Sul piano organizzativo delle attività, il
primo mese di scuola è importantissimo per i bambini e gli insegnanti di prima classe perché prepara lo spazio di azione per apprendimenti significativi e per la crescita di un gruppo di alunni che divenga ben presto gruppo di lavoro.
Pertanto, il favorire il gioco come strategia di relazione e di scoperta, si qualifica come il ponte tra la conclusione della scuola dell'infanzia e l'inizio della scuola primaria: l'affiancamento del docente di scuola dell'infanzia nei primi tempi al docente di scuola primaria in classe può essere di grande orientamento alla conoscenza degli alunni e può essere elemento metodologico di scelta del gioco verso i primi sistemi simbolici della scrittura, della lettura e del calcolo.
Ricordare che il bambino di prima classe ha operato per almeno tre anni con strategie ludiche nei percorso di apprendimento della scuola dell’infanzia è fondamentale dal punto di vista pedagogico: è impensabile in altri termini, per formare un buon gruppo di lavoro di “studiosi” di 6 anni, non tener conto che
il giocare è ancora fortemente presente nella loro rappresentazione mentale.
La ludicità può essere un ottimo promotore di interessi e di motivazione allo sforzo di apprendimenti tipici delle abilità di base della scuola primaria: è oggi una consuetudine dei docenti di prime classi di scuola primaria presupporre come condizione indispensabile il gioco come elemento da cui partire per lo sviluppo della metodologia formativa.
Sembra ormai superata la concezione scolastica tradizionale che riflette nel giocare un momento ludico avulso dal disciplinare e non adatto cioè a operazioni complesse tipiche dello “studio”.
Il gioco, quindi, per le classi prime diviene introduzione al progetto formativo curriculare favorendo nel bambino la possibilità di vivere se stesso e di vivere l’altro come soggetto attivo di apprendimento. Il gioco agito si trasforma facilmente in gioco riproposto e ri – progettato (e quindi pensato con schemi mentali che tendono a crescere verso la complessità e l’astrazione) producendo apprendimenti significativi e maturazione di processi logici, creativi e critici.
Attraverso la metodologia del gioco, il bambino di prima classe supera l'inibizione del nuovo (nuovo anno scolastico, nuova classe, nuovo ciclo) tendendo alla curiosità e alla motivazione al cambiamento, funzionali a mettere in discussione esperienze e costruirne di diverse.
Ovviamente il gioco in questo contesto educativo rientra in una progettazione finalizzata a:
promuovere l’interazione alunno/docente,
favorire la resilienza della classe,
formare e migliorare la qualità del gruppo - classe nascente,operare osservazioni e scoperte sulle varie discipline.
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