Come crescere un bambino ottimista

Come insegnare ai bambini a vedere il bicchiere mezzo pieno? Come aiutarli ad affrontare serenamente le sfide quotidiane e renderli capaci di rialzarsi in caso di cadute? Qualche consiglio per raggiungere questi obiettivi. 

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di Alessia Altavilla

Crescere bambini ottimisti e capaci di affrontare con positività le difficoltà, piccole e grandi, della vita quotidiana dovrebbe essere un obiettivo primario per ogni genitore. 
Non solo, infatti, l'ottimismo migliora l'esistenza sia nel breve che nel lungo periodo, ma agisce positivamente anche sul benessere fisico (sembra, infatti, che le persone ottimiste vivano più a lungo).


Come aiutare, dunque, i più piccoli a essere ottimisti?
Di seguito alcuni consigli.

SMETTERE DI LAMENTARSI AD ALTA VOCE
Dal momento che l'esempio conta più delle parole, affinché un bambino sviluppi la capacità di guardare le cose in modo positivo, è bene smettere di lamentarsi per tutto ad alta voce (una giornata difficile, una difficoltà al lavoro, un incontro non particolarmente felice...) e concentrarsi, invece, sulle cose belle accadute nell'arco della giornata.
Un gioco utile in questo senso potrebbe essere, per esempio, abituare i bambini a pensare a cosa di bello è successo loro quel giorno, invitandoli a elencare tre cose positive da ricordare con piacere.
L'obiettivo non è cancellare gli aspetti negativi, ma porre l'accento su quelli positivi.

PREMIARE LE ASPETTATIVE
Rinforzare l'autostima dei bambini fa sì che questi acquisiscano fiducia in se stessi e siano in grado di trasformarla in sicurezza nella gestione delle attività quotidiane. Un modo semplice per farlo è affidare ai piccoli dei compiti, commisurati con la loro età, e lodarli nel momento in cui questi vengono portati a termine. 
Un'idea potrebbe essere quella di appendere nella loro stanza un cartello con una lista di cose da fare in un determinato momento: lavarsi i denti, mettere a posto i giocattoli, finire i compiti... (a seconda dell'età) e lodare i bimbi nel momento in cui ciascuna di queste cose, al termine della giornata, è stata portata a termine.
Per i bambini, infatti, superare le prove e comprendere i propri limiti e le proprie possibilità è un modo per sviluppare fiducia, prima in se stessi e poi nella possibilità di potercela fare.

INCORAGGIARE L'ESECUZIONE DI ATTIVITA' APPARENTEMENTE RISCHIOSE
Esistono attività che i genitori reputano 'rischiose' o che sanno non essere alla portata dei propri figli. E' bene, però, non scoraggiare mai il bambino dalla possibilità di cimentarsi in qualcosa anche qualora il qualcosa dovesse rivelarsi al di sopra delle sue capacità.
Il punto non è raggiungere l'obiettivo in fretta, ma impiegare tutte le proprie forze e capacità per farlo.
Se, così, il bambino vuole provare ad andare in bicicletta da solo, praticare questo o quello sport, dormire fuori casa senza mamma e papà, il consiglio è quello di incoraggiare a farlo. Mettendolo in guardia sui pericoli o le difficoltà che potrebbe incontrare in quella specifica attività, ma lasciandogli intravedere la strada per riuscire a portare a termine il percorso.

DARE AL BAMBINO IL TEMPO PER ARRIVARE AL TRAGUARDO
Succede spesso che i genitori siano tentati di sovrapporsi ai figli o anticiparli quando li vedonono in difficoltà in qualcosa (quando il bambino inizia a parlare e non riesce a completare velocemente il discorso, quando il piccolo vuole vestirsi da solo ma non trova l'asola del bottone, quando sta facendo i compiti...).
Sebbene sia normale voler aiutare i propri figli, il consiglio è quello, invece, di dare loro il tempo di provare a portare a termine quello che stanno facendo e intervenire solo se interpellati (e qualora davvero ci si renda conto che l'attività intrapresa è fuori dalla portata del bambino. Nel caso opposto, l'atteggiamento corretto da seguire è quello spiegato prima, di incoraggiamento).
Anche in questo caso l'obiettivo è quello di accrescere l'autostima e, di conseguenza, la fiducia verso le proprie possibilità.

INSEGNARE A CADERE E RIALZARSI
A tutti può capitare di prendere un brutto voto, sbagliare un rigore, perdere una partita o una gara, essere presi in giro dai compagni... Quello che i genitori dovrebbero fare non è proteggere i figli dalle sconfitte della vita, che sono inevitabili prima o poi. Ma insegnare loro a rialzarsi e a fare tesoro della lezione per trovare una strada alternativa per migliorarsi.
Esiste sempre una seconda possibilità. E non marcare a fuoco un bambino per un errore è il primo passo per insegnargli ad avere fiducia nel futuro e nella possibilità di migliorare se stesso e ciò che lo circonda.

ESSERE REALISTI
Non dare ai bambini false speranze, ma abituarli a guardare in faccia la realtà e a trovare un'alternativa a ciò che della realtà non funziona, è un modo per di educare i piccoli ad avere fiducia nella vita.
Il concetto è sempre il medesimo. Non è proteggendo i bambini dalle sconfitte, mentendo loro con false speranze... che li si aiuta a crescere forti. Ma è insegnando loro a trovare delle alternative e a guardare le cose da una prospettiva diversa che li si abitua a cercare sempre una soluzione sapendo che questa, da qualche parte, esiste.

 

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