Dalla materna alle elementari

Un salto che corrisponde alla fine di una fase della vita del bambino: quella della prima infanzia.

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di Alessia Altavilla

Ha salutato i compagni di classe e di gioco, festeggiato con le maestre e le educatrici, preso le sue piccole cose dall’armadietto e ha definitivamente chiuso dietro di sé la porta di accesso alla scuola materna. Dal prossimo anno la sua vita scolastica sarà completamente diversa: avrà nuovi insegnanti da ascoltare e a cui fare riferimento, nuovi amici con cui condividere le gioie e i dolori, nuovi libri e nuovi quaderni. Avrà il patema d’animo il primo giorno e la felicità negli occhi al primo bel voto, imparerà a scrivere il suo nome e a leggere le scritte sui cartelli stradali e le insegne dei negozi. Sarà un bambino della scuola elementare e così avrà inizio il suo lungo viaggio all’interno del mondo scuola.
E, nonostante questo, non tutti i bimbi sono pronti per il grande passo! A loro disposizione, un’ultima estate per godersi i benefici della primissima infanzia e una prima estate per provare a diventare grandi. Come aiutarli?


Molti genitori sono convinti che preparare il piccolo per la scuola elementare significhi, prima di tutto, insegnargli a leggere e scrivere prima del tempo. Spesso, quindi, i mesi che precedono la riapertura scolastica sono contraddistinti da lunghi esercizi, si spera prospettati sotto forma di gioco, finalizzati all’apprendimento dei rudimenti della lettura e della scrittura. Capita che il bambino si diverta ed, effettivamente, sembri incuriosito da ciò che gli viene spiegato. Ciò non toglie che questa, per lui, sia semplicemente un’attività ludica diversa dalle altre, attività della quale può stancarsi esattamente come si stanca di giocare con le bambole o con la sua macchinina preferita.
Oltretutto, se davvero lo scopo è quello di portarsi avanti rispetto al programma di prima e non il tentativo di assecondare la curiosità del piccino, la cosa può rivelarsi anche controproducente. Due i rischi: che il bambino abbia a noia la scuola ancora prima che questa inizi; e che, avendo appreso la parte più complicata del programma per conto suo, una volta in classe si annoi e assuma un atteggiamento saccente e arrogante nei confronti dei compagni che stanno ancora imparando.

Più che insegnare, quindi, ai piccoli a leggere e scrivere, per prepararli al passaggio dalla materna alle elementari, sarebbe più utile osservare il loro comportamento e intervenire laddove questo si rivela più immaturo e non consono a quella che sarà la loro nuova vita a partire da settembre.


La differenza tra scuola e asilo, infatti, non è solo nelle materie che vengono insegnate ma, soprattutto, nelle regole che vengono imposte agli scolari. Nel giro di qualche giorno devono capire che non ci si alza dal proprio banco in continuazione, che in classe si fa silenzio, che gli insegnanti vanno ascoltati, che non si gioca ma si eseguono esercizi, che esistono degli orari precisi di entrata e di uscita, che la cartella deve contenere tutti gli strumenti necessari per quello specifico giorno di lezioni… Insomma, tutto un insieme di normative che fanno delle elementari le elementari e che non sono assolutamente contemplate alle materne.
Questo è il vero grande passo di crescita che un bambino deve compiere e in questo i genitori possono e devono aiutarlo durante l’estate, nei mesi che precedono l’inizio della scuola.

Ovviamente, non è il caso di trasformarsi in cerberi disumani. Ma iniziare a dare qualche regola al piccino in modo che non arrivi completamente impreparato all’appuntamento con la scuola e con ciò che l’attende, potrebbe essergli di grande aiuto: abituatelo a stare seduto a tavola mentre gli altri mangiano; spiegategli che quando gli altri parlano occorre fare silenzio e ascoltare per, poi, intervenire al proprio turno; fategli capire che non sempre si può fare tutto ciò che passa per la testa… In altre parole, indicategli la nuova strada da seguire, senza esagerare e ricordando che non si diventa grandi in un minuto.
L’abbandono della prima infanzia e degli anni spensierati dell’asilo rappresenta, infatti, sempre e comunque un problema per un piccino e sostenerlo psicologicamente e moralmente è più importante che infarcirlo di nozioni che imparerebbe comunque a scuola al momento giusto e insieme ai compagni.

  • Commento inserito da ELISA il 27 settembre 2016 alle ore 17:21

    Ciao a tutte, ho letto con molto piacere questo articolo e trovo la riconferma in quello che ho sempre pensato; vorrei dare una mazzata in testa a quelle mamme che si antepongono alla scuola; concordo pienamente sul fatto che non bisogna anticipare assolutamente i tempi e imporre ai bambini di imparare a scrivere e leggere ancor prima di varcare le porte di una scuola; lasciamo ai nostri figli il tempo utile per crescere e imparare altrimenti come si leggeva nell'articolo possono esserci più danni che benefici e purtroppo....indietro non si torna

  • Commento inserito da silvia il 15 agosto 2011 alle ore 21:18

    ciao il mio bimbo ha 5 anni e ogni volta che si parla di scuola lui mi dice che non vuole andarci perche non gli piace scrivere il suo cognome,forse ho insistito troppo per farglielo imparare,secondo voi quando sara' il momento di andare a scuola andra' volentieri?sono veramente preoccupata...

  • Commento inserito da laura Iannucci il 8 agosto 2010 alle ore 08:11

    ho letto con piacere questo articolo e daro conferma ad alcuni sospetti. Il mio secondogenito andrà in prima a settembre e compirà 6 anni a gennaio. Se pur scolarizzato, è molto vivace...ed il libro etivo l'ho aperto con lui qualche volta xkè nn vedo il suo entusiasmo, In compenso se vuole lo faccio colorare.almeno deve stare seduto. L'ho coinvolto negli acquisti scolastici.....sembra tt bene ma a settembre vedremo..........Invece vorrei un consiglio sulla fonia; nn riesce a pronunciare correttamente la "gl", quindi nn dice coniglio ma " conijo". Posso sapere se esistono esetcizi per togliere questo difetto di pronuncia? Grazie liannucci@libero.it

  • Commento inserito da CINZIA il 8 novembre 2009 alle ore 17:17

    MIO FIGLIO FREQUENTA LA SECONDA CLASSE DELLA SCUOLA PRIMARIA.QUANDO DECIDE CHE NON HA VOGLIA DI LAVORARE IN CLASSE NON C'E' VERSO DI FARGLI CAMBIARE IDEA....ABBIAMO GIA' PROVATO DI TUTTO....(CASTIGHI E ALTRO).A QUALCUNO E' CAPITATA UNA COSA SIMILE?AVETE QUALCHE IDEA?CIAO.GRAZIE!

  • Commento inserito da raffaella il 6 novembre 2009 alle ore 22:31

    Il mio bambino di nome Francesco compie 5 anni il 21 novembre,questo mese alla scuola materna materna hanno iniziato a fare attivita' di laboratorio e sono incominciate le prime difficolta',ogni volta che deve affrontare un lavoro anche semplice lui si blocca e dice di non essere capace a farlo e quindi si rifiuta(es. fare un disegno un po' piu' particolare o scrivere dei numeri)poi pero' insistendo esegue la scheda anche bene.Oggi la sua insegnante mi ha contatto e mi ha detto che dobbiamo incoraggiarlo di piu. Noi a casa lo seguiamo molto,ma lui se sbaglia a fare un disegno si irrita e con fatica riesco a farglielo ripetere solo un volta,poi si scoccia ,molla tutto e va via.Cosa devo fare? Non voglio essere troppo assillante!! Grazie per avermi ascoltato,attendo una vostra risposta.

  • Commento inserito da viviana il 2 maggio 2009 alle ore 23:00

    ciao,anche la mia sbriciola a settembre inizierà il suo percorso scolastico.sono contenta perchè mi sembra di ritornare ai miei 6 anni...e ricominciare da capo..sono emozionata per questo imminente evento.sento di condividere articolo di Alessia ,cercando di non appesantire inutilmente un passaggio naturale ma comunque traumatico per un bimbo.baci

  • Commento inserito da maria il 18 aprile 2009 alle ore 19:04

    ho una bimba di 6 anni che iniziera l'elemetari a settembre a frequentato poco l'asilo comporta qualcosa?

  • Commento inserito da stefania il 16 aprile 2009 alle ore 20:00

    come si trova l'area del rettangolo?

  • Commento inserito da GIOVANNA68 il 25 marzo 2009 alle ore 16:11

    PER FRANCESCA: IL 1ºFIGLIO DI MIO MARITO FARA' 6 ANNI A META' DICEMBRE, QUINDI NON E' MOLTO PIU' GRANDE DELLA TUA BIMBA, EPPURE ALLE ELEMENTARI E' GIA' STATO ISCRITTO E QUANDO COMINCERA' FORSE SARA' UNO DEI PIU' PICCOLI... IO CREDO CHE PIU' CHE L'ETA' ANAGRAFICA CONTI QUELLA "INTELLETTUALE". UN BIMBO/A PUO' ESSERE PRONTO A 5 ANNI O NON ESSERLO A 6.... (E DI SOLITO LE FEMMINE SONO PIU' AVANTI !!!),FOSSI IN TE NON MI FAREI TROPPI PROBLEMI, SE LA LEGGE TI CONSENTE DI ISCRIVERLA FALLO TRANQUILLAMENTE.CIAO CIAO

  • Commento inserito da FRANCESCA il 22 febbraio 2009 alle ore 16:26

    Ritengo molto giusto non appesantire i nostri bimbi con nozioni che poi verranno apprese attraverso il percorso formativo adottato della maestra.
    Tuttavia espongo il mio problema:Mia figlia ha compiuto 5 anni a gennaio 2009; ha fatto dua anni di nido e sta frequentando il terzo anno di materna.Vorrei segnarla in prima elementare, ma gli insegnanti delle scuole della mia zona sconsigliano l'ingresso degli "anticipatari". Io penso che mia figlia stia al passo con i compagni e non vorrei varle fare un'altro anno di mterna anche perchè potrebbe crearle coplessi di inferorità vedendo che gli altri vanno avanti rispetto a lei. Cose ne pensate?

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