Genitori oggi: troppo permissivi o troppo autorevoli?

Bambini e basta, I no che aiutano a crescere, Fate la nanna. Libri di grande successo che pongono i genitori di oggi, spesso troppo permissivi e 'amorevoli', di fronte a una domanda: ma davvero i bambini di oggi hanno bisogno di mamme e papà che dicano sempre sì?

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di Alessia Altavilla

Da una parte genitori amorevoli, amici dei loro figli, sempre pronti a comprendere capricci, ad accogliere richieste, a farsi carico di paure, a gestire insicurezze. Dall’altra mamme e papà autorevoli, con il dito puntato e il no fisso sulla punta delle lingua. Genitori che hanno fatto del rigore e della disciplina un modus vivendi, da insegnare, inculcare si potrebbe dire, ai loro bambini sin dai primissimi giorni di vita.
C’è, naturalmente, una via di mezzo.


Ma in linea generale si potrebbe dire che le famiglie di oggi si dividono tra quelle che abbracciano un modello educativo basato sul dialogo e la comprensione e quelle che, di contro, sono convinte che i bimbi non abbiano bisogno di genitori-amici, ma di adulti capaci di insegnare loro a stare al mondo, con tutte le frustrazioni che questo inevitabilmente comporta.
Le scelte delle une e delle altre sono diametralmente opposte e difficilmente si incontrano. Sin dalla culla (o dal lettone, visto che quello della nanna dei piccoli è uno dei temi caldi delle due “scuole di pensiero”).

I NO CHE AIUTANO A CRESCERE

Bambini e basta di Irene Bernardini, I no che aiutano a crescere di Asha Phillips, Fate la nanna di Eduard Estivill sono tutti libri di grande successo che, in modi diversi, pongono ai genitori di oggi la stessa domanda: davvero l’amore per i figli si misura dal numero di sì che si riesce a dir loro?. È davvero così difficile, quando serve, dire no?
La risposta sembrerebbe essere sì. I genitori oggi sembrano essere incapaci di sostenere le lacrime dei loro figli, i capricci, i pianti, le urla. E piuttosto che trovarsi nella condizione di dover “subire” tutto questo, si piegano ai ricatti dei più piccoli. Non che i più piccoli siano cambiati o facciano cose diverse rispetto ai bambini di una volta. Ma rispetto a quelli si trovano a dover affrontare modelli educativi in cui non sono più chiari i ruoli, dove mamma e papà sembrano aver abdicato dal loro compito.
Gli esperti, una parte di loro per lo meno, lanciano l’allarme: questa incapacità delle famiglie di porre delle regole e farle rispettare sta dando vita a una generazione di insoddisfatti, bambini costretti a fare le veci di adulti, adolescenti depressi incapaci di reggere il peso delle responsabilità, genitori schiavizzati da figli tiranni.
Tempo fa, sul sito www.uppa.it, rivista online per genitori gestita dall’Associazione culturale pediatri, Paolo Sarti ha pubblicato un articolo dal significativo titolo Ridateci mamma e papà, articolo che proprio nei giorni scorsi ha trovato visibilità sul web, ripostato sulla pagina Facebook E se poi prende il vizio?, nata sull’onda del successo dell’omonimo libro scritto da Alessandra Bortolotti volto a sfatare alcuni pregiudizi sui vizi dei bambini.
Nell’articolo, fortemente contestato dalle mamme che, invece, sostengono la necessità di un’educazione meno rigida, meno basata su regole e principi ferrei, ma più amorevole, in linea con le aspettative del bambino, il dottor Sarti spiega come l’eccessivo “permissivismo” degli ultimi anni, la difficoltà crescenti dei genitori di oggi a dire no, la totale mancanza di regole, stia dando vita, scrive lui a figli inabili, insopportabili e decisamente antipatici. Con i genitori annientati in una pseudo-democraticità decisionale che vede i bambini costretti a decidere al posto loro, costretti ad assumersi responsabilità operative che invece sarebbero e dovrebbero rimanere tutte e solo dell’adulto. Falsamente democratici, scarichiamo sui bambini l’obbligo che avremmo come adulti di decidere con appropriatezza e lungimiranza. E lo facciamo non per rispetto del bambino ma per paura di non saper sostenere la sua reazione se contrariato dalla nostra decisione..
In questo modo, continua Sarti sostenuto in un certo senso anche da Irene Bernardini, psicologa, che nel suo libro Bambini e basta affronta il medesimo argomento, fa sì che i bambini si trovino a decidere per loro stessi. Decisioni prese senza alcuna cognizione per il futuro. Spinti, semplicemente, dal bisogno di soddisfare le esigenze dell’oggi, limitate e limitanti.

Naturalmente, il “giusto” non esiste. Ciascun genitore dovrebbe conoscere il proprio figlio e sapere cosa è meglio per lui, nello specifico. Detto questo, però, è abbastanza evidente che problemi educativi ce ne siano parecchi. E che a fronte di una maggiore attenzione da parte delle famiglie per le esigenze dei più piccoli, esiste anche una crescente difficoltà ad accettarne i “limiti”, le battaglie continue che i bambini intraprendono con i genitori. Per mettersi alla prova. Per metterli alla prova. Per trovare una propria autonomia.

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