Il primo asilo nel bosco

Un modo diverso di intendere l'educazione dei bambini. Il modello dell'asilo nel bosco nasce in Danimarca negli Anni Cinquanta e dopo essersi affermato in molti paesi europei, sbarca per la prima volta in Italia, alle porte di Roma.

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di Alessia Altavilla
Niente aule, giocattoli, gonfiabili, libri. I bambini che frequenteranno per la prima volta il Nido nel Bosco trascorreranno all'aperto la maggior parte delle loro giornate, a stretto contatto con la natura che farà loro da guida e attraverso la quale potranno sperimentare sulla propria pelle innumerevoli esperienze, sensazioni, emozioni.
E' questo l'obiettivo didattico dell'Asilo nel Bosco, progetto pilota nato negli anni Cinquanta in Danimarca che arriva per la prima volta in Italia dopo aver conquistato paesi quali la Germania (dove ne esistono più di mille), l'Austria, la Svizzera, la Gran Bretagna.



Il progetto pedagogico, che si rivolge a bambini dagli 0 ai 6 anni, prevede, in pratica, la sostituzione delle classiche lezioni in aule chiuse con giornate trascorse interamente all'aperto, a contatto con quello che la natura ha da offrire e raccontare. L'obiettivo è quello di dar vita a 'lezioni' che siano pensate, non partendo dal punto di vista dell'adulto e delle sue esigenze, ma dalle richieste specifiche dei bambini a cui, il più delle volte, le attività al chiuso, seduti su una sedia, stanno strette.
Non esistono, perciò, giocattoli (neppure giocattoli educativi) o materiale didattico che non siano quelli direttamente offerti dall'ambiente circostante (sassi, foglie, erba, fiori, animali, pigne...).

Non esistono regole imposte in modo strutturato. Le giornate sono scandite dai ritmi stessi della natura e organizzate giorno per giorno in base anche alle condizioni climatiche e alla volontà degli educatori (che, per altro, sono in rapporto di 1 a 10 rispetto alle tradizionali scuole di infanzia dove il rapporto è di 1 a 25).

Tra gli obiettivi principali del'Asilo nel Bosco:
  • La creazione di un clima familiare dove non ci sia alcuna distanza emotiva tra l'adulto e il bambino
  • Lo sviluppo dell'autonomia del bambino intesa come la volontà del piccolo di esplorare, curiosare, scoprire in modo autonomo senza il condizionamento dell'educatore
  • Lo sviluppo di tutte le capacità motorie con l'obiettivo di renderlo più disposto all'esplorazione e alla soddisfazione di qualsiasi curiosità
  • L'educazione ambientale, intesa come rispetto della natura e di ciò che ci circonda
  • Il gioco, non il giocattolo, come veicolo didattico in grado di accrescere la dimensione cognitiva, la funzione costruttiva, la funzione comunicativa e la funzione creativa


  • Il primo Asilo nel Bosco sarà operativo a partire da settembre nella campagna di Ostia Antica, alle porte di Roma, grazie alla collaborazione tra Emilio , un gruppo di educatori che da 20 anni si occupano di educazione dei bambini e che per primi hanno dato vita al Nido senza Pannolino, e l'Associazione Manes, per l'autoeducazione dell'adulto e una pedagogia dei talenti.

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