Ambrosia: torna lo spauracchio degli allergici

Sono giorni duri per chi soffre di allergia all'ambrosia, che proprio in questi giorni torna a mietere le sue vittime. Ecco come affrontare il problema.

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Ambrosia, spauracchio per tantissimi allergici. Pianta pioneria (ossia in grado di “colonizzaere” zone in cui la vegetazione originaria sia stata rimossa quali, per esempio, bordi stradali, margini di campi, sedi ferroviarie, cortili…) originaria del Nord America, l’ambrosia, che inizia a fiorire nel mese di maggio e ha il suo periodo di massima fioritura nei mesi di luglio e agosto, è nota per la sua eccezionale capacità di produrre polline aumentata, rispetto al secolo scorso, a causa dell’aumento dell’anidride carbonica emessa nell’aria (si è notato, infatti, che l’ambrosia che cresce in aree particolarmente inquinate, per esempio le grandi città, abbia effetti peggiori rispetto a quella che cresce in campagna o, comunque, in zone in cui minore sia la concentrazione di CO2 e questo proprio per la sensibilità che la pianta sembra dimostrare nei confronti dell’ambiente che la circonda e in cui vive).
Per gli allergici (che spesso sviluppano forme allergiche, più o meno gravi, anche per alcuni alimenti quali le banane, l’anguria, il melone, il sedano, la zucca…), il periodo peggiore inizia proprio in questi giorni e si prolunga fino a ottobre, con i soliti problemi che le allergie respiratorie comportano: raffreddore, bruciore agli occhi, difficoltà respiratorie…
 


 
OLTRE GLI ANTISTAMINICI

Per quanto l’unica cura efficace contro le allergie respiratorie e, quindi, anche l’allergia all’ambrosia, siano i farmaci antistaminici, alcuni piccoli accorgimenti possono essere presi nei prossimi giorni per alleviare il fastidio di chi ne soffre:


 
  • non dormire con le finestre aperte ma, in caso di grande caldo, utilizzare un condizionatore (a cui siano stati puliti i filtri) o un ventilatore.
  • Non viaggiare con i finestrini dell’auto aperta.
  • Preferire alle vacanze o ai weekend in campagna, i soggiorni in alta montagna (l’ambrosia, infatti, non fiorisce oltre i 500 metri)
  • Evitare di praticare sport nelle ore del tramonto o di prima mattina quando l’attività di impollinazione raggiunge il suo picco.
    Esistono, comunque, cure preventive da praticare nei mesi precedenti il picco di fioritura della pianta (il consiglio è valido per il prossimo anno) a base di prodotti omeopatici che si sono rivelati molto utili nel lavoro di desensibilizzazione ai minuscoli pollini prodotti dall’ambrosia.

     


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