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Realtà scolastiche: storie italiane

Il progetto utilizza un sistema che la Provincia di Rimini ha adottato chiamato SB 100 (Sustainable Building 100 azioni), strumento messo a punto da ANAB che consente di definire e valutare preventivamente le possibili caratteristiche di una costruzione individuando il mix di provvedimenti più opportuni per ottenere il livello di sostenibilità ambientale desiderato.

La definizione progettuale ha visto quindi anche il contributo, in termini funzionali, dei bambini, dei loro genitori, degli insegnanti e del personale non docente così da consentire a tutti di avanzare proposte sentendosi responsabilmente coinvolti nel processo di progettazione.

MONTEGRIDOLFO: L'EPILOGO


Quello della scuola di Montegridolfo può essere considerato come una sorta di progetto pilota che era stato in grado, proprio per la sua unicità, era riuscito a ottenere finanziamenti pubblici per un valore di un milione duecentomila euro.

La scuola è aperta e ospita al momento 40 alunni. A causa, però, dei tagli previsti dal Governo rischia la chiusura perché gli alunni frequentanti sono meno dei 50 previsti dalle nuove norme ministeriali. Anche se nel tentativo di mantenere la struttura aperta, si stanno organizzando corsi di varia natura, la situazione è problematica. E' un progetto di bioarchitettura sociale che merita di vivere.

Un presidio di sostenibilità dal valore strategico e competitivo oggi dai più riconosciuto, diventa allora anche un presidio di attenzione sulla tematica legata al significato di "fare scuola" in questo inizio di millennio nelle piccole realtà comunali disseminate lungo lo stivale e dimostra quanto questo possa diventare problematico, quando non impossibile, in conseguenza delle scelte ministeriali compiuti da Mariastella Gelmini, laddove il tutto è ricondotto puramente ad aridi numeri.





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Alessia Altavilla

 






Commenti su questo articolo (2)


Commento inserito da tatina77 il 29 agosto 2010 alle ore 20:24

è uno scandalo!una scuola nata con tutte le normative giuste,anche a mia figlia e' successo lo stesso la classe era di 14 bambini ma con i tagli hanno dovuto unire 2 classi e cosi' mi sono trovata una classe di 27,ho cambiato scuola.non è giusto quelli che ci rimettono sono sempre i bambini.
Commento inserito da sabrina.franceschi@tin.it il 27 agosto 2010 alle ore 10:41

è un'indecenza, invece di prendere questa scuola come modello per la costruzione di altre strutture si ci basa solo sui numeri dei bimbi frequentanti. Come sempre è più importante la scuola-azienda che la scuola-istruttiva
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PERCHÉ VACCINARE?

Vaccinazioni sì. Vaccinazioni no. Eppure, ancora oggi, esistono ottime ragioni per vaccinare i propri figli, sia individuali che collettive….



 

 

   
 
 
 
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