Un libro a favore della realtà scolastica

Nasce dall'esperienza di un blog e vuole essere una sorta di cartina tornasole sullo stato di salute dell'infanzia e, di conseguenza, della scuola. È il libro Maestrapiccola edito Il Castoro.

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Nasce dalle pagine del blog Maestropiccola il libro edito da Il Castoro Maestrapiccola. Diari, spugnature e spensieri di un anno di scuola di Cristina Petit, maestra bolognese di una scuola primaria che guida il lettore tra i pensieri e le parole di un diario quotidiano.


Da settembre a giugno, giorno dopo giorno, le storie di un intero anno scolastico prendono vita sulla carta come piccoli racconti che fanno sorridere, commuovere, divertire o arrabbiare e che, poco per volta, tratteggiano il ritratto della scuola di oggi, con i suoi protagonisti reali, non quelli intravisti in tv nei dibattiti politici o nei servizi dei telegiornali.

Ci sono nonni baby sitter, precari arrabbiati, genitori confusi. Ci sono ministri che non hanno la benché minima idea di cosa sia la scuola italiana e leggi che non rappresentano affatto un passo in avanti. Ci sono i tagli, che mettono in ginocchio l'istituzione le riforme che non riformano.


In due parole, c'è lo stato di salute della scuola italiana.

 
UNO RIFLETTORE SULL'INFANZIA DI OGGI


Maestrapiccola, infatti, si presenta come una sorta di faro puntato sui bambini di oggi, il loro modo di comunicare, il loro linguaggio, i loro interessi, la società che li circonda e in seno alla quale crescono.

C'è la tv con i suoi modelli, la pubblicità, la moda, i videogiochi. C'è internet. C'è, talvolta, la lontananza spaziale con gli adulti, non sempre in grado di interagire con un'infanzia sempre più complessa, sempre più insediata dalla società dei consumi e dei media.

In un certo senso, è come se l'autrice dicesse: se i bambini sono la cartina tornasole dello stato di salute degli adulti e della società proposta, allora è lecito e doveroso un grido d'allarme e una reazione collettiva.
I bambini ci insegnano a diventare grandi: dallo sguardo attento di una maestra, da un punto di osservazione privilegiato, quale è il laboratorio-scuola, l'invito a reagire, a prendere consapevolezza e, soprattutto, a iniziare ad avere cura di noi stessi e della realtà circostante, partendo dalla difesa dei bambini e del loro diritto di esserlo.
Una voce e una presa di posizione appassionata, ironica e autentica da parte di chi la scuola la vive dall'interno e la difende con ogni sforzo ogni giorno.

Per maggiori informazioni, consultate il blog di Cristina Petit.

 

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