Aspettando lo Zecchino d'Oro

In attesa che il 15 novembre si apra il sipario sulla 54° Edizione dello Zecchino d'Oro di Bologna, abbiamo intervistato Mario Gardini, uno degli autori di una delle canzoni in gara.

di Alessia Altavilla

Giunta alla 54° edizione, si alzerà il 15 novembre il sipario sulla rassegna canora per bambini più importante della scena nazionale: lo Zecchino d'Oro, appuntamento imperdibile per tanti bimbi e per i loro genitori cresciuti sulle note di Volevo un Gatto Nero, Il coccodrillo come fa?, Le tagliatelle di Nonna Pina e tutte le altre bellissime canzoni che la manifestazione ogni anno è riuscita a sfornare.
Abbiamo conosciuto uno degli autori - Mario Gardini - autore di numerose canzoni sia per lo Zecchino d’Oro (Il mio fratellino a distanza, 2003; Zecchino d’Argento, L’amico mio fantasma, 2005; La torta di pere e cioccolato, 2006; Giochi di parole, 2008, Zecchino d’Argento; Voglio chiamarmi Ugo e Buonanotte mezzo mondo, 2009) sia per altre manifestazioni canore quali l’Ambrogino d’Oro (I compiti e Un mondo dal cuore più bambino, 2007; Cioè, 2010).


Ecco cosa ci ha raccontato della canzone che presenterà allo Zecchino d’Oro di quest’anno.

 
LA PALMA DELL’ACQUA: UN SORSO DI MADAGASCAR A BOLOGNA

La canzone che Mario Gardini presenta all’edizione 2011 dello Zecchino d’Oro si intitola La palma d’acqua. A interpretarla sarà una bimba di 5 anni di nome Amelia Fenosoa Casiello, la cui mamma è di origine del Madagascar.





La canzone, infatti, prende spunto proprio da una pianta che davvero esiste in quel paese e che si chiama Ravenala madagascariensis o Albero del Viaggiatore. Si tratta di una pianta erbacea ad alto fusto con grandi foglie a ventaglio nella cui base a forma di coppa raccoglie la pioggia con cui i viaggiatori possono dissetarsi.
Con un ritmo allegro e divertente, in puro stile africano, la canzone vuole raccontare ai bambini una storia che viene da lontano facendoli anche riflettere sul ruolo che un bene considerato “comune” da noi, l’acqua, riveste in certe realtà un’importanza vitale, proprio perché raro e prezioso.

La palma d’acqua racconta la storia di una bambina che, durante un periodo di grande siccità, deve percorrere un lungo tragitto per giungere al torrente e prendere l’acqua per il suo popolo.
Una volta giunta a destinazione, il torrente le dona la sua acqua dicendole che ogni bene va condiviso con i propri fratelli perché, solo così, si può vivere tutti più felici.
Mentre sta per tornare a casa, la piccola incontra sul suo cammino una palma secca e caduta che sta morendo per la mancanza di acqua.
La bambina allora, memore della lezione ricevuta dal torrente, dona alla palma la sua acqua, invitandola a sua volta a condividere sempre i suoi beni con chi ne ha bisogno.
Da quel giorno la palma comincia a racchiudere all’interno delle sue foglie l’acqua piovana.
In questo modo i viaggiatori stanchi e assettati che la incontrano lungo il loro cammino possono ristorarsi con l’acqua che lei offre loro, aiutandoli proprio come la bambina ai tempi ha aiutato lei.

 

Se volete sentire questa e le altre 13 canzoni in gara (9 italiane e 4 straniere) sintonizzatevi dal 15 al 19 novembre sullo Zecchino d’Oro e lasciatevi cullare dalla musica e dalla gioia che animano l’Antoniano. E poi, se avere voglia, fateci sapere qual è la canzone che avete preferito.

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