Non dare mai lo smartphone al tuo bambino senza leggere questo: i nuovi rischi da evitare assolutamente

Una ricerca nazionale svela quanto siano diffusi i dispositivi digitali tra i più piccoli, sin dai primi mesi di vita.

Tablet e smartphone sono diventati la nuova baby sitter digitale di moltissimi bambini italiani, anche in fasce d’età dove i medici li sconsigliano. Una ricerca condotta dal Centro per la salute del bambino di Trieste e dall’Associazione culturale pediatri ha fotografato per la prima volta nel nostro Paese l’uso delle tecnologie nei primi anni di vita. I dati raccolti sono numerosi, ma anche contraddittori: accanto alla consapevolezza dei rischi, emerge un utilizzo precoce e spesso disinvolto dei dispositivi. E il fenomeno, dicono gli esperti, riguarda tutte le fasce sociali.

Già prima dell’anno i bimbi usano gli schermi, ma i genitori restano divisi

Secondo quanto rilevato dallo studio, basato su oltre 1.300 questionari distribuiti sia online che tramite pediatri, il 30,7% dei genitori afferma di lasciare il cellulare in mano al proprio bambino prima dei 12 mesi. Il dato scende al 17,2% nel campione online, segno che esistono differenze legate al contesto culturale o al tipo di famiglia. Ma in entrambi i gruppi, la percentuale cresce rapidamente con l’età. Nella fascia tra 1 e 2 anni, il 60% dei bimbi ha già avuto contatti diretti e prolungati con questi dispositivi.

bimbi al cellulare
Non dare mai lo smartphone al tuo bambino senza leggere questo: i nuovi rischi da evitare assolutamente – bambinopoli.it

Il motivo principale? Farli stare tranquilli. A dichiararlo sono quasi due terzi dei genitori con figli piccoli. Nonostante ciò, molti adulti dicono di usare tablet e smartphone insieme ai bambini, soprattutto tra i 12 e i 36 mesi, un dato che tocca anche il 70%. Una contraddizione evidente, che racconta la difficoltà di trovare un equilibrio tra educazione digitale e bisogno pratico di gestire i più piccoli nella vita quotidiana.

La buona notizia è che la lettura regge, anche in presenza di tecnologie. Il 58% delle famiglie seguite dai pediatri legge ai figli almeno quattro volte a settimana, percentuale che sale fino al 76% tra i partecipanti online. E molti genitori affermano di preferire giochi fisici e interazioni reali, pur ammettendo che i device vengono usati frequentemente, soprattutto nei momenti più caotici della giornata.

Rischi reali sotto i 2 anni, ma anche potenzialità educative (se usati bene)

Gli esperti del Centro per la salute del bambino, tra cui Valeria Balbinot, Giorgio Tamburlini e il pediatra Giacomo Toffol, non negano che app e giochi digitali possano avere effetti positivi. Alcuni strumenti, se ben progettati, possono favorire la coordinazione visuo-motoria, la creatività e anche il problem solving, purché vengano usati in modo consapevole e condiviso con i genitori. Ma avvertono: sotto i due anni, i benefici sono minimi e i rischi molto più rilevanti.

Tra i principali pericoli c’è l’obesità infantile, che in Italia colpisce già un terzo dei bambini tra gli 8 e i 9 anni. L’uso precoce dei dispositivi riduce il tempo dedicato al movimento e favorisce una vita sedentaria già nei primi anni. Non va dimenticato nemmeno il tema delle radiazioni elettromagnetiche, spesso ignorato, ma che resta oggetto di studi e monitoraggi.

Ancora più preoccupanti sono i ritardi nel linguaggio, le difficoltà cognitive e la ridotta capacità di attenzione, che sembrano essere correlati a un uso eccessivo degli schermi in età prescolare. I bambini, esposti a stimoli visivi continui, rischiano di diventare multitasking, ma perdono la capacità di mantenere la concentrazione su un solo compito.

Il consiglio degli esperti è chiaro: non servono divieti assoluti, ma buone abitudini condivise. È importante evitare tablet e smartphone al di sotto dei 2 anni, limitare i tempi di esposizione e, soprattutto, proporre alternative valide come il gioco, la musica e la lettura. L’educazione digitale si costruisce nel tempo, ma parte dalle prime esperienze, che sono quelle che modellano i comportamenti futuri.

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