I bambini di oggi rischiano di vivere meno e con più malattie rispetto ai loro nonni. Questo l’allarme lanciato dall’Osservatorio Grana Padano, l’osservatorio permanente che rileva, grazie al contributo di medici di medicina generale, pediatri, dietisti e nutrizionisti, le abitudini alimentari della popolazione italiana e in particolare quella dei più piccoli.
La causa va ricercata nelle abitudini alimentari dei ragazzini nella fascia di età tra i 7 e gli 11 anni, che seguono sempre più spesso una dieta basata su cibi di scarso valore salutistico e ricchi di calorie "vuote", piuttosto che consumare alimenti della dieta mediterranea (i datti rilevati, infatti, fanno riferimento al MAI - Mediterranean Adequacy Index o indice di mediterraneità della dieta). La conseguenza è che anche tra i bambini si assiste a un aumento della diffusione di obesità, di ipertensione e di valori di colesterolo alto, (come hanno anche rilevato di recente due studi pubblicati sul Journal of Human Hypertension e su Preventive Cardiology, condotti rispettivamente su bambini ciprioti e americani).
La mancanza di corrette abitudini alimentari dipende parimenti dalle mense scolastiche e dalle famiglie. Le prime, infatti, non sempre assicurano una dieta equilibrata dal punto di vista nutrizionale ai bambini.
Dice Margherita Caroli, presidente del European Childhood Obesity Group:
La qualità del servizio di ristorazione scolastica presente in Italia è a macchia di leopardo. Mentre in alcune province i responsabili si rivolgono alle unità operative di nutrizione delle ASL per richiedere menu con una valutazione nutrizionale, per preparare menu speciali per bambini con problemi, per la preparazione dei bandi di gara per la concessione degli appalti, altrove tutto questo non avviene.