Bambini avventurosi crescono

Bambini oberati di impegni a cui viene proibito il diritto all''avventura'. Un'infanzia rubata, spesso, proprio da parte dei genitori. Ce ne parla Chiara Corte Rappis

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Bambini avventurosi crescono


Nella società contemporanea i bambini e i preadolescenti sono impegnati in numerose e svariate attività extra-scolastiche: allenamenti sportivi di ogni tipo, corsi di lingua straniera, studi e apprendimenti musicali; hanno un’agenda affollata di impegni, quasi fossero dei piccoli manager.
Il cosiddetto tempo libero per i bambini e i preadolescenti diventa, così, un’utopia; e a questo sovraccarico di impegni i genitori rispondono che sono attività necessarie per preparare i loro figli ad affrontare al meglio una società sempre più competitiva che richiede e pretende prestazioni ottimali ed eccellenti.


Questi genitori non sanno che ciò che possono fare per i loro figli è solamente quello di mettersi in ascolto delle loro reali passioni ed entusiasmi che, spesso, non emergono o vengono soffocati sotto questo eccesso di compiti e prestazioni imposte loro.

Non si emerge, infatti, attraverso il conformismo, ma solo coltivando la creatività e i bambini e i preadolescenti sono creativi per natura a condizione che li si lasci crescere e sviluppare in un clima di libertà, di spontaneità di espressione e di realizzazione di qualcosa che fa leva sulla dimensione del puro piacere disinteressato.

Gli adulti dovrebbero iniziare a imparare che non si è più potenti e liberi se si domina il mondo, la natura e gli altri, che non si è più in gamba se si impara solo ciò che ha un’utilità immediata, ma che se si riscoprono le dimensioni del fare disinteressato insieme agli altri per il puro piacere di coltivare le proprie passioni, interessi e talenti senza fini immediati, si può davvero diventare più liberi, più sicuri, più forti, maturi e responsabili per affrontare il mondo.

I genitori che proiettano le loro aspirazioni sui figli non si mettono in ascolto delle loro reali potenzialità, non li aiutano a coltivare le loro risorse, capacità e competenze, ma li espongono al solo rischio di sentimenti di inadeguatezza e di inferiorità per non essere riusciti a realizzare i desideri e gli obbiettivi di mamma e papà e non le loro vere passioni.
I BAMBINI E IL BISOGNO DI AVVENTURA

Molte azioni dei ragazzi di oggi sono indice di un grande bisogno di avventura che non trova possibilità di esprimersi e di svilupparsi; i giovani sono affamati di un solo desiderio che è quello del fare avventuroso.
Il termine avventura indica un’impresa eccezionale, fuori dal vivere comune e quotidiano connessa a due elementi: il rischio e la possibilità, intesa come apertura al nuovo e al diverso.
Piero Bertolini nel suo saggio Fenomenologia dell’Avventura: oltre il Già Dato, contenuto nel volume Linee di Fuga – l’avventura nella formazione umana, così scrive:
l’essere aperto all’avventura è un tratto costitutivo per l’uomo e l’avventura è per lui non un che di aggiuntivo e inessenziale, ma, al contrario qualcosa che lo può qualificare addirittura come uomo autentico.
L’avventura è, dunque, elemento necessario, indispensabile e imprescindibile per vivere la vita in pienezza.
L’adulto non deve bloccare la crescita di un figlio attraverso le sue paure, i suoi divieti e le sue prescrizioni, ma deve facilitare e aiutare gli slanci del bambino e del ragazzo verso il nuovo, verso l’apertura al mondo quindi verso la maturità.
Trasgredire è comportamento implicito alla definizione di avventura e porta in sé non un significato negativo nel senso di distruzione, ma di ricostruzione di elementi nuovi e diversi i cui significati sono legati alla definizione di creatività.
I ragazzi frustrati nei loro bisogni d’avventura e di esperienza, che sono loro autentici bisogni, diventeranno tristi, depressi, insicuri, paurosi e svilupperanno un atteggiamento esistenziale rinunciatario, accontentandosi o illudendosi di trovare nelle peripezie - che sono azioni derivanti da vuoti e dalla mancanza totale di norme da trasgredire – dei surrogati alla loro assoluta assenza di spinta vitale.

Per scrivere o contattare la dottoressa Chiara Corte Rappis è possibile scrivere all'indirizzo chiara.corterappisATyahoo.it oppure telefonare al numero 349-7898300. Per maggiori informazioni, è possibile anche consultare il sito www.spazioeterotopico.it

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