Cosa fare se....

Cosa fare se il bambino viene punto da un'ape? E se la puntura fosse di vespa? Come alleviare il prurito causato dai morsi delle zanzare? Come togliere una zecche? Come comportarsi se il piccolo viene a contatto con una medusa? 

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di Alessia Altavilla

PUNTURE DI API E VESPE
Sebbene non sia frequentissimo, può succedere di essere punti da api e vespe, soprattutto in estate quando le ore trascorse all'aria aperta, tra campi e prati aumentano. Che fare in questi casi?


Innanzitutto, togliere il pungilione (se presente), utilizzando una pinzetta disinfettata.

Quindi, applicare del ghiaccio sulla puntura ed, eventualmente, per lenire il dolore, somministrare al bimbo del paracetamolo.

Lo shock anafilattico è una reazione allergica, anche grave, che si manifesta la seconda volta che si viene punti a causa della reazione all'alergica dell'organismo alle sostanze tossiche contenute nel pungilione. Si manifesta con arrossamenti localizzati della pelle (non nella zona della puntura), difficoltà respiratorie, rinite, prurito a lingua e palato, angioderma, diarrea, vomito, ipotensione e tachicardia.
In questi casi, occorre non perdere tempo e contattare immediatamente il 118 o portare il bambino in ospedale dove gli verrà somministrata una dose di adrenalina, il solo farmaco in grado di intervenire in questo caso in modo efficace. 
Sarà cura dei genitori, per le volte successive, averne sempre con sé una fiala da iniettare al piccolo ai primi sintomi di allergia.

PUNTURE DI ZANZARE
Le punture di zanzare sono uno dei fastidi più tipici dell'esate. I bambini in particolare sono esposti al rischio con conseguenze anche più vistose (arrossamento evidente della pelle, irritazione, gonfiore...) rispetto agli adulti.
Che fare? Innanzitutto prevenire: le zanzariere (alle finestre o sul letto) sono senz'altro il sistema migliore per evitare le punture in casa e durante la nanna. Per le uscite, portare sempre con sé un antirepellente specifico per i più piccoli e vestire i piccoli con colori chiari e tessuti naturali. 

In caso di puntura, si può applicare del ghiaccio sulla puntura per calmare il fastidio. Quindi, praticare una piccola incisione con l'unghia direttamente sul pomfo utile per lenire il prurito. Anche l'allume di rocca nella zona interessata e le creme a base di cloruro di alluminio sono utili per attenuare il fastidio.
Da evitare, invece, o da usare solo su prescrizione medica, le creme a base di cortisone.

PUNTURE DI ZECCHE 
Le punture di zecche, che possono avere conseguenze anche gravi (morbo di Lyme, menicoencefalite) sono particolarmente insidiose perché, molto spesso, non ci si accorge di essere stati punti a causa dell'anestetico contenuto nel veleno che allevia i sintomi. Questo provoca un ritardo nella diagnosi con le conseguenze che ciò può implicare. Il consiglio, quindi, in caso di malessere dopo passeggiate in montagna, in campagna o tra i boschi è di avvisare il medico dei propri spostamenti e controllare con cura il corpo alla ricerca di eventuali punture di zecche.
Non è facile distingue la puntura di una zecca da quella di una comune zanzara a meno che l'insetto sia ancora presente. In tal caso, occorre rimuoverlo delicatamente utilizzando una pinzetta sterilizzata avendo cura di eliminare tutto il corpo. Non usare alcol o altre sostanze del tutto inutili in questi casi.
In caso di puntura di zecche, è comunque consigliabile telefonare il proprio medico per un consulto.

MEDUSE
Anche le irritazioni causate dal contatto con le meduse sono piuttosto frequenti in estate e anche in questo caso è difficile non farne mai esperienza in tutta la vita. In Italia le meduse non sono particolarmente pericolose e si limitano a provocare un intenso fastidio, spesso accompagnato da dolore e prurito, nella zona interessata. La pelle appare arrosata e può comparire un eritema laddove è avvenuto il contagio.
Il consiglio è di tranquilizzare il bambino, farlo uscire dall'acqua e, utilizzando acqua di mare, lavare la parte colpita (non usare acqua dolce che favorisce il rilascio di ulteriore veleno). Vanno, quindi, rimossi i tentacoli se presenti e, non appena possibile, impacchi di acqua bollente che aiuta ad attenuare i sintomi del veleno.
Se non si ha la possibilità di usare acqua calda, si può anche utilizzare la sabbia da mettere sulla parte colpita senza sfregare che funge da anestetico naturale.
Non consigliati, invece, l'uso di ammoniaca, urina e alcol che sembrerebbero essere inutili se non di peggiorare la situazione.
In commercio esistono ottime creme a base di solfato o cloruro di alluminio da applicare sulla zona irritata e che sembrano funzionare molto bene.

 

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