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Home >>Scuola >> Il bullismo
Il bullismo
Un progetto scuola/famiglia/territorio potrebbe porre le basi per:
promuovere seminari finalizzati ad affrontare il problema con rilevazioni, discussioni e confronti;
collaborare con alunni e genitori per rendere visibili le situazioni di prepotenza e per ricercare soluzioni ai conflitti comportamentali subordinati;
pianificare esperienze simulate di ricerca di comportamenti di fermezza, comprensione e sostegno;
ascoltare i ragazzi dando loro fiducia e valorizzandone l'autostima verso atteggiamenti pro sociali, ponendo adeguata attenzione ai cambiamenti di comportamento che possono indicare un disagio;
favorire nei bambini, sin da piccoli, giochi di socializzazione con i coetanei, giochi di regole, giochi di ruoli. Dall'altro lato, in modo sinergico, occorre operare per aiutare:
i bambini e i ragazzi che subiscono prepotenze a raccontare ciò che sta accadendo o che è successo;
"gli spettatori" di atteggiamenti bulli a modificare la situazione chiedendo aiuto, in casa, a scuola o altrove, all'adulto di riferimento (genitore, docente, altri).
La famiglia e le istituzioni devono porsi in una dimensione di intervento e, soprattutto, di sviluppo di regole da conoscere, riconoscere e fare proprie. Conoscere i comportamenti prepotenti e riconoscerne l'intensità, rilevare problematiche in specifici contesti elicitando situazioni nascoste, fermare episodi nel momento in cui vengono espressi, analizzare le cause, stimolare la cultura del "raccontare" ciò che accade, in un clima di chiarezza, di non punizione e di non colpevolizzazione, possono essere una serie di obiettivi educativi per prevenire esperienze di bullismo.
In tal modo, con una modalità di interventi similari scuola - famiglia, è possibile favorire nel bambino un'educazione al fronteggiare e gestire la complessità e le difficoltà di alcune relazioni interpersonali evitando pertanto situazioni traumatiche, che possono significare assunzione di ruoli inadeguati in futuro.
Se volete scrivere alla dottoressa Maria Rita Esposito, porle domande, dubbi e quesiti, potete farlo scrivendo a mresposito@bambinopoli.it.
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2007-07-09 Maria Rita Esposito |
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Commenti su questo articolo (1)
Commento inserito da nina il 21 maggio 2012 alle ore 13:51
vero...
da piccola un bambino mi spingeva diceva male di me gli altri compagni...sapete qual è la cosa strana?che questo bambino si comportava cosi con me solo in classe!negli posti(es.cortile della scuola)mi considerava come un amica!
1
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