Bambini e sindrome di primavera

Si chiama sindrome di primavera ed è uno stato di malessere generale non ben identificabile che colpisce anche i bambini.

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Le giornate si sono allungate, le temperature alzate, finalmente si può trascorrere il pomeriggio all'aperto giocando al parco o in giardino, eppure il bambino sembra stanco, apatico, annoiato. Decisamente più capriccioso, per nulla collaborativo.


Sono alcuni dei sintomi della cosiddetta sindrome di primavera che, spesso, colpisce anche i più piccini e che consiste in uno stato di malessere generalizzato (e non sempre riconducibile a una vera e propria causa) che tende a presentarsi, soprattutto, durante le prime settimane di primavera.

 

PRINCIPALI RESPONSABILI DELLA SINDROME


Tra i responsabili principali della sindrome, in particolare, i repentini sbalzi di temperatura caldo-freddo e il maggiori numero di ore di luce.

Questo ultimo in particolare, sembra incidere fortemente sullo stato di stanchezza e apatia che colpisce molti bimbi in questa stagione.

Naturalmente, non si tratta di nulla di grave. Semplicemente l'organismo deve adattarsi ai nuovi ritmi e ha bisogno di tempo per farlo. L'importante, per quanto possibile, è cercare di assecondarlo.

 

  • Fate in modo che i bambini dormano a sufficienza durante la notte, soprattutto se il giorno successivo li attende una lunga giornata a scuola.
     
  • Aumentate l'introito di vitamine e sali minerali nella dieta eliminando i cibi grassi e preferendo alimenti di stagione. Eventualmente, su consiglio del pediatra, potreste ricorrere a integratori alimentari da sciogliere in acqua specifici per bambini.
     
  • Se durante il giorno il piccolo appare stanco e affaticato, non obbligatelo a frequentare eventuali corsi pomeridiani. Lasciate che, per lo meno in questi primi giorni di primavera, abbia il tempo necessario per riposarsi.

    LE ALLERGIE: UN PROBLEMA CONCRETO


    La primavera è una stagione 'pessima' per tutti coloro che soffrono di allergie. Naturalmente, in questo caso, si tratta di un problema reale che va affrontato dopo un consulto medico eventualmente anche con utilizzo di farmaci.

    Per quanto riguarda i bimbi piccolissimi, non ancora in grado di spiegare disturbi e fastidi, vanno osservati attentamente alcuni atteggiamenti che potrebbero essere segnale di allergie (occhi rossi, fotofobia, raffreddore, naso che cola, irritazione alle mucose....). In questi casi è consigliabile un appuntamento con uno specialista.

    PICCOLA CURIOSITÀ PER CHI È IN CERCA DI UN BIMBO


    Pare che i bambini concepiti durante i mesi primaverili siano più soggetti rispetto agli altri al rischio di allergie alimentari, in particolare latte e uova. A dirlo una ricerca finlandese pubblicata sul Journal of Epidemiology and Community Health secondo cui il primo trimestre i gravidanza non dovrebbe coincidere con i mesi compresi tra aprile e luglio. Il motivo va ricercato nel fatto che il feto inizia a produrre anticorpi agli allergeni verso l'undicesima settimana e anticorpi più specifici verso la ventiquattresima settimana di gestazione.

     


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