Scuole aperte anche in estate. Cosa cambierebbe?

Questa la proposta della Ministra Fedeli per il 2018 per rispondere alle esigenze di tante famiglie che ritengono eccessivi i tre mesi di stopo scolastico per la pausa estiva. Cosa cambierebbe? Perché alcuni si oppongono?

di Alessia Altavilla

Il dibattito sull'eccessiva durata della chiusura scolastica estiva è periodico e sempre attuale.
Ogni anno, alla fine della scuola, le famiglie si chiedono se sia davvero corretto uno stop di tre mesi o se, invece, non sarebbe più giusto che i bambini continuassero a frequentare le lezioni anche a giugno e luglio eventualmente con un programma formativo ad hoc.


Le questioni in merito sono diverse. Così come le posizioni.
Da una parte chi dice che la scuola non può essere un parcheggio estivo e che i piccoli hanno bisogno di riposo.
Dall'altra chi è convinto che sia dal punto di vista dell'onere per le famiglie costrette a sborsare diverse centinaia di euro per campus estivi e settimane vacanze, sia per i bambini che dopo tre mesi di vacanza non ricordano nemmmeno l'alfabeto, l'ideale sarebbe prolungare anche ai mesi estivi le lezioni.


Nei giorni scorsi, in diverse interviste rilasciate a radio e giornali, la mistra Valeria Fedeli ha dichiarato che lei sarebbe favorevole all'apertura estiva della scuola con una proposta formativa affidata, però, non agli insegnanti, che quindi non verrebbero coinvolti nel progetto, ma alle associaizoni. L'idea, perciò, non è quella di cambiare i programmi ministeriali e aumentare la didattica, ma offrire alle famiglie e agli studenti un'alternativa ai centri estivi.
Già in passato qualcosa si era cercato di proporre qualcosa di simile senza successo: esiste, infatti, una direttiva del 1997 che prevede che le scuole rimangano aperte e sia Francesco Rutelli, allora Ministro dei Beni Culturali, sia Mario Monti, allora premier, sia Giuliano Poletti, Ministro del Lavoro, hanno tentato in passato un'organizzazione diversa del calendario scolastico.
Le difficoltà, naturalmente, sono molteplici: da una parte insegnanti e sindacati che si oppongono fermamente alla trasformazione.
Dall'altra un'oggettiva problematica legata alle strutture scolastiche, non adatte ad accogliere bambini nei caldi mesi estivi.

Certo è che proprio l'estate rappresenta lo specchio della società italiana, divisa tra chi si può permettere di fare certe scelte e chi, invece, deve trovare soluzioni low cost per affrontare l'emergenza.
Così se alcune famiglie investono centinaia di miglia di euro in campus e settimana vacanza all'insegna dello sport, dell'apprendimento di una seconda lingua, della scoperta della natura..., altre a giugno si domandano come comportarsi con i piccoli, dove piazzarli, con chi lasciarli.
Le differenze economiche tra alcuni soggetti e altri vengono alla luce senza alcuna ombra di dubbio.

Vero, dunque, che la scuola non è un parcheggio, ma a fronte di una spaccatura così profonda, l'apertura delle scuole estive renderebbe uguali tutti i bambini, offrendo a tutti le stesse opportunità.

E voi cosa ne pensate? Siete favorevoli o contrari? Pensate che per i bambini possa essere un carico eccessivo la frequentazione estiva degli ambienti scolastici, anche con un programma formativo diverso da quello scolastico?
Scrivete la vostra opinione nei commenti sotto.

 


 

  • Commento inserito da Sandra il 20 luglio 2017 alle ore 11:01

    Si i bambini sono stanchissimi, ma io proporrei una alternativa: niente tempo pieno che li distrugge (concentrarsi dopo pranzo è difficile anche per gli adulti) scuola da settembre a giugno compresi, luglio e agosto vacanza!

  • Commento inserito da Caterina il 28 giugno 2017 alle ore 22:27

    Non favorevole! I bambini a fine anno sono saturi e stufi dell'ambiente scolastico. ..e lo dimostrano in diversi modi. Non solo i più piccoli hanno bisogno di riposo...ma anche i più grandicelli. Sono d'accordo sul fatto che bisognerebbe venire incontro alle famiglie in modo che i genitori possano Starr più tempo a casa con i figli ...magari avendo più ferie. Comunque provate a vedere sul sito del comune di Trieste...esistono i ricreatori per i bambino dai 6 ai 16 anni...una sorta di centro estivo proposto dal comune... mentre per la fascia 0-6 esistono i centri estivi comunali. Ovviamente le tariffe sono "comunali" e non "private".

  • Commento inserito da Simona il 27 giugno 2017 alle ore 13:37

    parzialmente daccordo. In realtà sarebbe preferibile trovare un sistema per far stare i bambini con i genitori almeno fino ad una certa età: diciamo per tutte le elementrari. in un mondo che corre senza sapere bene dove sta andando, riprendere dei ritmi più umani sarebbe bene per tutti. concedere anche alternate ai genitori due settimane in più di ferie sarebbe l'ideale e, per il resto, ben venga un prolungamento delle scuole con attività ricreative/educative. magari senza stressare troppo i più piccoli che hanno anche il diritto di annoiarsi un pò. ricordiamoci che non tutti hanno dei nonni o mamme a casa che possono far godere ai bambini della loro preziosa presenza

  • Commento inserito da Anna il 27 giugno 2017 alle ore 01:08

    Sarei favorevole se si offrissero ai ragazzi dei corsi alternativi come ad esempio sport,ballo,recitazione ecc...ovviamente messi a disposizione gratuitamente dal ministero in quanto propositore del prolungamento scolastico.I genitori infatti dopo nove mesi di sacrifici per pagare libri,mezzi di trasporto e anche gesso e carta igienica visto che la scuola è in crisi ,non credo che andrebbero ad aggiungere altri soldi perché qualcuno si è svegliato una mattina e ha deciso di tenere le scuole aperte anche d'estate .Le famiglie italiane sono in crisi lo volete capire? E ad affermarvelo è una persona che ha tre figli e un solo stipendio.

  • Commento inserito da giusy il 25 giugno 2017 alle ore 15:12

    non è vero che sarebbe uguale per tutti.Alcuni bambini starebbero a casa, al mare o chissà dove; resterebbereo solo quelli i cui genitori lavorano e non possono permettersi soluzioni differenti. Sono da sempre una mamma lavoratrice e solo una volta ho iscritto le mie due figlie ai progetti estivi della scuola.TOTALE FALLIMENTO: le bambine dovevano stare nelle stesse aule dove erano state per 10 mesi,co un aldo infernale, con qualche compagno più sconsolato di loro.Morale rendiamo le estati dei nostri figli gioiose, spensierate come erano le nostre, mandiamoli al mare con i nonni o in campagna a prendere aria buona e non quella inquinata delle città.Oppure invece di pensare ad allungare la scuola perchè lo stato non prevede un aiuto alle mamme lavoratrici consentendo orari flessibili o la possibilità di un congedo parentale con una decurtazione accettabile.Qualche volta pensiamo ai bambini e non sempre al lavoro. Non facciamo solo figli ma aiutiamo le mamme ad esserlo.Quindi chiusura delle scuole, tutte, al 30 giugno e buone vacanze a questi poveri bambini orfani dei genitori lavoratori!

  • Commento inserito da Francesca il 22 giugno 2017 alle ore 21:40

    Ma poveri bambini.... e poi fatemi il piacere, ho visto "associazioni" private utilizzare gli spazi della scuola... Economici?? Costano più di un centro estivo! Vendono bene le attività che propongono, ma i luoghi rimangono quel che sono... Vogliamo pensare ai bambini o alle famiglie?

  • Commento inserito da EMANUELA il 22 giugno 2017 alle ore 14:45

    Per lo meno a mio parere ci vorrebbe un adeguamento con il periodo scolastico previsto per le materne, le primarie e secondarie. Quindi un inizio ai primi di settembre ed una fine a fine giugno per tutti e tre gli ordini di scuola. In questo caso le famiglie dovrebbero coprire due mesi e non tre e sarebbero uguali per tutti i figli. BUONA ESTATE!!

  • Commento inserito da Licia il 22 giugno 2017 alle ore 14:23

    Sono d'accordo di poter utilizzare le scuole nei mesi estivi, purchè non sia un parcheggio per i bambini e ragazzi e che sia soprattutto un vero aiuto per le mamme e per le famiglie che si trovano realmente (con 730 alla mano e redditto dei nonni o altro) in difficoltà economica oppure chi è figlia/o unico/a o unico, senza aiuti o con genitori anziani da accudire,oppure persone disabili in famiglia, proporrei le insegnanti della scuola, perchè molte volte il personale del Comune o cooperative non è ben formato e non conosce i bambini, poi lasciare dei minori a persone che non si conoscono, sinceramente, oltre al risparmio sul costo dei docenti in quanto già in servizio sarebbe bello che potessero fare magari le docenti più giovani entro i 40 anni quando il clima lo consente delle passeggiate, piscina, musica, lettura di libri, visite a musei, laboratori con un programma ben studiato e non pesante , magari con delle migliorie climatiche delle aule e qualche compito delle vacanze durante la settimana o la ripresa di qualche materia un po' ostica (matematica o italiano), magari gestite dalle insegnanti più anziane o che fanno meno ore di lavoro durante l'anno scolastico non per esigenze di famiglia, ma perchè non necessitano tanto di lavorare e lo fanno solo per svago e lasciare a casa chi invece fa più ore scolastiche durante l'anno comprenderei i mesi estivi da giugno ad agosto, le vacanze di Natale e Pasqua come succede in altri Paesi europei grazie e buon proseguimento

  • Commento inserito da Annalisa il 22 giugno 2017 alle ore 12:33

    Sono assolutamente favorevole. Purtroppo, come dicevi tu, non tutte le famiglie hanno la possibilità economica di iscrivere i propri figli alle attività estive per la durata di 3 mesi. Non tutte le famiglie hanno altre persone a cui appoggiarsi, perchè ormai siamo obbligati a lavorare entrambi per avere un minimo di tenore di vita ed ultimamente pure i nonni tendono ad essere ancora al lavoro. E poi diciamo la verità.. i figli non coinvolti in attività estive, si trovano da SOLI. Dove sono finiti tutti gli amici che avevamo noi quando uscivamo e ci trovavamo al parchetto? Sono tutti impegnati e quelli che rimangono a casa si trovano parcheggiati di fronte alla televisione o ad un computer. I bambini tre mesi a casa si annoiano!!! Perciò viva l'iniziativa, meglio trovarsi insieme a fare qualche attività e permettere nuovamente ai ragazzi di socializzare.

  • Commento inserito da Chiara il 22 giugno 2017 alle ore 10:06

    Io sono favorevole, trovo questa proposta interessante se fatta con criterio. Le associazioni con cui già si collabora durante l'anno con le attività extrascolastiche arricchiscono i bambini, loro stessi ne sarebbero contenti. Andrebbero, tuttavia, apportate delle migliorie nei plessi che non sono attualmente adatti a tale scopo. Questo progetto potrebbe dar lavoro a chi rimane in graduatoria e non viene mai chiamato.

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