L'età dei no. I capricci dei bambini - Età prescolare - Bambinopoli







L'età dei no. I capricci dei bambini

Arriva un momento intorno ai due anni in cui i bambini dicono sempre di no. E' una fase positiva ma come gestirla senza perdere la pazienza?

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L'età dei no. I capricci dei bambini



Tutti i bambini attraversano l’età dei no, dicono di no a tutto, no alla merenda, no alla nanna, no all’uscita da casa, no al bagnetto, no ai giochi, no anche alle cose più allettanti. Si tratta di una fase che può cominciare dai due anni, ma in alcuni casi si manifesta anche verso i tre anni. Solitamente dura un anno, ma non si esaurisce completamente fino ai sei anni.
COS'E L'ETA DEL NO

Si identifica come un’età dell’egocentrismo e come un primo modo di sperimentare il proprio potere e la propria indipendenza. La parolina NO, scoprono presto, è molto potente, la sentono dire da tutti, dai genitori, dai nonni ecc. Vogliono sperimentarla anche loro.

E’ una età in cui sembrano un po’ nervosi, lo stesso gioco non dura più di dieci minuti, hanno atteggiamenti di irritabilità, negazione e incostanza. I tentativi di dialogare con loro spesso falliscono, in quanto il no non è una decisione razionale.




 
COSA FARE CON I CAPRICCI

Cerchiamo di distinguere tra le vere negazioni dovute a vere esigenze e le negazioni per saggiare il loro potere su di noi. Quando capiamo che la negazione è solo dovuta alla sua ricerca di indipendenza, affrontiamola.

Il consiglio più frequente è quello di armarsi di molta pazienza, non manifestiamo la nostra frustrazione, evitiamo di prendere la cosa come un affronto personale, perché non lo è, è solo una fase che attraversano e sta a noi adulti cercare di gestirla senza dare dei giudizi. Anche perché, se ci mostriamo eccessivamente contrariati, stiamo dando troppo potere a quella parolina e i nostri furbissimi bambini se ne accorgono subito, a quel punto i no diventano un tormentone continuo.

Cerchiamo di aggirare l’ostacolo, poniamo domande dove la risposta no, semplicemente non è prevista, li spiazziamo e otteniamo così l’effetto desiderato. Per esempio poniamo un’alternativa, tipo “vuoi che usciamo o facciamo il bagnetto?” . Se capita che la risposta a una nostra affermazione è no, tipo “è ora di fare il bagnetto”, mostriamoci soddisfatti della loro indipendenza spiegando: “che bravo che sei, hai imparato a dire no, ora vieni che facciamo scorrere l’acqua e facciamo le bolle”. Se stanno giocando e dobbiamo interromperli, diamogli comunque qualche minuto.

E’ una buona idea in questa fase non sovraccaricare il bambino di responsabilità e divieti, ma ci sono situazioni dove non si può assolutamente transigere né aggirare l’ostacolo, in questo caso mostriamoci fermi, non cediamo mai, restiamo coerenti a lungo e non diamo regole che cambiano a seconda del nostro umore o della fretta che possiamo avere in quel momento. Comunicheremmo al bambino che c’è la possibilità di manipolarci a seconda delle situazioni.

Le punizioni, di solito, non producono buoni risultati e comunque, se decidiamo che è il caso, non dimentichiamoci di mantenere una proporzione logica tra infrazione e castigo, inoltre l’eventuale castigo non deve essere dettato dal momento di rabbia.

Infine leggiamo ai nostri bambini favole e racconti che introducano il concetto di onestà, giustizia e comprensione verso il prossimo, li aiuteremo a superare l’età dell’egocentrismo.

 

 

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