La Forchettina: un libro di ricette per divertirsi mangiando

Miralda Colombo, autrice del blog Il Cucchiaino di Alice e del libro Il Cucchiaino, ci parla de La Forchettina (edizione Gallucci 2013), sua ultima fatica letteraria, di svezzamento, di cucina e di educazione alimentare.

 

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di Alessia Altavilla

Autrice del bellissimo (e conosciutissimo) blog Il Cucchiaino di Alice e del libro Il Cucchiaino, edito da Gallucci nel 2011 e immediatamente ristampato per il grande successo ottenuto, Miralda Colombo e l'inseparabile compagna di viaggio Cecilia Viganò, alias Cevì, tornano in libreria con il nuovo manuale di ricette e consigli La Forchettina.
Scritto dopo la nascita della secondogenita di casa, la piccola Lea, e quando ormai Alice da tempo ha abbandonato pappe e pappine e destinato ai bimbi (e ai genitori di bimbi) in età prescolare, si presenta come la naturale evoluzione del primo testo. Se, infatti, ne Il Cucchiaino Miralda parlava di svezzamento, prime pappe, inserimento di alimenti...., qui propone piatti e ricette ideali sia per i bambini più grandi sia per gli adulti, descritte sempre con uno stile fresco, divertente e divertito e impreziosite dalle illustrazioni di Cevì.


La cucina diventa qui un luogo di incontro per tutta la famiglia, dove le mamme possono sperimentare, i papà cimentarsi e i bambini divertirsi. Il focolare della casa dove i piccoli hanno la possibilità di imparare a mangiare, traendo soddisfazione dalla sperimentazione di gusti, sapori e odori nuovi eppure autentici, genuini. Reinventati o rivisitati a seconda dell'ispirazione del momento.
Ecco cosa ci racconta l'autrice e come presenta il suo nuovo libro.

Il tempo passa, i bimbi crescono e le ricette si evolvono. Dopo tante ricette raccontate nel Cucchiaino, il tuo primo libro, come cambiano queste che ci proponi nel tuo nuovo libro?

La Forchettina è la naturale prosecuzione de Il Cucchiaino, rappresenta la famiglia che cresce, con tutte le esigenze, i cambiamenti e le novità che questo può comportare. Al contempo è un libro diverso, nato in un momento particolare della mia vita, in cui volevo fossero protagonisti i colori, i profumi, la spensieratezza di un tempo condiviso nella cucina di casa. Avevo bisogno di gioia, leggerezza, di sentire attorno a me l’abbraccio della mia famiglia. E di comunicarlo. Devo dire che sono soddisfatta del risultato: è esattamente il libro che volevo realizzare anche grazie alle splendide foto e illustrazioni nate dalla mano di Cecilia Viganò. Ovviamente qui si tratta di ricette per bimbi più grandi, ormai usciti dal periodo dello svezzamento, dall’età prescolare in poi, adatte a tutta la famiglia e in grado di coinvolgere i più piccoli. Ci sono piatti pensati per i momenti di festa, ispirate a specialità dal mondo o per superare intolleranze reali o virtuali:-). E poi ricette da fare con i papà per offrire anche a loro un’opportunità per vivere del tempo con i propri figli. Infine in ogni capitolo un’intera ricetta è illustrata in ogni sua parte per permettere ai più piccoli di cimentarsi direttamente con l’aiuto dei grandi.

Dove trovi l’ispirazione per creare le tue ricette?
Dalla mia vita quotidiana, da chi ci circonda, dai viaggi, dalla cucina di “famiglia”, dalle stagioni e dal banco “verdurifero”, dalle voci delle mie bambine e da quello di cui ho bisogno in quel momento. Faccio fatica a seguire le ricette di altri in maniera precisa e puntuale, mi è più facile inventare o riprendere adattando e modificando. Per me la cucina è qualcosa che va al di là di tecnica o semplice alimentazione, è una maniera di esprimermi, dare voce ai miei stati d’animo e raccontare.

Sei una super mamma: due bimbe, uno in arrivo, un blog sempre aggiornato, la collaborazione con il web. Dove trovi il tempo per preparare tutte queste ricette?
Come tutte le mamme sono sempre in bilico tra il tempo che non ho e quello che vorrei, faccio fatica a sentirmi una supermamma. Mi vedo più come una persona, una donna che è anche mamma, che tenta di non dimenticare quello che è stata come bambina e sta ancora camminando per cercare di dare il meglio. Non è facile, soprattutto ultimamente. Capisco la semplice difficoltà di tanti anche solo per organizzare una cena gustosa e sana per tutta la famiglia. La cucina, in buona parte, per me è un vero e proprio lavoro che si assomma al mio abituale di ufficio stampa e comunicazione. Quindi è naturale e doveroso, oltre che divertente e piacevole, dedicarci del tempo. Ci sono i giorni in cui fotografiamo o giriamo dei video (sempre con Cecilia Viganò) in cui la cena è fantasticamente già pronta, un vero vantaggio. E ci sono i giorni in cui, fuori per lavoro e in arrivo tardi a casa, ho le mie scorte preparate in quantità e poi congelate per avere in tavola una vellutata o un brodo o il contorno per gli spaghetti di riso in pochi minuti. Ultimamente è la strategia che funziona meglio:-). Infine ci sono i rituali, quelli che Alice ama e ricerca, che Lea sta facendo a poco a poco suoi: gli impasti per la pizza e la focaccia del fine settimana, i dolcetti da infornare insieme e portare a scuola come merenda...

Non ci sono scuse, quindi, per affidarsi ai prodotti preconfezionati offerti dalla grossa distribuzione?
Non vedo la cucina come un luogo dove ci devono essere regole rigide e divieti, quanto come un posto che ti deve assomigliare. La mia cerca di assomigliarmi il più possibile e cambia a seconda di come sto io. Ci sono dei periodi in cui non ho voglia di entrarci, per esempio all’inizio di quest’ultima gravidanza ho cucinato veramente poco. Però rimane la caratteristica di fondo che dicevo. Preferisco una ricetta semplice come può essere una banale pasta in bianco (per noi olio evo, parmigiano e scorza di limone) a qualcosa di preconfezionato che alla fine le pupe stesse faticano a mangiare. Per me (beh noi) sono fondamentali frutta e verdura, segnano le stagioni, il trascorrere dei mesi: pensa che per Alice il suo compleanno coincide con l’arrivo dei cachi che adora, e l’estate con fragole e frutti di bosco. Non so dire quindi se non ci sono scuse, forse è solo questione di abitudini ed educazione, di consapevolezza di ciò che può far star bene noi e l’ambiente che ci circonda.

Educazione alimentare: perché i bambini di oggi mangiano male e l’obesità infantile è in aumento secondo te?
Credo che in generale i bambini di oggi manchino di conoscenza di quello che finisce nel loro piatto. Vige spesso l’abitudine del tutto e subito, piuttosto che quella dell’attesa e della mancanza. E poi si ha l’eccessiva preoccupazione che non “mangino abbastanza”:-), magari accompagnata a un’eccessiva sedentarietà. Il gusto alla fine va educato, quello che a un bambino non piace oggi può piacere domani. Non bisogna scoraggiarsi ai primi rifiuti. Io ci sono cascata come “mamma” nei primi mesi di svezzamento di Lea, la mia seconda. Pareva non voler mangiare: cucinavo questo e quello, cantavo, cambiavo cucchiaino e cucchiaino, ma niente da fare. Ho perseverato, cercato di diversificare e sperimentare insieme a lei e a distanza di mesi è diventata la nuova “forchettina” di casa, ostinata già (ora ha 19 mesi) a mangiare assolutamente da sola.

Hai usato un metodo diverso nello svezzamento delle tue bambine? Ritieni che ogni bambino è diverso o pensi che una cosa che ha funzionato con uno possa funzionare anche con l’altro?
Non ho usato metodi particolari o completamente diversi fra loro ma ho cercato di adattare il percorso a seconda dei loro bisogni. Con Lea, ecco, ho privilegiato ancora di più le preparazioni “homemade”, mentre con Alice almeno nei primi mesi, come mamma alle prime armi e ansie, ho seguito di più quello che mi era stato consigliato. Con Lea ho introdotto la carne più tardi, ho abolito del tutto liofilizzati e omogenizzati e confezionato direttamente, da subito, carne, pesce e frutta in casa. Per il resto che mi chiedevi direi di sì, ogni bambino è diverso, nello svezzamento è lui il protagonista, non siamo noi, non sono le nostre regole o paure: è fondamentale che ci si lasci guidare dal bambino e permettergli di sperimentare, rifiutare, apprezzare e crescere.

Cosa ne pensi delle nuove teorie sull’autosvezzamento e l’introduzione precoce degli alimenti nella dieta del bambino?
In realtà l’autosvezzamento è nato decenni fa (il primo studio di una dottoressa americana risale al 1939), pare una novità ma non lo è. Si tratta di capire come viene applicato. Rimango convinta che una gradualità ci voglia e sia necessaria per dare tempo al bambino di conoscere, distinguere i sapori, capire cosa gli piace e cosa no, accompagnarlo nel suo percorso da “poppante” a “cucchiaino di casa”. E al contempo penso che l’autosvezzamento se accompagnato da una dieta sana, con ingredienti di un certo tipo e abitudini alimentari corrette della famiglia, abbia grandi potenzialità, soprattutto per il suo mettere al centro il bambino.

Un consiglio velocissimo per la mamma di un bimbo che non vuole mangiare o che rifiuta sistematicamente alcuni alimenti (per esempio le verdure)?
Prima di tutto vorrei rassicurarla, i bambini sono in continua evoluzione e il loro gusto cambia. Non è detto che un ingrediente che oggi il suo bambino non apprezza fra qualche settimana, in forma diversa o cucinato con altro, non gli piacerà. I bambini vanno coinvolti, lasciati sperimentare e accompagnati con l’esempio, anche di quello che si mette nel piatto.

Progetti per il futuro?
Tanti, forse troppi come mio solito. Credo che il più importante sia cercare di godermi la mia famiglia e prendere le cose con lentezza, una per volta. Cosa quest’ultima per me quasi impossibile. Sono stati mesi molti impegnativi fra lavoro, una nuova gravidanza e non da ultimo un trasloco, ho bisogno di riprendere energie e serenità. Per quello che invece riguarda il lavoro c’è già l’idea di un terzo libro, ma è ancora tutto da vedere. Al momento con Cecilia continuiamo a cucinare, fotografare e girare video ricette fra il blog e altri portali.

La Forchettina
Di Miralda Colombo. Foto e disegni di Cecilia Viganò
Edizioni Gallucci, 2013
Acquistabile sul sito www.galluccieditore.com

Per saperne di più su Il Cucchiaino....
 

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