Autismo e Tablet: la rivoluzione della diagnosi precoce è in un gioco

Un’app per tablet rivela schemi nei movimenti dei bambini: lo studio apre nuove prospettive per la diagnosi precoce dell’autismo.

Un semplice videogioco per tablet potrebbe rappresentare un punto di svolta nella diagnosi precoce dell’autismo. A sostenerlo è un gruppo di ricercatori dell’Università di Strathclyde, a Glasgow, che ha analizzato il comportamento di 878 bambini durante un’attività ludica su schermo, rilevando differenze nei movimenti tra bambini con autismo, con altri disturbi del neurosviluppo e senza diagnosi. Il team ha utilizzato un approccio multidisciplinare, combinando psicologia infantile e analisi dei sistemi satellitari, per individuare schemi motori ripetitivi e differenze strutturali nei gesti, elementi che potrebbero offrire un nuovo supporto alla diagnosi e alla progettazione di percorsi educativi personalizzati.

Le strategie motorie nel gioco e il loro legame con l’organizzazione del gesto

Il gioco sviluppato per la ricerca simulava una situazione di condivisione del cibo: i bambini dovevano trascinare porzioni di cibo virtuale verso piatti corrispondenti. Il compito prevedeva swipe precisi e ripetuti, durante i quali i ricercatori hanno registrato tutti i movimenti sullo schermo. L’analisi ha permesso di osservare differenze nei pattern motori. In particolare, molti bambini con disturbo dello spettro autistico utilizzavano una strategia “a due fasi”: accumulavano più elementi insieme e solo successivamente li distribuivano. I coetanei neurotipici, invece, adottavano un approccio sequenziale più diretto, muovendo un solo pezzo di cibo per volta con traiettorie più integrate.

Bambino e tablet
Le strategie motorie nel gioco e il loro legame con l’organizzazione del gesto – bambinopoli.it

Questo tipo di divergenza nel comportamento, già visibile nei primi anni, diventa più marcato con l’aumentare dell’età. Secondo i ricercatori, tale evidenza suggerisce un differente sviluppo della pianificazione motoria, ossia del modo in cui l’azione viene pensata e realizzata. Ruaridh Clark, coordinatore dello studio, ha sottolineato che i bambini autistici tendevano a compiere meno iterazioni del gioco e con minor fluidità nei movimenti, riducendo così il potenziale di apprendimento offerto dalla stessa esperienza ludica.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Journal of the Royal Society Interface, rappresenta un passo avanti nello studio delle abilità motorie nei soggetti neurodivergenti, offrendo nuovi strumenti per riconoscere segnali precoci spesso invisibili a un’osservazione non strutturata. Il lavoro del team scozzese dimostra che l’interazione con un semplice gioco su tablet può fornire informazioni quantitative utili a distinguere precocemente comportamenti atipici legati allo sviluppo neurologico.

L’incontro tra scienza del movimento e tecnologie spaziali

Uno degli aspetti più innovativi dello studio è l’applicazione di tecnologie sviluppate per l’analisi dei satelliti al contesto dell’osservazione infantile. I ricercatori del Laboratorio per l’Innovazione nell’Autismo e del Laboratorio di Tecnologie Spaziali Applicate dell’Università di Strathclyde hanno trasferito metodi originariamente pensati per lo studio dei sistemi orbitanti all’ambiente digitale del gioco. Questa fusione di competenze ha consentito di individuare parametri motori complessi, aprendo la strada a un nuovo campo di indagine dove il confine tra gioco e diagnosi si fa sempre più sottile.

Secondo Jonathan Delafield-Butt, co-autore della ricerca, la tecnologia non sostituisce il ruolo degli educatori, ma può affiancare il lavoro di genitori e professionisti. L’obiettivo è costruire strumenti di osservazione accessibili e precisi, capaci di intercettare segnali atipici nello sviluppo motorio anche prima dei tre anni. Le differenze nel modo di eseguire un gesto, la frequenza delle azioni, la loro organizzazione nello spazio digitale diventano così indicatori misurabili di un profilo neurodivergente.

I prossimi passi del progetto prevedono la sperimentazione di altri scenari ludici, per verificare se le differenze osservate si ripresentano in contesti differenti. L’uso di app educative personalizzate, che integrano feedback motori e percorsi su misura, potrebbe non solo facilitare la diagnosi, ma anche favorire una didattica inclusiva, capace di adattarsi alle modalità espressive dei bambini con autismo.

Glasgow, dicembre 2025 – Lo studio dimostra che un’interfaccia semplice può diventare una finestra aperta sul neurosviluppo infantile, se osservata con gli strumenti giusti. Una partita a un videogioco non è più solo intrattenimento, ma un atto comunicativo, una sequenza di movimenti in cui leggere la complessità del pensiero. E forse, un modo nuovo di ascoltare i bambini.

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