Il logopedista: una figura chiave - Età scolare - Bambinopoli




Il logopedista: una figura chiave

Negli ultimi anni sta la figura del logopedista sta acquistando sempre più un ruolo centrale per il benessere e la crescita sana del bambino. Ce ne parla la dottoressa Claudia Avati.


Il logopedista è un operatore sanitario che ha studiato presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia, conseguendo la laurea in Logopedia della durata di 3 anni e sostenendo un esame di stato che lo abilita all’esercizio della professione.
Non è un medico, ma un terapista; ed è l’unico operatore sanitario specializzato nel linguaggio, sia scritto che parlato.


In quanto operatore sanitario, dopo la laurea è obbligato a seguire un certo numero di corsi di formazione ogni anno, in modo tale che sia sempre informato sulle ultime scoperte scientifiche in materia di patologia e riabilitazione.
Principalmente si occupa di abilitazione e riabilitazione di bambini e adulti con ambiti di applicazione piuttosto ampi (disfonie o turbe della vociferazione, disturbi della pronuncia da cause organiche e funzionali del vocal tract, disturbi della deglutizione organici e funzionali, disturbi della fluenza, disturbi comunicativi da lesione uditiva....).
Esistono, comunque, una serie di disturbi piuttosto comuni e frequenti per i quali il logopedista viene spesso interpellato e che, per semplicità, posso essere riassunti in:

 
  • disturbi del linguaggio e della comunicazione
     
  • Disturbi di apprendimento
  • Disturbi della deglutizione
  • Disturbi della voce
  • Acune forme di disturbi della respirazione delle alte vie aeree. QUANDO SI PARLA DI DISTURBO DEL LINGUAGGIO

    Quando un bambino non riesce a esprimere correttamente e liberamente i propri pensieri attraverso la parola, con la stessa abilità dei coetanei.
    Il linguaggio è una abilità umana altamente complessa che si acquisisce in modo graduale, infatti il bambino riesce a produrre le prime 2 o 3 parole intorno al 1° anno di età. A circa 2 anni il bambino possiede un vocabolario di 50 parole, e solo a 2 anni e mezzo si assiste alla “esplosione del vocabolario” in cui il bambino riesce a parlare con una certa fluidità componendo frasi semplici.
    Le tappe di acquisizione sono queste e se vi è un ritardo nel raggiungimento di queste competenze (3 mesi di ritardo a quest’età sono tantissimi!) o vengono acquisite male (per esempio se il bambino persevera rispetto l’età nel pronunciare “male le parole” o a “formare male le frasi”) potrebbe veramente valere la pena investigarne il motivo, per prima cosa rivolgendosi a un buon foniatra, nel caso in cui non ci fossero problemi fisici, a un neuropsichiatra infantile.
    Se dovesse essere diagnosticato un disturbo, la tempestività di intervento è fondamentale. QUANDO SI PARLA DI DISTURBO DI APPRENDIMENTO?

    Quando il bambino non apprende gli insegnamenti scolastici con la stessa abilità dei coetanei.
    Le capacità di lettura, scrittura e calcolo sono abilità automatiche, cioè una volta apprese la loro pratica non dovrebbe comportare alcuno sforzo (per esempio, si legge con piacere un bel libro, una rivista, una ricetta).
    I bambini possono avere tempi di apprendimento diversi, ma oltre un certo limite di tempo si parla di disturbo di apprendimento: fine seconda elementare per la letto-scrittura, terza elementare per i numeri e calcoli.
    Parliamo di disturbi “specifici” di apprendimento quando il bambino è andato regolarmente a scuola, non ha problemi psicologici, fisiologici (per esempio di udito o vista), e non ha altre patologie che ne impediscano una normale acquisizione: il disturbo specifico di apprendimento colpisce bambini con una intelligenza normale, e anche ragazzini con intelligenza sopra la media: basti pensare che Leonardo Da Vinci, Albert Einstein e Isaac Newton erano dislessici (solo per citarne alcuni).
    Anche in questo caso la precocità della diagnosi è fondamentale per il bambino stesso: i disturbi di apprendimento generano frustrazione e bassa autostima, con tutta una serie di conseguenze negative .

    L'articolo è stato redatto da Claudia Avati, 40 anni, mamma di due bambini e logopedista laureata con lode all'Università di Tor Vergata. Esercita a Roma e si occupa principalmente di disturbi di apprendimento, disturbi di linguaggio e deglutizione atipica. Per contattarla è possibile scrivere a cla.avatiATgmail.com


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