, generalmente all'interno di aziende agricole e cascine, lontano dai centri abitati e caratterizzati dalla volontà di creare sin dai primi mesi un legame molto forte tra il bambino e la natura.
Diffusissimi in Paesi quali la
Danimarca, la
Svizzera, la
Germania, i primi
agriasilo in Italia sono stati promossi dalla
Coldiretti di Torino in un'ottica di ampliamento dell'agricoltura sociale, cioè di quelle attività che impiegano le risorse dell'agricoltura per promuovere percorsi riabilitativi, terapeutici, di inserimento sociale ed educativi.
Nel corso degli anni, poi, queste realtà hanno preso piede in quasi tutte le regioni italiane riscuotendo, tra genitori e operatori, un discreto successo di utenza.
QUANDO LA NATURA DIVENTA STRUMENTO DIDATTICO
Si tratta, in pratica, di realtà molto piccole, quasi dei micronidi domestici, in cui operatrici professioniste si prendono cura dei bimbi utilizzando come strumenti didattici "materiali" quali la natura, il verde, le piante, gli animali.
Innumerevoli, a questo proposito, le attività che possono essere proposte ai piccoli, in tutto diverse da quelle svolte nei classici asili cittadini: avendo, infatti, a disposizione spazi molto ampi, i bambini vengono incoraggiati a esplorare l'ambiente circostante utilizzando, come mezzi di apprendimento, tutti i 5 sensi (il gusto per imparare a riconoscere i diversi sapori dei prodotti della terra; l'olfatto utilizzato per annusare piante e fiori; la vista per guardare i colori delle stagioni che cambiano; l'udito per riconoscere i suoni e i rumori presenti in natura; il tatto messo alla prova della sperimentazioni con mano effettuate direttamente sul campo).
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