Famiglie allargate

La dottoressa Chiara Corte Rappis ci parla di famiglie allargate, divorzio e rapporti con i figli. Dal grembo materno all'adolescenza.

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Famiglie allargate


Oggi si parla tanto di famiglie allargate e/o ricostituite cioè di quelle famiglie formatesi dopo una serie di fallimenti matrimoniali e/o di convivenze precedenti. Queste famiglie vengono presentate come situazioni di fatto esistenti e caratterizzanti la nostra società, anzi come nuclei familiari che meglio descrivono il nostro ambiente sociale così sempre più precario, ambiguo, indefinibile e indecifrabile, dai contorni sfumati, ma mai ben tracciati circa il nostro futuro.
Forse più che prenderne atto dovremmo interrogarci, su come siamo giunti a questo punto, come mai è saltata tutta l’impalcatura della famiglia tradizionale, con la quale ha vissuto la generazione dei nostri nonni e di tanti nostri genitori.



Forse perchè oggi si incontrano sempre meno giovani disposti a prendersi impegni e responsabilità: finchè possono vivono da single, ma appena con l’avanzare degli anni cominciano a convivere o a sposarsi, alla prima difficoltà mollano tutto, pensando di tornare ad assaporare la libertà di prima.
La fine di un matrimonio e/o di una convivenza porta con sè tutta una serie di stati d’animo che non possono essere cancellati con un colpo di spugna. Il senso di frustrazione per la fine di un progetto condiviso, misto al rancore e alla rabbia nei confronti dell’altro componente della coppia oltre a un più o meno consapevole senso di colpa.


Il primo passo per affrontare, gestire ed elaborare tutti questi stati d’animo è rivolgersi ad uno specialista che attraverso un percorso fatto di supporto e di accompagnamento permetta l’elaborazione e l’interpretazione narrativa di ciò che si è vissuto, in modo da non rimettere in scena gli stessi sbagli e per ri-partire prima di tutto da se stessi e dalla ri-costruzione della propria persona, prima di ri-avventurarsi in un nuovo progetto, che senza la dovuta elaborazione porterebbe a un nuovo fallimento. Sembra alcune volte che in uno o in entrambi i componenti della coppia separata ci sia una grande fretta di rimettersi subito in gioco in una nuova relazione per dimostrare a se stessi e alla società che in lei/lui non ci sono sentimenti negativi, che tutto va per il meglio e che si è già pronti per ricominciare; ma purtroppo non è mai così, perché la serenità per ricostituire una nuova coppia e/o una famiglia funzionante la si acquisisce solo dopo parecchio tempo.
La fiducia e la sicurezza in se stessi si riacquisteranno dopo un lavoro fatto su di sé che richiede soprattutto “la voglia e il coraggio di guardarsi dentro” e che tante volte nella società contemporanea, così assorbita dai suoi ritmi frenetici, manca ed è generatrice ahimè di gravi danni. Quello che dovrebbe, principalmente, portare una coppia che si sta separando a chiedere aiuto, sostegno e accompagnamento è l’essere genitori, se durante il matrimonio e/o convivenza, sono nati dei figli.

Mentre si può smettere di essere coniugi, non si potrà mai smettere di essere mamme e papà. Genitori lo si sarà per tutta la vita. Il nascituro già al terzo mese di gravidanza è ricettivo di tutto ciò che avviene nell’ambiente esterno anche se non vi partecipa direttamente; è quindi già tra di noi. Ecco perché sarebbe indispensabile evitare durante la gravidanza: litigi violenti, urla, agitati conflitti.
Fin dal suo concepimento il nascituro richiede non solo una disponibilità del grembo fisico, ma anche la disponibilità di un grembo psichico. Il nascituro è in grado di cogliere gli stimoli di benessere o malessere che provengono a lui dall’esterno.
Una volta nato, uscito dal grembo materno, il bambino è uno di noi a tutti gli effetti, riconoscerà il linguaggio emotivo, prima di quello verbale e a esso assegnerà un valore che lascerà in lui una traccia indelebile positiva o negativa che si porterà dietro per tutta la vita. Non sappiamo e non possiamo prevedere che ripercussioni e che effetti avranno le separazioni e i divorzi sui figli; perché ciascun bambino/adolescente è unico, irripetibile, ogni famiglia è diversa dall’altra, ha una sua specificità, una sua storia di vita, un suo proprio linguaggio verbale, emotivo, simbolico e metaforico; quello che possiamo affermare con sicurezza è che i figli sono i più severi giudici e durante l’infanzia o durante l’adolescenza ci presenteranno il conto per aver infranto i loro sogni e le loro speranze: di fiducia, di sicurezza, di stabilità emotiva.

Per scrivere o contattare la dottoressa Chiara Corte Rappis è possibile scrivere all'indirizzo chiara.corterappisATyahoo.it oppure telefonare al numero 349-7898300. Per maggiori informazioni, è possibile anche consultare il sito www.spazioeterotopico.it

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  • Commento inserito da marica il 27 febbraio 2013 alle ore 10:56

    ...E facciamola finitaaaaaaaaaa...!!!!!!
    Basta! Togliamoci l'etichetta triste che abbiamo stampato sulla fronte .....
    Noi grandi dobbiamo acquisire la consapevolezza di essere in un certo modo,così poi possiamo accettare la condizione di essere tali, ed infine far vivere nel modo più normale e sereno possibile la situazione anche ai nostri figli e a tutti i nostri cari...
    Ed il tutto fatto più in fretta possibile,altrimenti si rischia di soffrire inutilmente..e si sa,purtroppo chi soffre di più sono i nostri grandi amori..cioè i NOSTRI FIGLI.
    Se pensiamo di non essere normali noi grandi...figuriamoci i nostri figli!!!!
    Non nego che bisogna fare un percorso in salita,ma dico anche che la vita è fatta di percorsi in salita...e alloraa??!! Che vogliamo fare...restare lì impalati a guardare..o decidiamo di salire e vedere come va???!!
    Crediamo in ciò che siamo ed in ciò che facciamo....
    Sarà allargata,ma sta a noi grandi decidere se farla diventare unita o spezzata...
    Sarà allargata,ma è la nostra famiglia...DIFENDIAMOLA CACCHIO!
    Dimostriamo tutto l'amore che proviamo semplicemente AMANDOLA.
    E poi,diciamoci la verità...FACCIAMO UNA GRAN TENDENZA!!!!
    BASTA SENTIRSI DEGLI ALIENI.....MA INCOMINCIAMO A SENTIRCI I NUOVI SUPER-EROI!

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