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Ma le donne no

Fiorentina, trapiantata a Milano dove vive con il marito e due figli, Caterina Soffici ha studiato per oltre un anno la condizione delle donne in Italia e in Europa analizzando e incrociando i dati OCSE, Euristat e studi e ricerche internazionali commissionati dalla UE riguardanti la condizione femminile nel lavoro, nella politica, nella famiglia, nel tempo libero...

Dall'osservazione, da cui sono emersi alcuni dati interessanti (primo fra tutti il fatto che l'Italia sia il fanalino di coda, in Europa e non solo, nelle politiche a favore delle donne) ne è nato un libro - Ma le donne no - che racconta la condizione femminile nel nostro Paese, descrivendo storie, personaggi e fatti.

IL LIBRO

Libere e padrone del proprio destino: era questa l'idea che le donne italiane avevano di sé. Ma era un'illusione, perché le cose negli ultimi vent'anni sono cambiate profondamente. In peggio. Non solo le donne italiane non hanno più fatto progressi, ma hanno cominciato ad arretrare, svegliandosi nel paese più maschilista d'Europa.

Quali sono le radici di questo fenomeno e, soprattutto, perché le donne italiane hanno smesso di combattere per difendere i propri diritti?

Il libro racconta storie, personaggi e fenomeni forse imprevedibili come la nascita e l'evoluzione del velinismo politico o la degenerazione dell'immagine delle donne in televisione e nella pubblicità. O ancora il ritorno di parole antiche, che riemergono da un passato fatto di playboy, massaie e ragazze illibate.

Soprattutto, però, descrive le donne reali, che quotidianamente devono fare i conti con discriminazioni sul lavoro, part-time negati e l'impossibilità di conciliare lavoro e vita familiare.

Il confronto tra la situazione italiana e quanto succede all'estero - dove ci si imbatte in belle storie di donne vincenti, che reagiscono e si realizzano - sconcerta e indigna, ma dimostra che un altro mondo meno sessista è possibile. Un mondo dove vivrebbero meglio anche gli uomini.

 

  2010-02-23
Alessia Altavilla

 






Commenti su questo articolo (6)


Commento inserito da irene il 8 marzo 2010 alle ore 10:09

brava
mi hai letto nel pensiero
Commento inserito da EnriMax il 3 marzo 2010 alle ore 14:24

E' vero che l'Italia è un paese maledettamente sessista, dove i diritti delle donne sono calpestati, ma ... per coloro che - come me -questi diritti li rispettano ed anzi li accresce e li sostiene, molte volte capita di essere preso in mezzo fra le femministe ed i maschilisti, con pessime prospettive.
Se tutti cominciassero a 'rispettare le regole' in primis e quindi ad applicarle correttamente (dapperttutto), non ci sarebbe bisogno nè di veline nè di femministe, ma solo di Donne, così come non ci sarebbero più nè maschilisti, nè cavalieri, ma solo Uomini.
E' bello sapere che c'è ancora qualcuno che lotta per migliorare l'Italia: non ci si sente tanto soli!!!
Commento inserito da simona da Torino il 28 febbraio 2010 alle ore 14:43

anche io lo comprerò perchè è una verità che il nostro paese è molto maschilista nella politica, in famiglia, sul lavoro..e dobbiamo fare qualcosa per cambiarlo!!!

Commento inserito da Meggy il 26 febbraio 2010 alle ore 10:26

anche io, lo comprerò, voglio leggere di chi come me ha dovuto lasciare il lavoro per avere un part time e poter seguire la pripria bambina. Ora le possibilità di gratificazioni lavorative non esistono più ma posso seguire la mia creatura e ne sono felice. SOlo che ogni tanto mi sento di essere una che ha rinunciato ad avere un riconoscimeno (se non come mamma che è importantissimo)... e inoltre spesso penso a tante mamme che vorrebbero un part time e che soffrono ogni giorno come me prima di cambiare lavoro. Spero che questa lettura apra una finestra in più per chi ha voglia di sapere...
Commento inserito da silvia scevola il 25 febbraio 2010 alle ore 22:28

me lo segno, anche se, tra lavoro e famiglia (un bimbo solo perchè con 2 direi addio al mio appassionante ma faticoso lavoro) non riesco nemmeno a leggere i titoli dei quotidiani...
Commento inserito da cristina il 25 febbraio 2010 alle ore 16:55

corro subito a comprarlo, per sentirmi meno sola in un'azienda dove essere donna, e mamma, è una colpa gravissima.
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