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La scuola per l'infanzia sofferente

L'infanzia sofferta e l' infanzia sofferente si qualificano, attualmente, come due ampi campi di studio psico-pedagogico e sociale di serio interesse: dall'analisi sociologica intorno all'abuso si rileva, infatti, che i soggetti più soccombenti sono oggi proprio i bambini ai quali, si aggiunge l'esistenza di un bambino "potenzialmente" meno tutelato di altri, e dunque più a rischio: il bambino con un'età compresa tra gli 0 e i 5 anni.
La mancanza dell'obbligo scolastico dei piccoli di età inferiore ai 5 anni e mezzo, poi, rappresenta un dato significativo ai fini della diagnosi e della prevenzione di abuso sui minori. Non esistono, in altri termini, specifici progetti educativi aventi per destinatari bimbi dagli 0 ai 5 anni. Ciò si traduce nel fatto che situazioni che potrebbero essere prevedibili e prevenibili diventano, di fatto, conosciute solo all'ingresso della scuola primaria a circa 6 anni.

Questo dato è basilare per la profilassi e il recupero di situazioni a rischio a quell'età: sanno bene gli operatori psicopedagogici, infatti, quanto diventa sempre più difficile operare su personalità cresciute in un mondo psicologico, affettivo e relazionale inadeguato, e quanto la diagnosi precoce favorisca il decondizionamento.
Le conoscenze affettive disfunzionali con cui un bambino cresce, in una situazione di violenza e abuso vissuti, lo rendono estremamente diffidente di fronte a realtà tanto diverse da quelle che esprime emotivamente: un ambiente sereno e accogliente come quello degli angoli di gioco della scuola materna è qualcosa di piacevole, che fa meraviglia, ma che tuttavia il bimbo vive con paura, perché teme gli sia tolto da un momento all'altro, proprio come quella serenità che non vive interiormente.

Questo riferimento, non casuale, ha lo scopo di sottolineare quanto sia importante la scuola, come istituzione, nella rilevazione di tali situazioni, nelle diagnosi precoci e nell'attivazione di recupero di situazioni patologiche.


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  2007-07-05
Maria Rita Esposito

 






Commenti su questo articolo (1)


Commento inserito da miriammar_2003@yahoo.it il 22 novembre 2010 alle ore 17:51

il mio bimbo in una scuola di mi in via giacosa ha subito un atto di violenza da un compagno dopo esser stata accecato con sabbia durante l orario scol.le maestre negano l evidenzia,anzil altro ieri e' tornato con pantaloni rotti,lui dice che nell intervallo con amici e' salito su un albero ede' rimastoimpigliato.or il bimbo rifiuta l asilo perche le maestre lo pressano dicendo che non deve parlare,che fare? assunta califano
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