Un weekend in tenda

Due notti in campeggio, per insegnare ai piccoli cosa significa vivere in mezzo alla natura e con il minimo indispensabile.

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di Alessia Altavilla

Se non vi siete mai infilati, strisciando, dentro a un sacco a pelo, protetti da mura di stoffa, la cosa migliore è proprio quella di provare durante il weekend, cosa che, per altro, vi consente di fare una breve gita fuori città senza dovervi preoccupare di prenotare una sistemazione per dormire: il vantaggio del campeggio, infatti, è proprio che non è richiesta la prenotazione e difficilmente si rischia di non trovare posto.
La stagione è perfetta, le giornate sono lunghe e soleggiate, piove poco e l’aria è calda anche durante la notte. Così, anche coloro che non avessero mai riposato sotto un “cielo di stelle”, non rischiano di patire il freddo o altri inconvenienti tipici dell’inverno e che i campeggiatori abituali conoscono bene.


L’esperienza del campeggio, poi, per un bambino è qualcosa di indescrivibile in quanto lo porta a contatto con la natura, in una dimensione completamente diversa da quella cui è abituato, in cui l’unica legge è libertà.
In effetti, non è esattamente così, in quanto anche il campeggio ha le sue regole che i piccoli devono imparare a rispettare, ma si tratta di regole che generalmente i bimbi non fanno fatica ad accettare e che vengono vissute quasi si trattasse di un gioco o di un’investitura di responsabilità da parte degli adulti:
 


  1. In campeggio tutti devono dare una mano. Se i bambini dormono in una tenda diversa da quella dei genitori, è giusto che imparino a montarla e a smontarla e se ne occupino come se si trattasse della loro camera.
  2. La natura va rispettata. Si può correre in mezzo agli alberi, giocare, gridare…., ma non si devono buttare cartacce in giro, spezzare piante e fiori, strappare l’erba…
  3. Come in qualunque altro posto, ma qui soprattutto, la sera si fa silenzio, niente urla, risate sguaiate, pianti… Durante il giorno, invece, tutto è permesso.
  4. In campeggio, bisogna imparare a essere ordinati o si rischia di non trovare più nulla. Preparate, così, una borsa per il bambino con i vestiti che gli occorrono, la trousse per il bagno, l’asciugamano e fate in modo che sia lui a gestirsi. In questo modo, imparerà a essere autonomo e a sbrigarsela da solo.
  5. Poche sono le cose che servono in campeggio: ai bambini va, quindi, insegnato a vivere con il minimo indispensabile, senza televisione, giochi e giocattoli vari, e tutti i gadgets che la vita moderna impone a tutti, grandi e piccini.

     

    Esistono, poi, campeggi “microcosmo” con la piscina, la sala da pranzo, il bar, la discoteca, oltre, naturalmente alla lavanderia, i bagni e il supermercato. Qui i bambini sono assolutamente al sicuro e potrete lasciarli liberi di giocare e divertirsi senza dovervi troppo preoccupare di quello che può succedere loro. Inoltre, per un bimbo è più facile fare amicizia in campeggio che in albergo, poiché il contatto con gli altri è facilitato dall’assenza di strutture in muratura che allontanano le persone rendendole estranee: anche nel breve lasso di tempo di un weekend riuscirà a farsi più amici di quanto sarebbe successo durante tutta una vacanza in appartamento.
    Abbigliamento comodo e qualche raccomandazione per evitare che si ficchi nei guai sono tutto quello di cui dovrete dotarlo.


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