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Il bullismo

Il termine "bullismo" viene utilizzato per designare i comportamenti con i quali un singolo o un gruppo, ripetutamente, fa o dice cose per avere potere o dominare una persona o un altro gruppo.
Il fenomeno del bullismo può essere definito come un'azione che mira deliberatamente a fare del male o a danneggiare: alcune azioni offensive possono essere perpetrate attraverso l'uso della minaccia o dell'ingiuria, altre possono qualificarsi per la forza fisica (per esempio, picchiare o spingere), altre ancora possono essere caratterizzate dall'umiliazione o dal beffeggiare. In tutti questi casi la relazione è asimmetrica: il bullo agisce sui più deboli.
Spesso, sempre più spesso, si sente parlare di bullismo, soprattutto tra i preadolescenti e gli adolescenti in particolare in ambiente scolastico.

Il problema a volte viene sottovalutato confondendolo con un normale e passeggero conflitto fra coetanei. Il bullismo, invecem presenta indicatori di rilevanza sociale importantissimi.
A scuola, per esempio, si può parlare di "bullismo" quando si presentano situazioni di

  • intenzione a fare del male
  • totale mancanza di compassione
  • effettivo piacere nel disturbare, insultare, picchiare o danneggiare qualificata dalla frequenza ripetuta anche quando è evidente che l'altro (la "vittima") stia molto male.

    La differenza tra i ragazzi bulli e i ragazzi che "si danno alle zuffe o alle risse" è evidente. Nel primo caso, infatti, l'atteggiamento ostile è perpetrato nel tempo e la quantità di prepotenze fa diminuire la stima di sé da parte della vittima.
    Il ragazzo bullo ha maggior potere della vittima o per età, o per forza fisica, o per genere (per esempio maschio più forte della femmina) o perché altri si alleano con lui per proteggere se stessi.
    La scuola può operare molto in queste situazioni ma a patto di non trovarsi a essere l'unica agenzia educativa (o rieducativa) di fronte al complesso problema del bullismo. Infatti, sono tutti gli adulti di riferimento di bambini e ragazzi che hanno la responsabilità di attivarsi, ognuno nel rispetto dei propri ruoli e compiti educativi.

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      2007-07-09
    Maria Rita Esposito

     



     


        
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