Eritema solare e scottature

Come tutti gli anni torniamo a parlare di eritema solare, scottature, abbronzatura. Cercando di scardinare alcune false credenze e facendo luce su quelle che sono le regole basilari per una corretta esposizione al sole.

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di Alice Demare

ERITEMA SOLARE: DI COSA SI TRATTA?
L'eritema solare è, a tutti gli effetti, un'ustione di primo grado causata dal mancato utilizzo di creme solari adeguate al proprio fototipo durante le esposizioni al sole.


La sua gravità dipende da diversi fattori (tipo di pelle, numero di ore trascorse al sole, fattore di protezione della crema usata…). Può intervenire a qualsiasi età e si manifesta con prurito, pelle a buccia d'arancia, senso di bruciore. Questi sintomi scompaio in un paio di giorni qualora si interrompano immediatamente i bagni di sole. In caso contrario (e senza le dovute precauzioni), tendono a peggiorare con comparsa di bolle, vesciche, senso di bruciore che rasenta il dolore. In questi casi, decisamente sconsigliata l'automedicazione. Meglio consultare uno specialista sia per stabilire insieme la cura, sia per capire l'entità del danno subito dalla pelle.
Inoltre, per alleviare i sintomi, qualora l'eritema sia di bassa entità, è possibile utilizzare una comune crema doposole a effetto nutriente, idratante e rinfrescante. Se, invece, la situazione è più grave, è preferibile rivolgersi al dermatologo che saprà indicare il prodotto più adatto allo specifico problema.

I BAMBINI SOTTO AL SOLE
Le prime vittime di eritemi e scottature, purtroppo, sono spesso i bambini, che ancora non hanno raggiunto il livello ottimale di produzione di melanina. Dal momento, però, che il sole è fondamentale per una crescita sana favorendo l'assorbimento della vitimana D da parte dell'organismo, è molto importante consentire loro di giocare all'aria aperta e di esporsi ai raggi solari al mare, in montagna, al lago, in piscina.
Con le dovute precauzioni, infatti, il sole è un amico prezioso per il corpo. Non un pericolo da evitare'.
Le raccomandazioni per loro sono sempre le stesse:
no all'esposizione al sole nelle ore calde della giornata (dalle 11.00 alle 17.00) e, comunque, no sotto ai raggi diretti;
sì all'utilizzo di creme con un alto fattore di protezione da applicare più volte nell'arco della giornata, soprattutto dopo i bagni e quando i bambini giocano all'ombra (le scottature peggiori, infatti, si prendono sotto agli ombrelloni. Dove il sole viene percepito meno e dove si è convinti di 'essere al sicuro');
sì all'uso di magliette con filtri UV. In particolare per giocare sul bagnasciuga o per rimanere in acqua più del solito.

E I NEONATI?
Il sole più indicato per i bambini molto piccoli è quello della mattina presto (dalle 8.00 alle 9.00) e quello della sera tardi (dopo le 17.00. Quando, per altro, l'acqua è più calda ed è possibile immergere i bimbi senza alcun timore.
La pelle delicata del neonato, che non dovrebbe mai essere esposto direttamente ai raggi del sole, va protetta con una crema a protezione totale e l'uso di indumenti per evitare il sole diretto sulla pelle. Fatta eccezione, però, per le magliette con filtri UV, è fondamentale fare molta attenzione al rischio scottature quando i bimbi indossano t-shirt e canottiere: i raggi solari, infatti, filtrano anche attraverso i tessuti.

MAGLIETTE E CAPPELLI CON FILTRO
Sono tra le ultime novità presenti sul mercato destinate al periodo estivo. Si tratta di normalissimi capi d'abbigliamento (magliette, cappelli, bavaglini…) che contengono nei loro tessuti un filtro che assorbe i raggi UV.
Sono particolarmente indicati per i neonati e per i bambini che trascorrono tra l'acqua e il bagnasciuga buona parte del loro tempo in spiaggia.

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