Pesce: come riconoscere quando è fresco

Con la frequentazione di  località balneari e città marittime, im estate aumenta il consumo di pesce. Ricco di sostanze nutritive, è un alimento prezioso sulle tavole di tutti. Cosa c'è da sapere? Come riconoscere quanto è fresco?

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Le proprietà nutritive del pesce sono note sin dai tempi remoti, tanto che nemmeno molti anni fa le mamme usavano dare ai loro piccoli 'olio di fegato di merluzzo' per rinforzare il loro sistema immunitario e prevenire le tipiche patologie dell'infanzia.
Il pesce, infatti, è uno degli alimenti che in assoluto contengono la maggiore quantità di fosforo, fondamentale nella prevenzione delle malattie coronariche e nei casi di obesità, diabete o presenza di colesterolo nel sangue (pare, addirittura, che i bimbi che abitualmente consumano discrete dosi di pesce azzurro siano meno esposti rispetto agli altri a bronchiti e bronchiti asmatiche), oltre che ottimo aiuto nello sviluppo della memoria.


In età pediatrica, inserire il pesce nella dieta del bambino almeno due volte la settimana, è fondamentale per abituarlo a mangiare in modo sano ed equilibrato, salvaguardando la sua salute e il suo benessere. Il pesce, infatti, è un alimento completo, leggero, facilmente digeribile, ricco di proteine e sali minerali e, a parità di peso, decisamente meno calorico, per esempio, delle carni rosse (senza per questo essere meno nutriente).
Infine, il pesce non può mancare nella dieta delle gestanti e delle donne che allattano dal momento che, secondo alcuni studi, sarebbe in grado di contribuire, nel feto e nel neonato, allo sviluppo del cervello e degli organi della vista grazie alla presenza di un acido noto come DHA.

COSA DOVREBBE ESSERE RIPORTATO SULLE ETICHETTE
Secondo quanto stabilito dal Regolamento CE n. 104/2000 entrato in vigore nel 2002, l'etichettatura ittica dovrebbe riportare le seguenti voci:
  • denominazione commerciale della specie di uso comune e denominazione scientifica della stessa in latino;
  • metodo di produzione che indica se il pesce è stato allevato oppure pescato e, in questo caso, se è stato pescato in mare o in acque dolci;
  • zona di cattura, indicata con il nome del paese se il pesce è stato allevato o con la zona di cattura se è stato pescato



Dal 2013, poi, grazie a un accordo tra la Commissione, il Parlamento e il Consiglio europei, le etichette ittiche devono riportare anche:

  • il nome preciso del mare in cui è stato pescato;
  • la data di scadenza (anche per il pesce venduto sfuso), specificando se è stato scongelato;
  • gli attrezzi utilizzati per la pesca



COME RICONOSCERE IL PESCE FRESCO
Al momento dell'acquisto è fondamentale che il pesce sia fresco, anzi freschissimo.
Durante l'acquisto, perciò, occorre valutare alcuni aspetti che consentono di capire se il pesce è stato pescato da poco oppure è morto già da diversi giorni. In tal caso, meglio non comprarlo e optare, eventualmente, per il pesce congelato.

  • Come prima cosa, controllate gli occhi. Le pupille del pesce fresco sono vive e lucide, non offuscate da una patina grigiastra che le ricopre.
  • Tastate il pesce. Se è fresco la pelle è ancora elastica e tenderà a tornare al suo stato originale nel giro di pochi secondi. Se il pesce, invece, è non è fresco, vi accorgerete che la pressione esercitata dal vostro dito faticherà a scomparire. E questo perché manca completamente elasticità ai tessuti.
  • Osservate le branchie. Quelle del pesce fresco, esattamente come gli occhi, sono di un bel colore rosso acceso, vivide e ben conservate. Nel pesce poco fresco, invece, presentano un colore spento grigiastro.
  • Più è fresco, più il pesce risulta rigido: un pesce appena pescato, tenuto per la testa, rimane in posizione orizzontale senza piegarsi.

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