Il gioco simbolico

Chissà quante volte avrete visto bambini molto piccoli, che prendono un oggetto e fanno finta di telefonare, imitando con parole e gesti una telefonata. Simpatico ma cosa significa?

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Il gioco simbolico


Giocare per i bambini è un modo per conoscere e comprendere meglio la realtà. I bambini molto piccoli al di sotto del primo anno cominciano le prime interazioni ludiche con oggetti e con le figure parentali.
Dopo il primo anno inizia il gioco simbolico o del “far finta” e, all’inizio, i bambini utilizzano oggetti che acquistano altre funzioni.
Chissà quante volte avrete visto bambini molto piccoli, che prendono un oggetto e fanno finta di telefonare, imitando con parole e gesti una telefonata. Simpatica come scena ma è anche importante per il bambino perché lo apre alla sperimentazione verso una realtà sociale.


L’uso dell’oggetto è essenziale, diceva Vigosky, “l’oggetto transizionale” tra la madre il bambino, si apre uno spazio transizionale nella relazione con la madre che gli permetterà di trasformarsi e separarsi dalla madre.
OSSERVARE IL BAMBINO CHE GIOCA

Quindi l’osservazione del gioco simbolico è anche un elemento di osservazione di comportamenti che il bambino acquisisce dal mondo esterno. Comprendere e valutare questo gioco è un elemento per le famiglie per cogliere aspetti della crescita e lo stato di benessere del bambino.




Pian piano il bambino riesce a strutturare il proprio gioco, fa parlare anche gli oggetti del gioco. Per esempio prende il ruolo della bambola che esprime desideri (“Voglio andare a giocare fuori”) o del bambino che rimprovera ('Sei stato molto cattivo!'), esattamente come sente e vede fare all’adulto. Quindi instaura una vera e propria scena che potrebbe essere familiare, scolastica, dal medico…
Il bambino attraverso il “far finta” acquisisce uno sviluppo cognitivo e affettivo che lo aiuta a sviluppare la propria personalità. Questo perché è proprio il processo di simbolizzazione a strutturare le abilità socio-affettive e relazionali del bambino. Il simbolo usato in forma indiretta, l’oggetto che evoca un altro elemento, una scatola come una casa, una sedia che diventa una giostra.
Crescendo, nel periodo tra i tre e i sei anni nel quale è molto presente il gioco simbolico, i bambini oltre agli oggetti, iniziano a mettere in scena delle situazioni. In questa fase i bambini pianificano il gioco, sanno di entrare nel “mondo dell’immaginazione”. A chi non è capitato di sentire una bimba affermare “Facciamo finta che io sono la maestra…….”, Questo è il modo dei bambini di rappresentare un momento della propria vita, che magari sta vivendo, ma attraverso l’immaginazione. Ciò permette al bambino di consolidare aspetti relazionali nuovi in una situazione simbolica che evoca e apre nuovi significati. Pertanto gli insegnanti e i genitori che si ritrovano ad osservare questi momenti ludici possono stimolare tale situazione attraverso l’uso di oggetti , stoffe, foulard, scatole e cappelli, tutti oggetti che possono aprire nuove intenzioni e cogliere possibili elementi per osservare la crescita dei nostri figli.

La dottoressa Cristina Savatteri, psicologa e psicoterapeuta, lavora con i bambini e le loro famiglie con particolare attenzioni per le problematiche riguardanti lo sviluppo e i percorsi di crescita, i disturbi dell'apprendimento, i disagi emotivi e le difficoltà di crescita.
Lavora a Milano. Per maggiori informazioni o per fissare eventuali appuntamenti é possibile contattarla all'indirizzo cristisavaATlibero.it

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