Inserimento al nido: cosa fare e non fare

5 cose da fare e 5 cose da non fare affinché l'inserimento al nido sia il meno traumatico possibile. Sia per il bambino che per la mamma.

Articoli Correlati

di Alessia Altavilla

L’ingresso al nido rappresenta per un bambino il suo primo vero debutto in società. Per la prima volta, infatti, il piccolo si separa dalla mamma e si trova immerso in un ambiente estraneo in cui lui non solo deve adattarsi a nuove regole, nuovi spazi e nuovi ambienti, ma deve imparare a condividere l’attenzione dell’adulto con altri bambini, perdendo così quello che fino a questo momento è stato il suo ruolo di “principe” della casa.
È importante, dunque, che il suo inserimento in un contesto così diverso da quello cui è abituato, sia il meno traumatico possibile, tenendo conto, però, che qualche lacrima all’inizio è quasi d’obbligo.



COSA FARE
  1. Durante il colloquio conoscitivo con le educatrici, spiegare in modo preciso e dettagliato quelle che sono le abitudini del piccolo in tema nanna, pappa, gioco, relazione con gli altri… Esporre, dunque, i propri dubbi e porre tutte le domande del caso per capire bene quelle che sono le regole adottate dal nido chiedendo, eventualmente, deroghe alle stesse nel caso in cui si ritenga che queste possano non essere ben accolte dal bambino.
  2. Durante le giornate di coopresenza con le educatrici al nido, esplorare lo spazio con il bambino facendogli notare quelle che sono le caratteristiche positive dello stesso, assumendo un atteggiamento positivo ed entusiasta rispetto ai giochi presenti, alla presenza degli altri bimbi…
  3. Al momento del distacco, spiegare in modo preciso al piccolo quello che sta accadendo (la mamma ora va via per un po’, ma poi torna a prenderti. Tu rimani qui a giocare), salutarlo e andarsene affidandolo alle educatrici.
  4. Mostrare un atteggiamento di fiducia verso le persone che si prenderanno cura del bambino.
  5. Una volta a casa, parlare del nido in modo positivo. Se il bambino è in grado di rispondere, chiedergli come è andata, cosa ha fatto…


COSA NON FARE
  1. Effettuare l’inserimento quando già ci sono cambiamenti in atto (la nascita di un fratellino, un trasloco…).
  2. Evitare di apportare ulteriori cambiamenti nella vita del bambino (togliere il pannolino, togliere il ciuccio, cambiare la sua alimentazione…).
  3. Al momento del distacco, non lasciare trapelare ansia, paura, tristezza. Il bimbo lo percepirebbe immediatamente traendone la conseguenza che il posto in cui viene lasciato non è un bel posto.
  4. Mostrare sfiducia nei confronti delle educatrici, anche attraverso considerazioni negative fatte in casa con il papà, con i nonni, con amici.
  5. Non procedere con continuità nell’inserimento. Nei primi tempi, seguendo le indicazioni di orario suggerite dalle educatrici, è bene che il bambino vada al nido tutti i gionri.


PUÒ SUCCEDERE CHE…
Nel periodo dell’inserimento può succedere che i ritmi sonno-veglia del bambino cambino. Che il piccolo appaia più stanco o più eccitato a seconda dei casi. Che non voglia mangiare. Che il suo attaccamento alla mamma aumenti e chieda di stare spesso in braccio…

  • Commento inserito da catiuscia il 24 maggio 2015 alle ore 08:30

    Ho appena iniziato inserimento al mio piccolo di 10 mesi,per me un trauma,uscita da li mi sn sentita spaesata,lui un pochino ha pianto ma poi si è calmato.Le ragazze del nido carinissime ogni ora mi mandavano mess.per assicurarmi che lui stava bene.Certo è dura come arrivo a prenderlo mi vede e piange.E.vero da quando lo porto la notte nn dorme piu come prima E i ritmi sn cambiati...ma credo sia normale lui è sempre stato solo con me..sono convinta che i bimbi al nido stiano bene così li possono giocare con gli altri..unica pecca le malattie,ma anche a scuola o all'asilo le prendono

  • Commento inserito da Marinella il 9 settembre 2013 alle ore 13:04

    Avevo iscritto il mio bimbo di 19 mesi, figlio unico, ad un nido, per farlo stare con gli altri bimbi, rinomato nella mia città per efficienza e affettuosità nei confronti dei bimbi ma...Lui piangeva ogni volta che lo lasciavo, me lo strappavano dalle braccia e il piccolo nn mangiava nè dormiva piu'...tutto qsto è durato circa 4 mesi!! Alla fine nn l'ho piu' mandato con solievo di tutti e ora che il bimbo ha 4 anni nn vuole ancora passare dalla strada di quell'asilo....

Ricetta della settimana

Forse ti potrebbe interessare

Scatola-Baci

La scatola dei baci

Un'idea molto originale, ispirata a un libro, per aiutare i bimbi ad affrontare il distacco da mamma e papà: una scatola piena di baci da tirare fuori quando la mancanza dei genitori diventa insostenibile.

continua »
SAM2017

SAM - Settimana Mondiale Allattamento al seno

Si celebra dall'1 al 7 ottobre la Settimana Mondiale dell'Allattamento Materno (SAM), voluta per promuovere la cultra dell'allattamento al seno come forma esclusiva di alimentazione almeno fino a 6 mesi e per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'argomento.

continua »
Genitorialita

Genitori: che fare?

Cosa significa essere genitori oggi? A cosa servono gli incontri di Terapia Familiare e perché può essere utile che una coppia decida di prendere parte a sessioni di training alla genitorialità? Ce ne parla la dottoressa Cristina Savatteri.

continua »
Paura-neonati

Di cosa hanno paura i neonati?

Dalla paura degli estranei e dell'abbandono a quella per i rumori forti, 3 paure molto comuni tra i neonati e i consigli per aiutarli a superarle.

continua »

Cerca altre strutture





Ricetta della settimana

I piú cliccati

Seguici sui network