Mamma, non ho fame!

Inappetenza: problema fisico o psicologico? Il rifiuto del cibo, infatti, può nascondere il bisogno del bambino di comunicare un disagio che spesso non è di tipo alimentare.

Articoli Correlati

Spesso i piccoli comunicano i loro stati d'animo, le loro ansie e i loro dolori attraverso il cibo. Quest'ultimo, infatti, talvolta si trasforma in uno strumento di 'rivolta' contro i genitori o, semplicemente, in un mezzo per affermare la propria volontà e i propri desideri. Così non sempre l'inappetenza è una conseguenza di un cattivo stato di salute, ma il segnale di qualcosa d'altro che i piccoli vogliono lasciar trasparire senza essere costretti a dichiararlo apertamente.
Innanzitutto, una spiegazione, per così dire, 'genetica': l'essere buone o cattive forchette, o meglio, il senso di sazietà o di fame, è influenzato da alcune sostanze presenti nel cervello che si chiamano 'neuroregolatori' e che determinano il fatto che alcuni bambini abbiano più appetito di altri. È dimostrato, infatti, che spesso i bimbi inappetenti sono figli di genitori che a loro volta lo sono stati, così come tante altre caratteristiche dell'aspetto fisico o del carattere dei bambini derivano da quelle dei loro genitori. La cosa non dovrebbe, perciò, suscitare problemi: l'inappetenza, quando è genetica, non disturba e non rallenta la crescita e il piccolo si limita a mangiare ciò di cui il suo corpo ha bisogno senza chiedere di più.


Talvolta, invece, la mancanza di appetito è causata da fattori esterni: in inverno, per esempio, e quando sono malati i bambini mangiano meno, forse anche perché, consumando meno, bruciano meno calorie e, di conseguenza, hanno meno fame. I mesi compresi tra gennaio e luglio, poi, sono quelli in cui i piccoli, più che aumentare di peso, crescono in altezza: se in questo periodo, quindi, la lancetta sulla bilancia non sale non è, necessariamente, conseguenza di scarso appetito, ma del normale sviluppo del bambino.

Non è, quindi, il caso di allarmarsi davanti a un 'non ho fame' obbligando il piccolo a 'ingozzarsi' di cibo; meglio valutare quali possano essere le cause di questo rifiuto comportandosi di conseguenza a seconda dei singoli casi. L'importante è non creare nel bambino uno stato di ansia nei confronti della tavola facendogli vivere liberamente il suo rapporto con gli alimenti.
Se è costituzionalmente passivo, infatti, il bimbo non reagirebbe ad un'eventuale forzatura, limitandosi a mangiare tutto quello che gli viene messo nel piatto anche quando è sazio, cosa che potrebbe causare un eccessivo aumento di peso (anche oltre quello suo ideale). Se, invece, il piccolo è costituzionalmente attivo, potrebbe rifiutare il cibo cercando, in questo modo, di imporre la propria volontà rispetto a quella dei genitori e trasformandolo in un fattore di scontro tra lui e gli adulti. Il risultato sarebbe che davanti a una pressione (ovviamente esercitata a fin di bene) il bambino si ritrarrebbe in un guscio mangiando ancora meno di quanto, effettivamente, farebbe in condizioni normali.


La cosa importante è che i genitori trasmettano al bambino nei confronti della buona cucina il gusto e il piacere che questa comporta, imparando ad accettare quelli che sono i suoi limiti e le sue necessità e ricordando che un bimbo di 2 - 3 anni, in media, mangia la metà della porzione di un adulto e che tra i 2 e i 10 anni aumenta di circa due chili l'anno, valori che, se rispettati, risultano perfettamente nella norma anche quando il piccolo appare, in realtà, inappetente e privo di stimoli nei confronti del cibo.

Ricetta della settimana

Forse ti potrebbe interessare

Pollicino-fiabe

Perché è importante leggere le fiabe ai bambini

C'è chi dice che la lettura ad alta voce disincetivi la voglia del bambino di scoprire cosa c'è scritto nei libri. Nulla di più falso. Anzi. Come si sa, i bambini abituati ai libri, sono più inclini alla lettura in autonomia e sviluppano capacità di fruizione attiva verso gli stimoli esterni.

continua »
Alfabeto-Montessori

Lettere tattili per imparare a leggere e scrivere

Già in età prescolare il bambino dimostra un certo interesse per la lettura e la scrittura. Stimolare il bambino a imparare a leggere e scrivere utilizzando un approccio ludico può aiutarlo a incanalare il suo interesse verso qualcosa di costruttivo. Il metodo Montessori per la scrittura.

continua »
giocodanza

Giocodanza. Per bambini che sognano di indossare tutù e scarpette

Per i bambini più piccoli (utlimo anno del nido ed età prescolare) che manifestano il desiderio di iscriversi a un corso di danza o che dimostrano un'attitudine verso questa disciplina, il consiglio è di iniziare con un'attività di giocodanza. Un modo più ludico per avvicinarsi alla danza.

continua »
Imparare-andare-bicicletta

Trucchi per andare in bicicletta senza le rotelle

Arriva un momento, in un'età compresa tra i 3 e i 7 anni, in cui il bambino (o più spesso i genitori), decidono che è giunto il momento di togliere le rotelle alla bicicletta. Quali sono i trucchi per imparare a farlo?

continua »

Cerca altre strutture

Ricetta della settimana

I piú cliccati

Seguici sui network