In montagna ad 'alta protezione'

Sulla neve, è importante proteggere pelle e occhi per evitare scottature, ustioni e congiuntiviti. Creme e occhiali sono, quindi, indispensabili.

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di Manuela Magri

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Come al mare, anche in montagna la pelle va protetta dal rischio di scottature e ustioni che un'esposizione prolungata e senza protezione ai raggi solari potrebbe comportare. Oltre alle radiazioni ultraviolette presenti nella luce del sole, infatti, è necessario proteggersi anche dal riflesso provocato da neve e ghiaccio che rendono ancora più pericolosa l'esposizione.


Per evitare problemi, soprattutto nelle prime 24/72 ore, quando la melanina non si è ancora formata, è fondamentale utilizzare creme protettive con un fattore di protezione adeguato (nei bambini questo non dovrebbe essere inferiore a 15. Meglio ancora, però, se la protezione è totale).
DA SAPERE

  • I raggi del sole non sono tutti uguali. Le radiazioni solari si dividono, infatti, in ultravioletti (UV-A e UV-B) e infrarossi. Gli UV-A stimolano la formazione di melanina consentendo alla pelle di abbronzarsi. Gli UV-B, invece, fermandosi sugli strati più superficiali dell'epidermide possono essere responsabili della dilatazione dei capillari e, di conseguenza, di scottature ed eritemi.
  • Tra le 11.00 e le 15.00 sono emessi il 50% dei raggi UV-B. Sono, quindi, queste le ore in cui è fondamentale mantenere alto il livello di guardia.
  • Neve e ghiaccio riflettono il 90% dei raggi solari.
  • In montagna, la percentuale di ultravioletti aumenta del 12% ogni 1000 metri.
    CREME SOLARI E FATTORE DI PROTEZIONE
     
  • Le creme solari vanno scelte tenendo conto del proprio fototipo (ossia, dell'insieme del colore della pelle, dei capelli e degli occhi). In ogni caso, nei primi giorni di esposizione la protezione dovrebbe essere totale.
  • Il calcolo del fattore di protezione di una crema solare varia a seconda della marca. Le creme americane, per esempio, a parità di capacità di protezione dl sole, presentano valori più elevati rispetto a quelle prodotte in Europa.
  • La crema andrebbe applicata mezz'ora prima della prevista esposizione al sole e l'applicazione andrebbe ripetuta ogni due ore anche in caso di giornate coperte e nuvolose.
    COME PROTEGGERE LA PELLE DAL FREDDO
    Freddo e vento possono aumentare la secchezza della pelle e delle labbra. Ecco perché è importante mantenere elevato anche il grado di idratazione dell'epidermide con prodotti specifici. Le creme idratanti andrebbero applicate due volte al giorno (al mattino e la sera) sulla pelle del viso ed, eventualmente, delle mani. Sulle labbra, invece, è bene ripetere l'applicazione più volte al giorno ogniqualvolta se ne senta la necessità.
    IN CASO DI USTIONI
    Scottature e ustioni andrebbero prevenute soprattutto nei bambini in quanto predispongono in età adulta alla comparsa di tumori maligni della pelle. L'utilizzo di un buon prodotto per tutta la durata dell'esposizione al sole, generalmente, previene problemi di questo tipo. Nel caso in cui, però, dovessero ugualmente verificarsi, è bene proteggere la parte colpita con sciarpe e cappellini riducendo la porzione di epidermide esposta al sole. Se la scottatura dovesse essere grave (caratterizzata, cioè, da arrossamento a cui fa seguito la comparsa di bolle sierose) può essere consigliabile interrompere per qualche giorno l'esposizione al sole applicando creme e prodotti specifici da acquistare in farmacia.

     

    IN MONTAGNA, PROTEGGERE GLI OCCHI
    Sulla neve più che al mare è importantissimo proteggere gli occhi dalle radiazioni ultraviolette. Queste ultime, infatti, potrebbero essere responsabili di lacrimazione, bruciore, arrossamento, congiuntiviti.
    Gli occhiali (o maschere) devono essere scelti con cura. Le lenti, infatti, devono essere in grado di filtrare i raggi UV-A e UV-B (questa caratteristica deve essere certificata sull'etichetta), devono essere infrangibili e possibilmente scure (meglio se marroni, grigie o verdi).
    Per quanto riguarda la montatura, dovrebbe essere morbida per evitare pericoli nel caso in cui il bambino cada e dovrebbe aderire bene al naso senza stringere sulle tempie.


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