Come crescere un maschietto femminista?

Sull'educazione femminile è stato detto e scritto moltissimo. Sappiamo cosa fare e non fare per insegnare a una bambina a non aderire completamente al modello della principessa in attesa del principe azzurro, rassegnata e succube. Ma come si cresce un maschietto femminista? I consigli del New York Times per farlo.

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di Alessia Altavilla

L'educazione delle bambine è sempre stato argomento di scontro e dibattito. Sin dal passato. Il femminismo prima e la cultura moderna poi hanno contribuito a far sì che l'argomento fosse sempre attuale e non passasse mai di moda.
E' chiaro, quindi, come far sì che una bimba abbia anche riferimenti e modelli diversi dalle principesse in perenne attesa del principe azzurro. E si sa come aiutarla a trovare la sua strada e a combattere per perseguirla a prescindere da ciò che la società impone.


La verità, però, è che se non cambia la mentalità maschile, difficilmente un percorso a senso unico porterà dei frutti e anche qualora lo facesse la lotta per arrivare al traguardo sarebbe infinitamente ardua per il genere femminile.
Occorre ripartire dall'educazione maschile per offrire ai piccoli modelli culturali e di riferimento diversi, aiutandoli, esattamente come avviene per le bambine, a trovare la loro strada a prescindere da ciò che viene imposto dalla società.

Il New York Times ha recentemente pubblicato una lista di cose da fare e non fare per allevare maschietti femministi. Ecco nel dettaglio i consigli:

LASCIATELI PIANGERE
Piangere non significa 'essere deboli'. E' semplicemente l'espressione dei propri sentimenti, che siano essi rabbia, dolore, paura, gioia, amore, nostalgia. Lasciate che i maschietti imparino a riconoscere e ad accettare le loro pulsioni. Fate sì che abbiano il coraggio di piangere e, non per questo, di sentirsi inferiori.

LASCIATELI ESSERE LORO STESSI
Assecondate i desideri dei maschietti anche se questi appaiono fuori dal comune. Se un bambino vuole fare danza, se ama giocare con le collanine, se gli piacciono principesse e abiti rosa... Lasciate che sia solo se stesso e abituatelo a tirar fuori quello che ha dentro. Non esiste alcun modello da perseguire. Se non se stessi.

INSEGNATE LORO A PRENDERSI CURA DI
Le bambine imparano in fretta a tenere in ordine la loro stanza, aiutare la mamma nelle faccende di casa, prepararsi la cartella o la borsa della palestra. Con i maschi si tende a essere più indulgenti. Se può farlo una bimba, può farlo un maschietto. Insegnate ai bambini a prendersi cura delle loro cose, abituateli a dare una mano in casa, pretendete lo stesso ordine che pretendete dalle femminucce. Siate giusti!

DATE IL BUON ESEMPIO
L'esempio conta più di ogni cosa. Un padre presente in casa, che rispetta il lavoro della compagna e l'aiuta non eccezionalmente, ma come regola domestica, vale più di mille parole. Gli ultimi studi affermano che i bambini cresciuti in famiglie in cui la mamma lavora hanno una maggiore predispezione all'uguaglianza di genere. Se siete mamme, quindi, delegate. E pretendete che il vostro compagno vi dia una mano e faccia quello che fate voi. Se siete padri, rimboccatevi le mani e datevi da fare! La casa è il vostro regno.

INCORAGGIATE LA FREQUENTAZIONE DELLE BAMBINE
Incoraggiate la frequentazione da parte dei maschietti delle bambine e viceversa. I bambini che hanno amicizie miste sono più portati ad annullare le differenze di genere e a crescere rispettando l'altro e imparando dall'altro ciò che lo differenzia da sé.

INCORAGGIATE L'AMORE PER LA LETTURA
Le bambine sognano, i bambini ragionano. Le bambine sono brave in letteratura. I maschietti in matematica e materie scientifiche. Questi sono stereotipi di genere. Insegnate sin da piccolo a vostro figlio l'amore per la lettura, la passione per le storie, la voglia di immaginare e fantasticare. E lasciate che poi persegua i suoi sogni.

LASCIATE CHE AMINO ANCHE LE COSE DA MASCHIO
L'obiettivo non è trasformare i maschi in femmine e viceversa. Se un bambino ama il calcio, giocare con le macchinine, i super eroi.... non c'è niente di male. Il problema non è rinunciare alla propria mascolinità. Ma integrarla in un meccanismo per cui anche i maschi possono fare determinate cose. A prescindere da ciò che amano o meno.

 

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